TRAVAGLI DEMOCRATICI

Moderati furenti: “Pd irresponsabile”

Il caso Grugliasco lacera il centrosinistra. Portas striglia il gruppo dirigente regionale e locale dem e minaccia di far saltare l'alleanza. "Si sbrighino a sciogliere i nodi su Cuneo, Asti e Alessandria, altrimenti correremo da soli"

“Anziché togliere le deleghe al suo vice, il sindaco di Grugliasco avrebbe dovuto toglierle e se stesso. Uno che non ha pagato la tassa dei rifiuti per quattro anni. E il Pd che fa? Lo ricandida”. Anche i Moderati nel loro piccolo si incazzano. E se poi il loro piccolo (patrimonio di voti) non è affatto disdicevole né trascurabile per il Partito democratico, l’aria che tira dalle parti dell’alleato più fedele e leale dell’ultimo decennio e che sa di bufera nelle parole di Giacomo Portas, detto Mimmo, qualche domanda in via Masserano forse se la dovranno porre. Per le risposte, il tempo è limitato: “Quello accaduto a Grugliasco ha dell’inconcepibile e, per giunta, nessuno si è preso la briga di avvertirmi. Ma non è che guardando alle prossime amministrative ci sia da consolarsi” dice il deputato che con il suo brand, i Moderati, da una decina d’anni rappresenta (anche se a lui l’immagine non piace) una provvidenziale stampella verso il centro per i dem. “A Cuneo, dove noi siamo all’opposizione col Pd, ancora non si è capito cosa succede. Ad Asti c’è un sindaco che non dice se si ricandida o meno a pochi mesi dalle elezioni e nessuna comunicazione formale della ricandidatura dell’attuale prima cittadina di Alessandria ci è stata data”.

Praticamente in alto mare, tutti i tre capoluoghi chiamati al voto. A Cuneo una parte del Pd cittadino sostiene l’ipotesi della candidatura della senatrice Patrizia Manassero e il resto del partito, dal regionale fino al nazionale, è impegnato per arrivare a un sostegno all’attuale sindaco Federico Borgna. Ad Asti l’attesa per sapere da Fabrizio Brignolo se intende ricandidarsi o passare la mano è ormai una via di mezzo tra la commedia dell’assurdo e le comiche finali, mentre Rita Rossa ad Alessandria ha di fatto lasciato intendere di essere disposta a riprovarci, lavora ormai come chi sta per affrontare una campagna elettorale dura e una sfida ardua, “ma a ancora l’ultima volta che l’ho sentita non mi ha detto chiaramente che si candida” osserva con malcelata irritazione il leader del Moderati, che pure nel capoluogo mandrogno hanno un assessore e due consiglieri.

“Vorrei capire cosa sta succedendo nel Pd, cosa pensano di fare. Se non è chiedere troppo”. Con un peso che va dal 5 al 7 per cento, con punte che hanno superato pure il 10, la formazione civica di Portas – spesso definita con un fondo di verità, come un marchio in franchising per quei candidati che pescano voti nella “terra di mezzo” tra centrodestra e centrosinistra, altrimenti in intercettabili dal Pd – non è soggetto da trascurare da parte di un partito reduce da sonore batoste e non certo nelle migliori condizioni per affrontare le amministrative di primavera nei tre capoluoghi e in centri importanti, come l’epicentro dell’ennesimo terremoto, ovvero Grugliasco .

La decisione del sindaco Roberto Montà di esautorare il suo vice, il moderato Luigi Musarò, non poteva che provocare una scossa dagli effetti ancora tutti da misurare e che forse sarà possibile quantificare, magari tra le macerie del centrosinistra, all’apertura delle urne. “Di certo non sosterremo Montà. Un sindaco che non ha pagato per anni la Tari il Pd non avrebbe dovuto ricandidarlo” taglia corto Portas che già guarda – ancor prima della decisione che ha privato il suo vicesindaco delle deleghe – a una formazione a sostegno dell’ex capogruppo dem nella precedente amministrazione, ovvero il medico Salvatore Amarù. Il rischio “seguendo certe logiche” che Portas paventa è quello di proseguire, da parte del Pd, in quella china tafazziana, figlia di scelte originate da guerre per bande che hanno già consegnato agli avversari prima Orbassano, poi Nichelino e a seguire Venaria e San Mauro. E poco più distante pure Pinerolo.

Una cintura rossa che i dem si sono visti sfilare dai pantaloni, con le ovvie conseguenze. Ora, quando il caso Montà rischia di ripercuotersi pure nella Città Metropolitana dove siede il sindaco di Grugliasco (e la sua sconfitta potrebbe ribaltare i rapporti di forza con i Cinque stelle), per Portas la soglia di sopportazione ha raggiunto il limite. “Noi siamo sempre stati e continuiamo ad essere alleati leali del Partito democratico, ma questo non significa accettare tutto senza neppure essere informati, resi partecipi di decisioni cruciali come le candidature per le amministrative. Mi chiedo se sia normale a pochi mesi dalle elezioni non sapere chi saranno gli uomini e le donne che si presenteranno per fare il sindaco nei tre capoluoghi”.

L’avvertimento diretto a via Masserano è chiaro: “Aspettiamo fino a metà gennaio, poi se per Cuneo, Alessandria e Asti non arrivano risposte chiare e definitive, presenteremo dei nostri candidati”. Una mossa che se non pregiudica l’alleanza col Pd – rafforzata dal ballottaggio in tutte e tre le città – certamente ha un significato politico. Nient’affatto trascurabile se si tiene conto che dopo le amministrative, magari nel giro di pochi mesi, si potrebbe andare al voto per le politiche: a seconda della legge con cui si eleggeranno i parlamentari, ancora una volta, i Moderati potrebbero far sentire il loro peso dalle parti del Pd.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    18:44 Mercoledì 04 Gennaio 2017 dedocapellano Porta(s)..... molto male al PD

    Povero Partito Democratico........ in balia dell'azienda Portas!!

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