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SANITA'

Pronto soccorso al collasso

Dalle Molinette agli altri ospedali torinesi la situazione è critica. Il sindacato Nursind scrive a Saitta e parte anche un esposto alla Procura. "Ecco gli effetti della riduzione dei posti letto"

“Tutti i pronto soccorso degli ospedali torinesi, e non solo, sono al collasso”. Realtà o esagerazione? A sostenere la prima tesi è Nursind, uno dei sindacati che rappresenta le professioni infermieristiche, il quale in un comunicato denuncia quello che viene definito “un quadro desolante”, tale da indurre la stessa organizzazione sindacale a scrivere all’assessore alla Sanità Antonio Saitta e ad annunciare un esposto alla Procura della Repubblica. A supporto di quanto sostiene, l’organizzazione sindacale cita una ad una tutte le aziende sanitarie torinesi e lo stato in cui si trovano i relativi Dea, stato rappresentato anche in alcune lettere che le stesse Asl hanno inviato alla centrale operativa del 118.

Sempre secondo quanto afferma Nursind, “Città della Salute sostiene di non avere più posti letto in rianimazione, neurologia, medicina generale, pregando il 118 di limitare gli invii per poter assicurare l’assistenza”. Non differente la situazione nelle altre aziende: “L’Asl To2 scrive rendendo nota l’indisponibilità ad accettare codici alti per mancanza di spazio e chiede di limitare gli invii ai soli di competenza territoriale, previa telefonata”. L’elenco prosegue con la To4 “che afferma di non avere più posti letto nei reparti e neppure barelle, chiedendo di effettuare i ricoveri presso altre strutture”, mentre la To1 “richiede la riduzione di invio di ambulanze per 24 ore a causa di mancanza di posti letto e della difficoltà a reperire barelle anche per trasferire i pazienti”. Barelle che sarebbero “esaurite alla To3”, mentre l’impossibilità ad accettare pazienti sarebbe espressa pure dal Mauriziano e dalla To5.

“Ci chiediamo – scrive il sindacato – se tutto questo è normale o invece ampiamente prevedibile per predisporre un piano di emergenza”. A detta di Nursind “la riduzione dei posti letto in Piemonte ha aggravato notevolmente la situazione: se i reparti sono saturi di conseguenza vengono intesati i Dea e se le barelle sono impegnate per pazienti in attesa di ricovero, le ambulanze sono costrette a fermarsi”. Una situazione, quella descritta dal sindacato, che se trovasse piena conferma “non solo a Torino, ma in tutta la Regione” richiederebbe interventi immediati e risolutivi. “Noi ne monitoreremo costantemente l’evolversi – annuncia il segretario provinciale Giuseppe Summa – affrontando tutte le criticità e chiamando a rispondere chi ha la responsabilità di governare queste procedure”.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    17:11 Domenica 01 Gennaio 2017 dedocapellano dal campo di concentramento al "lazzareto" del prnto soccorso......

    Sono le 12, un anziano di oltre 93 anni ha grandi difficoltà respiratorie la sua respirazione è un rantolo. Viene chiamato il 118 che arriva nel giro di 15 minuti e il vecchio signore viene portato al pronto soccorso di un noto ospedale di Torino. Il Paziente non è in grave stato di afasia non riesce ad ingerire neanche l'acqua e la sua respirazione è molto difficoltosa. E' sistemato su di una barella insieme ad altre decine di compagni di sventura. Il personale medico e paramedico fa il possibile e l'impossibile ma nulla può contro la "pochezza di risorse" sia umane che tecniche. Al povero paziente ultra novanta treenne non gli è consentito il ricovero in quanto mancano i posti letto, mancano anche cuscini e coperte.... insomma un vero strazio! Consiglio vivamente ai politici e a chi vuole fare il politico di passare qualche giorno in un pronto soccorso informandosi coscenziosamente dei casi che vede e poi con questa esperienza cercare di portare contenuti reali alla "gente" e non fare solo e soltanto bassa propaganda degna dei peggiori "piazzisti". Le persone che hanno combattuto contro l'invasore tedesco e hanno subito il campo di concentramento nel freddo nord della Germania e poi hanno lavorato tutta la vita pagando le tasse non meritano di morire su di una barella di un "denso" e malandato pronto soccorso di una città come Torino ......

  2. avatar-4
    18:34 Venerdì 30 Dicembre 2016 abelardo69 Come ogni anno

    Arriva l'inverno è porta i suoi danni, i sindacati autonomi e di categoria nonché la triplice si stracciano le vesti, partecipano ai tavoli tecnici, per non decidere nulla, così capita a Roma, così capita nel profondo nord, provvedimenti seri? Nessuno progetti sulla carta come i piani gi sovraffollamento dei ps tanti! Una marea di carta che si traduce in slide da portare ai convegni, numeri farlocchi, provvedimenti che non prevedono aumenti di spesa...qualche massaia dovrebbe spiegare al dott.Saitta che, per togliere la fame alle persone non basta mettere i tovaglioli e i piatti in tavola...occorre mettere qualche pietanza nel piatto....e non cercare il soliti/o colpevole se qualche povero anziano morirà dietro a qualche paravento in qualche corsi di un pronto soccorso affollato da poveri anziani...

  3. avatar-4
    18:25 Venerdì 30 Dicembre 2016 abelardo69 Speriamo

    Salute a tutti i piemontesi con l'augurio di non trascorrere le festività del primo dell'anno su qualche barella dei nostri apprezzati ospedali piemontesi tanto cari al Dott Saitta che ma trascorre il suo tempo nei corridoi degli ospedali veri e che quando ci va si premura di annunciare il suo arrivo così da poter trovare sempre tutto lindo e in ordine

  4. avatar-4
    23:42 Giovedì 29 Dicembre 2016 silvioviale ESAGERAZIONI!

    Il male del pubblico con il culo al caldo. Basti pensare a quanti servizi e sale operatorie chiusi in questi giorni per ferie ... Produttività ed efficienza non sono parolacce.

  5. avatar-4
    17:05 Giovedì 29 Dicembre 2016 tandem Tutto va ben madama la marchesa. ...

    È il motto di Saitta, fin che non ci scappa il morto.....

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