Acqua Santanna
TRAVAGLI DEMOCRATICI

Il caso Cuneo al Nazareno

Ora anche i vertici del Pd nazionale vogliono vederci chiaro. Il dossier sul tavolo del responsabile enti locali Ricci. Asse con il segretario regionale Gariglio per una convergenza su Borgna. Ma i democratici locali si arroccano su Manassero

Non sono bastati mesi di trattative e tavoli, incontri e summit più o meno ufficiali per dirimere l’intricata matassa cuneese, ovvero lo strano caso del sindaco Federico Borgna tanto apprezzato dal Pd nazionale (e regionale) quanto osteggiato dai vertici locali. La svolta nasce dalla decisione di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e responsabile degli Enti Locali del Nazareno, di prendere in mano la situazione e diventare lui garante di una ricomposizione – tra il primo cittadino e il partito – che da Roma considerano imprescindibile.

Una decisione che fa il paio con la crescente irritazione del segretario regionale Davide Gariglio nei confronti del gruppo dirigente locale, ostinato nel voler procedere autonomamente rispetto al primo cittadino uscente. A nulla paiono essere servite le aperture arrivate dallo stesso Borgna, disponibile non solo a superare ogni pregiudiziale così come richiesto negli incontri interlocutori, ma addirittura ad aprire da subito a un ingresso del Pd in maggioranza in vista della coalizione per le elezioni di primavera. Tutto inutile: almeno è quanto appare di fronte alla posizione intransigente manifestata a Gariglio dal suo omologo cuneese Graziano Lingua, rappresentante di quei democratici che pare non ne vogliano sapere di rinunciare al sostegno nei confronti della senatrice Patrizia Manassero. Posizioni vicine alla sinistra dem, un seggio a Palazzo Madama assai difficilmente riconquistabile alla prossima tornata elettorale, la parlamentare cuneese dal canto suo non ha mai fatto, in questi mesi di trattative più o meno ufficiali, un passo indietro o di lato rispetto all’obiettivo che ritiene, per lei, irrinunciabile. Anche a scapito di una vittoria che sulla carta è estremamente difficile: Borgna è uno dei sindaci con il maggior gradimento, ha coagulato gran parte del centrosinistra a suo sostegno, mentre il Pd gioca un anomalo ruolo di opposizione figlio di scelte sbagliate in occasione delle precedenti consultazioni. E di un'azione di disturbo di forze tangenziali alla politica con forti interessi bancari: a nessuno sfugge che a menare le danze sia Giovanni Quaglia. Caso più unico che raro, quello di Cuneo, in cui è la politica ad essere condizionata dalle scelte in campo bancario. Proprio ragionando sugli errori pregressi e sulle potenzialità dell’attuale sindaco e, non di meno, sui suoi ottimi rapporti con il Pd provinciale, regionale e pure nazionale (tenuti soprattutto da Sandro Gozi) Gariglio – supportato dagli stessi parlamentari cuneesi, eccetto ovviamente la Manassero – ha avviato una serie di incontri per venire a capo di una questione certamente non facile, ma il fronte Manassero-Lingua non ha mutato atteggiamento, lasciando intendere di voler andare diretti a una candidatura della senatrice da proporre sotto il simbolo del Pd. O, addirittura, con quello di una lista civica.

Cosa questa che Gariglio, come ha detto ai suoi, non ha alcuna intenzione di avallare. Come si potrebbe sostanziare uno strappo così forte tra il partito cuneese e la segreteria regionale (con evidenti rimbalzi al Nazareno) resta tutto da vedere. Alle facilmente immaginabili accuse di ingerenza che il segretario regionale potrebbe vedersi arrivare dal capoluogo della Granda, egli non mostra imbarazzo nel rivendicare un suo ruolo (e degli organismi dirigenti piemontesi) nelle scelte che riguardano i tre capoluoghi in cui si devono rinnovare le amministrazioni comunali.

Non a caso lo stesso Gariglio ha in qualche modo sollecitato, nelle settimane scorse, un altro sindaco, quello di Asti a dire con chiarezza se intende ricandidarsi oppure (come riferiscono sempre più insistenti rumors) fare un passo indietro. Fabrizio Brignolo non ha ancora detto nulla. Pare ne voglia parlare nei prossimi giorni, dopo un leggero malanno, con la segretaria provinciale Giovanna Beccuti (dalla quale erano arrivate ulteriori sollecitazioni a sciogliere la riserva) e, soprattutto, con la consigliera regionale Angela Motta, candidata sindaco in pectore (ma di malavoglia, preferendo correre per un seggio a Montecitorio) nel caso Brignolo passasse la mano.

Se quella di Asti è “solo” una questione di un’eventuale cambio di candidato in seno al Pd che neppure si pone ad Alessandria dove (salvo sorprese improbabili) si ripresenterà Rita Rossa, la grana cuneese è assai più complessa e dai risvolti inevitabilmente traumatici. Gariglio con i suoi lo ha detto chiaramente: a Cuneo non pensino di candidare la Manassero con il placet del regionale. Un sostegno che la senatrice avrà, invece, dall’ex presidente della Provincia Giovanni Quaglia attraverso una sua lista civica, riedizione di quella da poco uscita dalla maggioranza lanciando un preciso segnale di guerra a Borgna. Il quale resta da una parte l’uomo su cui il Pd (eccetto quello cittadino) vuole puntare allargando la maggioranza e rientrandovi e dell’altra il bersaglio di chi sostiene la Manassero in quella che potrebbe essere per lei un paracadute nel caso, non escluso, di una sua mancata rielezione al Senato.

In questo scenario si inseriscono più variabili. Una la individua Giancarlo Boselli, esponente di Lab Dem, pensatoio della sinistra dem cuneese: “Il Pd di Cuneo pare ormai intenzionato ad andare alle elezioni con un proprio candidato sindaco, ma sottovaluta la possibilità, che invece potrebbe verificarsi, del voto politico anticipato”. In questo caso secondo Boselli “i cuneesi si troverebbero in mano, nello stesso giorno, la scheda per votare il sindaco e i consiglieri comunali e quelle per votare il Senato e la Camera dei Deputati. La domanda sorge spontanea anche se nessun dirigente o parlamentare democratico fino a oggi ha avuto il coraggio di farla ad alta voce. – osserva una delle anime di Lab dem - Ma perché, se il Pd non vota Borgna alle comunali, nello stesso giorno o anche qualche mese dopo, Borgna e le liste civiche che alle politiche sono un bel serbatoio di voti democratici, dovrebbero votare e invitare i cuneesi a votare il Pd al Parlamento?”. Forse la domanda in via Masserano e al Nazareno se la sono fatta da tempo. E la risposta sta nel crescente interessamento del Nazareno e dello stesso Gariglio alle vicende cuneesi.

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