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Stile torinese per l’auto made in Cina

Una start up avviata dal manager subalpino Gaudio, ex Bertone. Design e progetti per case automobilistiche di tutto il mondo. Testa sotto la Mole ma produzione a Shanghai. Giro d'affari di 10 milioni e piani di sviluppo

“A 72 anni ho avviato una start up in Cina, il mio sogno è creare un global brand nei tre continenti che contano per l’auto. Vogliamo portare l’eccellenza italiana nel mondo”. Così Teresio Gigi Gaudio, presidente e ad di Icona, joint-venture nata nel 2010 dall’unione delle aziende torinesi Cecomp e Tecnocad Progetti. La società, specializzata nel design, progettazione e costruzione di prototipi nel settore auto per le maggiori case automobilistiche internazionali, ha un giro d’affari di 10 milioni di euro, realizzato al 90% in Cina.

La sede è a Torino ma le attività operative sono a Shanghai. “Abbiamo capito le grandi potenzialità del mercato cinese - spiega Gaudio - nel primo decennio del Duemila: in Giappone l’industria dell’auto era in crisi, mentre in Cina c’era una domanda enorme sia di auto sia di servizi. Noi avevamo un’idea e una strategia, abbiamo avuto la fortuna di trovare due aziende lungimiranti che hanno condiviso il rischio. Servivano finanziamenti e il sostegno di Sace e Simest, le due società del gruppo Cdp, è stato determinante”. Sace e Mediocredito Italiano hanno finalizzato, nel 2014, una linea di credito da 700mila euro in favore di Icona Shanghai. Simest, che partecipa al 41,18% al capitale di Icona Shanghai, ha concesso un finanziamento agevolato di 1.680.000 euro. “Lo stile italiano è decisivo, è quello che fa la differenza”, sottolinea Gaudio, ex Ceo di aziende del settore come ad esempio Bertone, Fiamm, Aprilia e Coeclerici.

Nel mondo è soprattutto conosciuta la Icona Vulcano, presentata nel 2013 sotto forma di concept-car al Salone di Shanghai: all’epoca aveva una carrozzeria in alluminio e compositi. Nel 2015 invece Icona ha proposto al Pebble Beach Concours d’Elegance la versione in titanio, un modello unico all’esorbitante prezzo di 2,5 milioni di euro: tantissimi, ma in parte giustificati dalla lavorazione dei lamierati, modellati a mano in un processo che richiede oltre 10mila ore di lavoro. Auto che i torinesi hanno potuto ammirare all’interno del Parco del Valentino, nell’ambito del Salone dell’Auto 2016.

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