Acqua Santanna
LAVORO & OCCUPAZIONE

Giù le mani dai voucher

Infuria la polemica sui buoni-lavoro. Per la segretaria della Cgil Camusso sono niente meno che “pizzini”. A una simile idiozia replica il leader di Api Alberto: “Da confermare servono alle imprese e all’occupazione”. Sotto accusa il Comune di Torino

Ma quale “pizzini”, i buoni lavoro sono strumenti utili a imprese e lavoratori e la loro efficacia va misurata sulla base degli scopi per i quali sono stati introdotti, evitando pregiudizi ideologici. “Ogni strumento di politica economica e industriale deve essere usato con attenzione e valutato per i risultati che riesce a dare. Si tratta di un criterio che vale anche per i voucher che non sono per nulla il male assoluto, ma anzi devono essere confermati. C’è differenza poi fra proporre miglioramenti e soluzioni nuove e fare paragoni inappropriati”. Questo il commento di Corrado Alberto, presidente di Api Torino, alle dichiarazioni sull’uso dei voucher della leader di Cgil Susanna Camusso diffuse oggi.

Il numero uno delle piccole e medie imprese torinesi aggiunge: “Il nostro sistema produttivo è ancora fragile e alle prese con una situazione incerta. Per il Torinese, l’indagine del nostro Ufficio Studi ha appena restituito una chiusura d’anno drammatica: basta pensare che quella di Torino è l’area italiana con uno dei più alti tassi di utilizzo degli ammortizzatori sociali. E’ vero che le prospettive per i prossimi mesi appaiono migliori, ma proporre di abolire uno strumento come i voucher, che in qualche misura riesce ad abbattere i costi del lavoro e a rendere più flessibile l’occupazione, non sembra essere la soluzione migliore per rilanciare l’occupazione e la crescita”. Alberto quindi conclude: “A leggere quanto dichiarato da certe componenti del sindacato, verrebbe da chiedersi se si preferisca il lavoro nero al posto di un’occupazione alla luce del sole”.

La polemica sull’uso dei voucher, nati per contrastare il lavoro nero, è esplosa per il presunto uso incontrollato che ne sarebbe stato fatto da parte di aziende private e pubbliche amministrazioni. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha detto che si valuteranno gli effetti prodotti dalla tracciabilità e se non dovessero essere soddisfacenti si valuterà un nuovo intervento. La querelle ha coinvolto nei giorni scorsi anche il Comune di Torino che li utilizzerà per retribuire alcuni giovani mediatori culturali, chiamati ad affiancare i dipendenti agli sportelli. La giunta grillina di Chiara Appendino – accusata di incoerenza  giacché i Cinque stelle, a livello nazionale, ne chiedono l’abolizione – ha replicato che il bando deriva da una delibera della precedente amministrazione, guidata da Piero Fassino, e che in ballo ci sono 25mila euro stanziati per il progetto dalla Compagnia di San Paolo.

Giustificazioni non sufficienti per la segretaria della Cgil Camusso che, dopo aver definito i buoni lavoro niente meno che dei “pizzini” che inquinano “il buon lavoro e condannano milioni di giovani e lavoratori a un futuro assai povero”, ha tuonato contro Palazzo civico. “Il Comune di Torino, dopo aver ridotto i finanziamenti alle attività di mediazione culturale, si arrampica sugli specchi e scarica le colpe sulla precedente amministrazione solo per giustificare l'uso improprio che ha fatto dei voucher. È uno scaricabarile insopportabile”. Non c’è colore politico che tenga: “Né questa, né la precedente amministrazione si sono mai preoccupate di avviare un confronto con i lavoratori per affrontare le tematiche sociali, per esaminare eventuali problemi occupazionali, per capire quali strumenti adottare. Sono state invece molto sensibili e pronte ai suggerimenti e ai finanziamenti che giungevano dall’esterno dell’amministrazione”. In verità, la principale preoccupazione del sindacato pare essere quella di essere tagliati fuori dalle logiche consociative tradizionali: “Il caso del Comune di Torino - conclude Camusso - non è l’unico. I voucher nella pubblica amministrazione vengono ormai usati per tutto: per sostituire i lavoratori in essere, come forma assistenziale, per pagare attività del terzo settore, per retribuire il lavoro occasionale. Tutti usi dannosi e impropri”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    09:06 Mercoledì 04 Gennaio 2017 BenGentileNéh 2017

    Adesso non avranno più scuse, non potranno più dire "noi siamo contrari e ci piange il cuore votare questa o quella delibera, ma è colpa degli altri e dobbiamo farlo". Da adesso ogni votazione, ogni bilancio, ogni atto saranno loro esclusiva. Vedremo se sapranno amministrare la Città, vedremo se i consiglieri grillini veramente sono lì per portare avanti il programma con cui sono stati eletti, vedremo se avranno il coraggio di votare contro i pareri della giunta sulle scelte contrarie al programma elettorale o se invece ricevere i gettoni di presenza a fine mese e le possibili penali derivanti da scelte coerenti con il loro programma li convinceranno a continuare a starsene zitti e buoni. Una cosa è certa: dal 1° gennaio le colpe non le potranno più scaricare sempre e solo sugli altri. Buon lavoro!!!

  2. avatar-4
    23:53 Martedì 03 Gennaio 2017 silvioviale STILE SABAUDO IN SALSA 5 STELLE

    Quando ne fanno una giusta si affrettano a dire che "sono contrari , ma devono farlo". Deve essere lo stile sabaudo annunciato dalla Sindaca. PS: speravo davvero che i 5 stelle si fossero emancipati dalla CGIL e dal sindacalismo dei Cobas.

  3. avatar-4
    18:19 Martedì 03 Gennaio 2017 PELDICAROTA LE DELIBERE SI POSSONO REVOCARE

    Non se ne può più di questa lagna:" Avremmo voluto ma non abbiamo potuto". Se uno è incapace è incapace ....

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