Monge

Dirigenti senza classe

Si fa un gran parlare, giustamente, sulla qualità - scadente per lo più - della classe dirigente politica contemporanea rispetto a quella del passato. Per passato intendo principalmente quella della cosiddetta prima repubblica. Certo, è evidente a tutti. È appena sufficiente - anche per un non addetto ai lavori - ascoltare qualche talk politico televisivo e ti rendi conto della profondissima diversità di livello, di preparazione, di competenza e di autorevolezza tra quella classe dirigente, o almeno quella che era ai vertici, e quella di oggi. Del resto, occorre pur dire che ogni classe dirigente è figlia della sua stagione e oggi, purtroppo, la richiesta di competenza, di autorevolezza, di preparazione e di rappresentatività sociale sono del tutto secondarie rispetto ad altri requisiti.

Vanno per la maggiore, infatti, la rapidità, la velocità decisionale, uno spiccato gregariato o servilismo nei confronti del "capo" e la capacità di saper ripetere alcune parole d'ordine che soppiantano la tradizionale elaborazione culturale e progettualità politica. Ma, al di là di un panorama francamente desolante e poco incline a far "riamare" i partiti alla pubblica opinione e a far tornare una convinta fiducia nei confronti della politica e dei "politici", è indubbio che, almeno per fermarsi al Pd, una classe dirigente autorevole, preparata e fortemente rappresentativa continua ad esistere. Al di là del gradimento, o meno, che si può avere per questo o per quell'altro esponente. Certo, mancano i momenti di confronto del passato, mancano le sedi di approfondimento politico e tematico, mancano le opportunità della crescita politico e culturale e via discorrendo. Prevalgono altre modalità del far politica e lo stesso confronto con il passato rischia di essere un esercizio puramente formale se non del tutto inutile.

Tuttavia, fermandosi al solo Pd, è indubbio che non possiamo fare di tutta l'erba un fascio. C’è, anche nel Pd, una classe dirigente che merita rispetto e che si caratterizza per la sua qualità. Non mancano gli esempi. Voglio citare solo tre esponenti, tra i tanti esempi che si potrebbero fare, per arrivare alla conclusione che la classe dirigente politica di oggi non può essere liquidata qualunquisticamente come drasticamente scadente rispetto a quella del passato.

Gianni Cuperlo è, oggi, ad esempio, il più autorevole leader della sinistra politica e sociale del Pd. Un politico che si caratterizza per la sua preparazione politica, la sua profondità culturale e la sua dirittura morale. Dario Franceschini è un autorevole esponente del cattolicesimo democratico e un valido uomo di governo. Matteo Renzi si è caratterizzato, piaccia o non piaccia, per la sua energia, la sua determinazione e la sua tenacia nel perseguire il suo progetto politico. Un leader, indubbiamente, che si e' affermato per le sue qualità politiche e personali.

Insomma, ho volutamente fatto solo tre esempi per arrivare ad una conclusione molto semplice, anche se opinabile. E cioè, è indubbio che la media dell'attuale classe dirigente politica è scadente e poco rappresentativa. Ma è altrettanto indubbio che i leader ci sono. E proprio attorno a questi leader può ripartire una nuova stagione politica all'insegna del cambiamento e di una rinnovata qualità della politica. Si può fare. Basta volerlo.

*On. Giorgio Merlo, dirigente nazionale Pd

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