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GIUSTIZIA

Procura di Torino, fuori i “secondi”

Anno di grandi cambiamenti negli uffici giudiziari del capoluogo piemontese. Quasi tutti i "vice" di Spataro lasceranno l'incarico. Tra questi molti big: Beconi, Borgna e Loreto. Il Csm mette a bando sei posti di procuratore aggiunto

Sarà un 2017 di cambiamenti per la Procura di Torino. Entro l’estate quasi tutti i procuratori aggiunti, magistrati con funzioni di rilievo seconde soltanto al procuratore capo, dovranno lasciare il loro incarico. Lo vuole una norma che impone una durata di otto anni per questo compito. Così nei prossimi mesi lasceranno la qualifica Andrea Beconi, Paolo Borgna e Annamaria Loreto. In attesa che il Consiglio superiore della magistratura nomini i nuovi, ne resterà soltanto un aggiunto, Vincenzo Pacileo, giacché nell’ultimo anno altri tre pari ruolo hanno lasciato.

Beconi è il magistrato alla guida il gruppo che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione. È lui l’ultimo a firmare gli atti per quelle inchieste che riguardano politici, funzionari, amministratori e dipendenti pubblici. Al suo “pool”, infatti, sono assegnate le indagini sulla società dei servizi cimiteriale Afc, ma anche quella sui bilanci del Comune, di Gtt e Infra.To, o - ad esempio - quella sui rimborsi dei consiglieri regionali. Borgna, che è anche il vicario del procuratore capo Armando Spataro, dirige il gruppo sulla criminalità organizzata e la sicurezza urbana e sta seguendo con particolare attenzione il fascicolo sull’ex Moi. Annamaria Loreto, invece, ha un doppio incarico: guida il gruppo “Fasce deboli”, che si occupa di violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia e altri temi delicati, ma anche la Direzione distrettuale antimafia, materia di cui si è occupata molto in passato. Quest’ultimo incarico le è stato affidato da Spataro dopo la partenza del procuratore aggiunto Sandro Ausiello, nominato capo della procura di Savona.

Ausiello, dopo una carriera svolta nel capoluogo piemontese, in prima linea a combattere la criminalità organizzata, aveva provato a diventare il successo di Gian Carlo Caselli (di cui negli ultimi anni è stato quasi un braccio destro), ma il Csm gli ha preferito Spataro, assegnandogli però la guida della procura ligure. Così è stato il primo aggiunto a lasciare Torino. Dopo di lui è stata la volta di Vittorio Nessi, che prima della pensione guidava il gruppo di magistrati specializzati nei reati economici: al momento il suo incarico è affidato a Ciro Santoriello, impegnato nell’indagine su Eurofidi e, anche lui, in quella sui bilanci comunali. Infine l’ultimo a partire è stato Alberto Perduca, andato a condurre la procura di Asti: il suo gruppo “anti-riciclaggio” è andato Giuseppe Riccaboni, mentre le materie di terrorismo sono seguite direttamente da Spataro.

Quindi, ai tre “nuovi” posti da aggiunto vanno sommati anche questi tre “liberati” nei mesi scorsi. In totale il Csm dovrà quindi nominarne sei. Il bando per i posti sono già stati pubblicati da Palazzo dei Marescialli e molti sostituti procuratori torinesi, tra i più esperti, hanno presentato domanda, ma per le selezioni potrebbe volerci molto tempo. Una volta fatte, però, il procuratore capo deciderà quale ruolo affidare loro all’interno della procura. Nel frattempo non esisterebbero rischi di rallentamenti per le attività: “Tutto proseguirà così com’è fino alle nuove nomine - spiega Spataro -. Nell’attesa gli aggiunti in scadenza potranno rimanere a coordinare i gruppi, come in parte sta già avvenendo per quelli dedicati all’economia, all’antiriciclaggio e al terrorismo”.

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