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DISCORDIA ISTITUZIONALE

“Chiara uscita propagandistica” Chiamparino bacchetta Appendino

Il governatore critica la decisione del Comune di abbandonare l’Osservatorio Tav: “Penalizzerà Torino”. Ma assicura la sua bonaria vigilanza. E invoca a breve il congresso Pd e invita a “restituire al più presto la parola agli elettori”

“L’uscita del Comune di Torino dall'Osservatorio sulla Torino-Lione me l’aspettavo, credo che sia una decisione più propagandistica che altro”: lo ha affermato il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino a margine dei lavori del Consiglio regionale. “Questa decisione - ha sottolineato il governatore - avrà l’effetto di penalizzare Torino sulla possibilità di poter contare nello sviluppo del progetto. Mi auguro che ci siano altre forze, a cominciare dalla Regione, che possano supplire”. Quasi una sorta di ciambella di salvataggio per la sindaca, un modo per tenere in piedi la concordia istituzionale del Chiappendino. Una risoluzione, quella adottata ieri dalla maggioranza grillina della Sala Rossa guidata da Chiara Appendino che “certo non impedisce che l’opera vada avanti, ma priverà la Città di Torino della possibilità di intervenire sullo sviluppo dell’opera”. Ma ci penserà lo zio Sergio a controllare, una sorta di tutore per quella "scavezzacollo" di Chiara (o forse in accordo con lei, dicono i maligni).

Chiamparino si è anche soffermato sulla situazione politica nazionale: “Mi sembra un atteggiamento ragionevole mettere in sicurezza il Paese con l’approvazione della legge di stabilità - ha detto in relazione al rinvio delle dimissioni del premier Matteo Renzi a dopo la legge di bilancio -, dopodiché serve un governo che garantisca adeguate leggi elettorali e mentre questo processo va avanti, spero che nel partito si apra una discussione per arrivare nel più breve tempo possibile al congresso e si restituisca presto la parola agli elettori”.

Concetti sui quali Chiamparino è tornato con una nota su Facebook. “Pensare che il 41% del Sì sia un voto acquisito può essere ingannevole. Se Pd, Governo e Premier non daranno segnali di avere capito la lezione, la nostra base di consenso può franare e soprattutto può franare il Paese”. Per il governatore piemontese “ogni elezione è una storia a sé e per reagire è necessario comprenderne i messaggi di fondo. Quello di domenica scorsa è inequivocabilmente un voto contro il Pd e il governo, di conseguenza qualcuno potrebbe obiettare “il resto è nostro”. Ma purtroppo o per fortuna, il voto è mobile”. Dunque, dice ancora Chiamparino, “si vada al voto presto, senza perderci in esercizi politicistici utili solo per tirare a campare”. Infine un messaggio al Pd alla vigilia della direzione nazionale: “Non amo i rituali congressuali  in qualunque forma e modo, bisogna rapidamente far capire che abbiamo capito”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    14:43 Martedì 06 Dicembre 2016 Bambù Chiamparino tutta la vita

    ...la "Happy" prende decisioni che non vorrebbe!

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