Acqua Santanna

Il Pd scelga con chiarezza

Da sempre la legge elettorale è la “madre” di tutte le riforme. Attorno al sistema elettorale nascono e tramontano partiti, decollano e si affossano le alleanze. Ma dal sistema elettorale si capisce anche quale può essere il profilo e la stessa qualità della classe dirigente. E la concreta esperienza storica e politica del nostro paese che lo conferma.

Ora, per non ripercorrere una storia nota a tutti, è appena sufficiente richiamare oggi alcuni aspetti che sono e restano centrali per la prossima legge elettorale. Dopo l’archiviazione dell’Italicum. Una legge nata male e finita peggio, ovvero senza padri e da quasi tutti riconosciuta come ormai inadeguata a disciplinare e a regolare il sistema politico italiano.

Innanzitutto va garantito un raccordo stretto e non più scindibile tra la governabilità del sistema politico e la rappresentanza democratica. Un equilibrio delicato da costruire ma decisivo ai fini di una sistema elettorale corretto, credibile e sufficientemente rappresentativo. E allora noi sappiamo, pur senza certezze dogmatiche, che ci sono alcuni punti fermi da cui non possiamo prescindere. I collegi uninominali sono la soluzione migliore per garantire un raccordo tra l’eletto e l’elettore. Senza spese eccessive, senza potenziale corruzione per una campagna elettorale dispendiosa attraverso le preferenze e, soprattutto, per garantire un vero legame con il territorio del futuro parlamentare.

In secondo luogo non si può prescindere dalla “coalizione”. In Italia la politica è sempre stata “politica delle alleanze”. Il tempo dei “partiti unici”, del premio di maggioranza abnorme e della autosufficienza politica ed elettorale è, per il momento, accantonato.

In terzo luogo è necessario ripristinare un mix di proporzionale/maggioritario capace di riassumere in anticipo la richiesta di governabilità con quella della rappresentanza democratica.

Insomma, alcuni punti fermi che devono accompagnare il cammino delle forze politiche in vista della costruzione della futura legge elettorale. E, in particolare, devono accompagnare il cammino del Pd che, sotto questo versante, continua ad essere l’unica forza politica che persegue con tenacia e con determinazione la necessità di arrivare al più presto ad una nuova legge elettorale.

Certo, la politica non si esaurisce con i sistemi elettorali. Ne è prova l’Italicum che è stato studiato e congegnato per consolidare la vittoria del Pd dopo la straordinaria performance elettorale delle europee del 2014 per poi trasformarsi, purtroppo nell’arco di pochi mesi, in un autentico boomerang politico ed elettorale. La politica non si può imbrigliare del tutto con le norme elettorali che, certamente, la condizionano ma non la esauriscono. Come, d’altro canto, non si possono varare leggi elettorali che hanno come unico obiettivo impedire la vittoria a qualche forza politica. Nello specifico al movimento 5 stelle.

Ecco perché la legge elettorale, anche questa volta, è destinata a segnare in profondità la politica italiana. Dall’inquadratura sistemica - proporzionale o maggioritario - del panorama politico alla qualità della futura classe dirigente parlamentare, dal ritorno della coalizione al progetto politico dei singoli partiti, dalla garanzia della governabilità al consolidamento della rappresentanza democratica. E dal sistema elettorale che sarà scelto, individuato e votato noi capiremo anche quale sarà il profilo e la natura della nostra democrazia.

*On. Giorgio Merlo, dirigente nazionale Pd

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento