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Appendino rifà i conti
(e li manda in Procura)

Si è conclusa la ricognizione interna sullo stato delle finanze del Comune di Torino. I debiti contestati ammontano a oltre 75 milioni. Ora se ne occuperanno i giudici. Ma la sindaca non è ancora soddisfatta e si affiderà a un audit esterno

Il Comune di Torino ha debiti contestati per oltre 75 milioni di euro nei confronti delle partecipate. È questo il responso definitivo della ricognizione sui conti predisposta dall’amministrazione pentastellata e redatta da un gruppo di lavoro coordinato dai direttori dei settori Finanze e Partecipate, Anna Tornoni e Carla Villari. Una cifra monstre, anche se, secondo i funzionari di Palazzo Civico, non si può parlare di debiti fuori bilancio, con la sola eccezione (forse) dei 500 mila euro dovuti a Gtt. La relazione è già stata spedita alla Procura della Repubblica, ma giacché non viene considerata ancora del tutto esauriente la sindaca Chiara Appendino sta concordando con la Corte dei Conti “l’attivazione di un audit complessivo, esterno, terzo e indipendente”.

Sono state confermate le indiscrezioni fornite nei giorni scorsi dalla stessa prima cittadina riguardo alla cifra dei debiti del Comune nei confronti di alcune sue partecipate. Il focus si è concentrato in particolare su Gtt e Infra.To, dove sono emerse le situazioni più critiche. Per quanto riguarda il Gruppo trasporti risultano scoperti i contributi relativi alle rate del mutuo contratto per acquistare le motrici della linea 4: una posta che vale complessivamente 59,5 milioni per una rata annuale di 6,8 milioni che Palazzo Civico non corrisponde a partire dal 2014. Dunque si tratta 13,6 milioni a cui è necessario aggiungerne altri 15 di interessi passivi. Il conto fa 28,6 milioni. Ci sono poi altri 18,7 milioni non corrisposti a Infra.To per il mutuo relativo alla realizzazione della Metro 1. Un finanziamento complessivo di 230 milioni di euro, per cui ogni anno la Città si è impegnata a versare 22,8 milioni alla sua controllata: nel 2014, però, c’è stata una riduzione del trasferimento di 2,9 milioni e nel 2015 di altri 15,8 milioni. Di qui il “buco” di 18,7 milioni. Si arriva così a 47,3 milioni verificando i conti degli ultimi due anni. Sull’anno in corso la situazione non cambia, anzi: il Comune non ha impegnato neanche una euro per far fronte ai due finanziamenti, di conseguenza la voragine si amplia con i 22,8 milioni della rata di Infra.To e i 6,8 di Gtt. Il totale fa 29,6 milioni che sommati ai 47,3 relativi al 2014 e 2015 raggiungono la cifra di 76,9 milioni cui bisognerà aggiungere qualche partita minore come i 530mila euro sulla giornata ecologica. E se questi sono i debiti "fantasma" accertati - crediti, per capirsi, presenti nei bilanci delle due partecipate, ma di cui non vi è traccia nelle carte contabili di via Milano - ci sono un'altra serie di disallineamenti su cui si dovrà trovare una soluzione, con il rischio, già paventato dal numero uno di Gtt Walter Ceresa, di un contenzioso a colpi di carte bollate.

L’assessore al Bilancio Sergio Rolando ha distribuito il documento ai consiglieri e prima della fine dell’anno sarà oggetto di discussione in aula. Se questa situazione, emersa grazie anche agli esposti a Procura della Repubblica e Corte dei Conti avanzati dal notaio Alberto Morano, dovesse essere confermata allora avrebbe due risvolti. Quello finanziario imporrebbe all’amministrazione di tornare dalle banche a chiedere denaro, aumentando lo stock dei propri debiti, e quello giudiziario che coinvolgerebbe principalmente gli esponenti della passata amministrazione, a partire dal sindaco Piero Fassino e dal suo assessore al Bilancio Gianguido Passoni.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    16:21 Mercoledì 07 Dicembre 2016 sornione aria nuova

    certo è che se non cambiava la giunta, chissà quando saremmo venuti a conoscenza della voragine?

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