Abolire il contante?

In Italia si fa un gran parlare di evasione fiscale, spauracchio con cui lo Stato italiano mette l’uno contro l’altro i suoi cittadini. In altro articolo avevamo fatto notare come le cifre del Pil e della conseguente evasione fossero stime e quindi sottoposte ad errori ed interpretazioni interessate. Se il gentile lettore mi passa una battuta: quanti rubinetti in nero dovrebbero essere montati in Italia per arrivare ai miliardi spesi dello Stato per salvare Mps? Una volta non esisteva il conflitto di interessi? È quanto meno curioso che un governo espressione dello stesso partito che ha amministrato il Mps si prodighi tanto nel salvataggio. Lo Stato diventa un affare privato di un ristretto gruppo di persone.

Tornando all’argomento principale, i vari governi che si sono alternati si sono accaniti contro l’uso del contante giustificandola con la lotta all’evasione. A primo acchito potrebbe sembrare una soluzione semplice e immediata per eliminare la piccola evasione. Specifico piccola evasione, perché i grandi gruppi tipo Fca trasferiscono la sede all’estero e risolvono il problema, i grandi evasori usano tecniche più raffinate e alla fine un provvedimento del genere si accanirebbe sul piccolo artigiano che cerca di mettere insieme il pranzo con la cena. Tra l’altro siamo nell’era dei pagamenti elettronici ed esistono vari metodi per effettuare pagamenti criptati, anche piccoli, senza tante difficoltà. Richiedono un impegno maggiore, ma non sono cose impossibili. In Africa i micropagamenti si facevano con le ricariche telefoniche e da lì è nata l’idea di alcune applicazioni per pagamenti con i cellulari. Senza approfondire oltre l’argomento, l’accanimento contro l’uso del contante sembra motivato più da altre esigenze, che non dalla lotta all’evasione.

Ci si dimentica che la funzione della moneta è di facilitare gli scambi e se un domani sparisse il contante non è detto che non verrebbe usato qualche altro bene come facilitatore degli scambi. Si potrebbe tornare ad usare l’oro per esempio e per i piccoli pagamenti del cibo.

In realtà la sparizione del contante fa comodo alle banche perché eliminerebbero i costi di conservazione e trasferimento fisico di monete e banconote e in più aumenterebbero i ricavi incamerando più commissioni sui pagamenti non più fisici e trattenendo presso di esse più capitale adesso sotto forma di contante nei portafogli e “sotto i materassi” degli italiani. Curiosamente con l’avvento di nuovi partiti in cui le tesi complottiste trovano ampio spazio, nessuno ha gridato al complotto delle banche per abolire il contante.

L’eliminazione di alcuni strumenti di pagamento va nella direzione di una riduzione della libertà e per questo non può essere accettata. Poi per quale motivo lo Stato dovrebbe violare la proprietà privata costringendo i cittadini a depositare i loro soldi in una banca? Se qualcuno trova più conveniente utilizzare il contante perché gli deve essere proibito?

La tracciabilità dei pagamenti nasconde un’insidia non da poco: la completa violazione della privacy. Se non esistesse il contante qualsiasi scambio verrebbe registrato e verrebbe cancellata di fatto qualsiasi privacy. Ogni abitudine, vizio, interesse, gusti sessuali, religione, idea politica verrebbero registrati con grande vantaggio per chi controlla quei dati, sia che si tratti di un soggetto statale, sia che si tratti di un soggetto privato. Stupisce che con la cultura anticapitalista esistente in Italia, nessuno abbia notato che con l’abolizione del contante si otterrebbe una profilatura completa del consumatore a tutto vantaggio delle imprese in grado di ottenere e gestire quei dati.

L’ultimo punto, ma non meno importante è che abolendo il contante qualsiasi scambio deve essere completato con l’intervento di una terza parte. Nello scambio in contante uno scambio coinvolge  due parti che si scambiano merci o servizi in cambio di denaro. Nel caso di un diverso sistema di pagamento interviene una terza parte che deve garantire l’esistenza del denaro. Tutto dipende dalla terza parte. Se per qualsiasi motivo viene bloccato il conto corrente anche in presenza di depositi, una persona potrebbe morire di fame nonostante possieda del denaro. L’elemosina come si farebbe? Un tale sistema esproprierebbe di fatto la proprietà dei propri soldi, perché ogni movimentazione dipenderebbe da una terza parte.

Come detto sopra, abolendo il contante si conoscerebbe tutto dei cittadini anche le idee politiche, basterebbe controllare eventuali iscrizioni a partiti o abbonamenti a riviste di un certo orientamento politico, giusto per fare due semplici esempi. Cosa impedirebbe ad un governo di un certo orientamento politico di bloccare i conti correnti dei cittadini che abbiano o si presume che abbiano un diverso orientamento? È questo il sistema “democratico” a cui si mira?

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento