SANITA' & POLITICA

Lea, salvare gli assegni di cura

Riconoscimento pieno del diritto all'assistenza tutelare nell'ambito dell'assistenza domiciliare dei malati cronici non autosufficienti. E' quanto ha chiesto il presidente del Consiglio regionale Laus in audizione al Senato

Nessun aiuto economico per le famiglie che decidono di curare in casa malato cronico non autosufficiente. Dal Servizio sanitario solo la copertura dei costi per assistenza domiciliare effettuata da operatori professionali nella misura, già prevista, del 50%. È quanto prevede il nuovo decreto di riforma del Livelli essenziali di assistenza (Lea) qualora non venga modificato in Parlamento. Proprio per tentare di ovviare a questa pesante penalizzazione a carico delle famiglie è nuovamente intervenuto il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Mauro Laus. Lo ha fatto stamane nel corso dell’audizione in Senato in rappresentanza della Conferenza delle assemblee regionali.

“Ho tentato ancora una volta di condizionare le scelte del Parlamento nell’interesse di migliaia di famiglie” ha detto auspicando che la questione possa essere superata e sottolineando che la sua posizione è condivisa da tutte le Regioni italiane. “Eliminare questi contributi che noi conosciamo come assegni di cura – spiega Laus – costringerà di fatto le famiglie ad autotassarsi per sostenere da sole i costi dell’assistenza domiciliare, una formula che fino ad oggi ha consentito a migliaia di malati di non allontanarsi da casa. Lasciare invariato l’attuale testo significa inoltre rinunciare all’idea che l’assistenza domiciliare possa rappresentare una valida alternativa all’inserimento in Rsa, alternativa anche meno onerosa per il nostro Servizio sanitario”.

Il presidente dell’assemblea di Palazzo Lascaris sottolinea inoltre come “il Piemonte è stata la prima regione italiana ad aver riconosciuto dignità prestazionale al lavoro svolto quotidianamente da familiari e congiunti dei malati ,oltre 6mila solo a Torino, che a un certo punto si ritrovino costretti ad occuparsi a tempo pieno di un proprio caro”. L’obiettivo è quello di portare il Parlamento a rivedere il decreto e riconoscere “il pieno del diritto all’assistenza tutelare nell’ambito delle cure domiciliari riservate ai malati cronici non autosufficienti, tema sul quale l’Assemblea plenaria della Conferenza ha approvato un ordine del giorno lo scorso 19 settembre”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:12 Mercoledì 07 Dicembre 2016 tandem Quando le cose sanitarie sono gestite da incompetenti. ....

    Dare soldi alle famiglie abbatte i costi ben più pesanti dei ricoveri, è più che ovvio... a che ne capisce qualcosa di sanità.

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