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REFERENDUM

Chiamparino “spalla” di Renzi

Il governatore è l’unico esponente Pd chiamato a salire sul palco del Lingotto a fianco del premier. Prima il faccia a faccia in tv con il collega Emiliano. Intanto è polemica sulla chiusura della metro per motivi di sicurezza. Esposito: "Così si penalizzano i cittadini"

Prima in collegamento per il faccia a faccia televisivo sul referendum con Michele Emiliano, poi sul palco della Sala Gialla del Lingotto al fianco di Matteo Renzi a partire dalle 20,30. Sergio Chiamparino si getta a capofitto nel rush finale della campagna sulla riforma costituzionale, battaglia che finora, a onor del vero, ha visto il governatore non particolarmente attivo. Una presenza, quella di questa sera, utile anche a stroncare le voci sul raffreddamento dei rapporti tra lui e il presidente del Consiglio e per tornare protagonista, pure sullo scenario politico nazionale, in una competizione che probabilmente non è così decisa come parrebbe a leggere i sondaggi.

Alle 18,30 il governatore apparirà sul piccolo schermo in collegamento dagli studi Rai di Torino, ospite di Bianca Berlinguer a Carta Bianca, in un faccia a faccia con il collega della Puglia Emiliano. Lo farà dopo l’apparizione dieci giorni fa a Otto e Mezzo su La 7 nel duello con Marco Travaglio. Al Lingotto sarà l’unico a salire sul palco oltre a Renzi. Anzi sarà proprio Chiamparino, unico a parlare dal palco oltre al leader Pd, a introdurlo, magari con un entusiasmo diverso rispetto a quello manifestato in passato quando ebbe a dichiarare che “voterò Sì solo perché temo che il referendum diventi la nostra Brexit”.

Intanto, l’arrivo di Renzi rischia di scatenare nuove polemiche dopo la decisione del Prefetto Renato Saccone di chiudere la stazione Lingotto della metropolitana, a partire dalle ore 18, rendendo più accidentato l’arrivo dei militanti democratici. Nei giorni scorsi, infatti, il centro sociale Askatasuna ha annunciato un presidio in concomitanza con l’arrivo del premier e il rischio di scontri è elevato. “Ma perché se Askatasuna protesta devono essere penalizzati i cittadini, magari facendo ricadere la responsabilità dei disagi sul Pd?” si chiede il responsabile organizzativo del partito torinese Saverio Mazza. Sul tema è previsto un tavolo sulla sicurezza cui partecipa il comandante della polizia municipale Alberto Gregnanini per decidere il da farsi.

Sulla questione sono intervenuti Davide Gariglio e Fabrizio Morri segretario piemontese e torinese del Pd: “Non si può paralizzare una parte della città per l’annunciata manifestazione di un centro sociale che si oppone alla presenza del presidente del Consiglio Renzi. Qualsiasi dissenso – continuano – può essere espresso e manifestato in tantissimi modi, senza mai usare violenza o creare terrore in città; purtroppo da giorni i soliti noti antagonisti stanno alimentando un clima di tensione che danneggia tutta la città e i cittadini”. “Il Partito democratico – proseguono i due – chiede che la decisione venga ripensata e che si evitino disagi a chi utilizza la metropolitana e ai tanti cittadini che inevitabilmente saranno coinvolti”. Anche il senatore Pd Stefano Esposito su facebook ha contestato la decisione del prefetto: “Non possiamo continuare, e non è nell'intendimento del Partito Demcratico, a penalizzare la vita dei cittadini a causa delle solite manifestazioni violente da parte di un gruppuscolo legato all'ala anarchica violenta”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    13:36 Giovedì 24 Novembre 2016 tandem Bella coppia

    Ricordano Gianni e Pinotto... Ma non fanno ridere.

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