POLITICA & SANITA'

Piemonte fuori dal tunnel
(del piano di rientro)

Dal 2017 si chiuderà la procedura d'infrazione nei confronti della Regione per il comparto sanitario. Chiamparino si è impegnato a colmare un buco da 1,505 miliardi in dieci anni e a ridurre a 60 giorni i tempi di pagamento dei fornitori. Ora nuove assunzioni

La Sanità piemontese non è più la grande malata d'Italia e così sotto l'albero di Sergio Chiamparino arriva il regalo più atteso: dal 1 gennaio 2017 il Piemonte sarà fuori dal piano di rientro in cui era sprofondato cinque anni fa. Questo “non vuol dire liberi tutti” precisa il governatore, che sottolinea come questa decisione imporrà nella gestione del comparto ancor più “rigore e responsabilità”; ma certo permetterà alla Regione di tornare a investire per aggredire le liste d’attesa, varare un piano di assunzioni di personale medico e infermieristico (si parla di 600 unità), nominare nuovi primari, incrementare i servizi di assistenza territoriale e potenziare il sistema di case della salute. Una notizia che arriva al termine di una lunga trattativa tra i vertici di piazza Castello e il Ministero delle Finanze, nell’ambito della quale la Regione ha varato un piano in dieci anni per coprire quel buco da 1,505 miliardi emerso nei conti della Sanità e abbattere i tempi di pagamento dei fornitori dagli attuali 110 giorni (“quando siamo stati eletti erano 380 giorni” mette le mani avanti il vicepresidente Aldo Reschigna) ai 60 stabiliti dall’Unione Europea e imposti dal Mef. Lo farà con risorse proprie e senza far ricorso alla leva fiscale. “Eravamo l’unica regione del Nord commissariata – fa notare il titolare della Sanità Antonio Saitta - abbiamo riconquistato la fiducia del governo grazie a una politica di profondo rigore. Ora potremo continuare a erogare servizi di eccellenza, aumentando la qualità”.

Per comprendere come farà la Regione a sanare il buco da 1,5 miliardi nei prossimi dieci anni è necessario prima capire come si è formata tale voragine nei conti dell’ente. Di fatto si tratta del contributo offerto dalla sanità al disavanzo complessivo di oltre 3 miliardi emerso nei mesi scorsi. In parte è formato dai debiti commerciali scaduti di Asl e Aso:  secondo una ricognizione effettuata dalla Regione al 30 giugno 2016, l’ammontare era di 885 milioni che intanto, però, sono già diminuiti poiché tra luglio e settembre lo Stato ha versato 303 milioni di debiti arretrati con la Regione in tre tranche da 50, 90 e 163 milioni. L’ammontare complessivo dei debiti commerciali scaduti in ambito sanitario è, attualmente, di 582 milioni. Questa quota sarà coperta nei primi sei anni, dal 2017 al 2022: nel 2017 e nel 2018 versando nel bilancio della sanità 65 milioni, che poi diventano 113 per i quattro anni successivi (vedi tabella). L’altra quota parte è l'ammontare di tutti i debiti che la Regione ha nei confronti di Asl e Aso, tra cui 884 milioni di residui attivi non più esigibili emersi dalla pulizia dei conti sanitari. Questo secondo pezzo di disavanzo sarà colmato dal 2023 al 2026 con trasferimenti da 200, 220, 240 e 263 milioni.

“Non ci sono stati concessi sconti né regali – dice Reschigna – piuttosto è stata premiata la serietà della nostra azione consentendo al Piemonte l’uscita dal piano di rientro non al momento dell'attuazione del programma, ma alla sua approvazione”. Insomma, un via libera del governo sulla fiducia, seppur sotto uno strettissimo monitoraggio. Trattamento opposto, per esempio, a quello adottato dal governo con il Molise. Per recepire il contenuto di questo piano la giunta proporrà al Consiglio - che Chiamparino non ha mancato di ringraziare "per il ruolo di accompagnamento durante questi anni" - un emendamento in sede di assestamento.  

Tra i primi effetti dell'uscita dal piano di rientro, la possibilità di reinserire i servizi di assistenza extra Lea nel bilancio della Sanità, liberando risorse per 74 milioni di euro.

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    14:55 Venerdì 18 Novembre 2016 Damos Buco colossale

    Siamo stati presi in giro per mesi con la storia del rientro dai debiti ed ora lo spalmiamo per i nostri figli e forse anche nipoti : molto bene . E negli ospedali e ASL taglia ripetizione ed insicurezza diffusa .

  2. avatar-4
    00:31 Venerdì 18 Novembre 2016 tandem Buco?

    Un buco fatto dai politici (TUTTI) e riempito con il sangue di dipendenti e utenti. Altro che conferenza stampa con toni trionfali, stiano zitti e si vergognino, se ne sono capaci.

Inserisci un commento