CAMPANILE SERA

Grugliasco, centrosinistra a pezzi

A pochi mesi dalle elezioni nella ex Stalingrado torinese la coalizione si spacca. Il sindaco Montà ritira le deleghe al suo vice Musarò, che da tempo lavora a un'alternativa coagulando un pezzo di Pd e alcune liste civiche. Lo zampino di Turigliatto

La frattura nel centrosinistra di Grugliasco, popolosa città nell’hinterland di Torino e storica roccaforte degli eredi del Pci e loro alleati, si è consumata con l’arrivo del nuovo anno. Il sindaco piddino Roberto Montà ha ritirato le deleghe al suo vice, Luigi Musarò e conclama una crisi che si trascinava tra faide da almeno un anno. Ufficialmente, all’origine della rottura c’è “la mancata condivisione, da parte del vicesindaco, di provvedimenti amministrativi che rientrano appieno nel programma di mandato e finalizzati a sostenere investimenti sul territorio e l’associazionismo cittadino” spiega Montà. Ma dietro le dichiarazioni di circostanza c'è una spaccatura nella coalizione che nelle prossime settimane sarà ufficializzata. Musarò, numero uno dei Moderati grugliaschesi, è considerato infatti tra i tessitori di una trama che porterà un pezzo del centrosinistra ad abbandonare il Pd e l’attuale primo cittadino.

L’incendio è divampato nell’ultima riunione di giunta, quando “mi sono trovato di fronte a delibere esclusivamente clientelari, con contributi qui e là agli amici del sindaco” attacca Musarò che minaccia esposti alla Procura della Repubblica. Insomma, il clima è questo e l’aria particolarmente pesante (e non per colpa dello smog). Nei prossimi giorni il sindaco nominerà il prossimo vicesindaco, valutando eventuali nuovi innesti nella squadra di governo. 

Il Pd di Grugliasco ha già confermato, nei mesi scorsi, la volontà di sostenere il primo cittadino uscente nella corsa al secondo mandato, ma c’è un pezzo di partito che ormai ragiona come un corpo estraneo. Si tratta di quell'area che ruota attorno agli ex consiglieri Rocco Marfulli e Domenico Palomba, molto vicini al presidente del Consiglio regionale Mauro Laus. Loro, insieme ai Moderati di Musarò, stanno “congiurando” da tempo per far saltare Montà, mentre resta in una posizione di equidistanza un altro esponente dell'attuale giunta, abituato ad agire da battitore libero, Salvatore Fiandaca, ex socialista, poi centrista, di fatto rappresentante di se stesso e portatore di un significativo numero di preferenze, soprattutto nella influente comunità riesina, originari o comunque legati da vincoli famigliari con la cittadina siciliana da cui in tanti sono emigrati proprio a Grugliasco.

E secondo l’antica legge che il nemico del mio nemico è mio amico, ecco rispuntare il sempiterno Mariano Turigliatto, già al vertice dell’amministrazione a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, poi consigliere regionale,ricandidato sindaco cinque anni fa e infine assessore in pectore della poco futuribile giunta di Giorgio Airaudo alle amministrative di Torino. Il suo zampino nel federare anime tanto diverse è evidente e proprio lui potrebbe portare in dote le sue liste e la sua fetta di consenso agli scissionisti, i quali avrebbero già pronto il nome del candidato sindaco: si tratta del medico Salvatore Amarù, già capogruppo del Pd nell'ultimo mandato di Marcello Mazzù e poi sfidante di Montà alle primarie del 2012. Questa volta, a quanto pare, si sfideranno direttamente alle elezioni, con sommo gaudio del Movimento 5 stelle, che già pregusta il ballottaggio.  

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