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ENTI LOCALI

L’unione (dei Comuni) rende

Dalla Regione arrivano 4,7 milioni per la gestione delle funzioni associate. Sono 79 gli enti beneficiari. Reschigna: "I municipi hanno compreso l'importanza dell'aggregazione" - ECCO L'ELENCO

Associarsi conviene. Sono in arrivo dalla Regione 4,7 milioni per le 79 Unioni dei Comuni piemontesi. Oltre metà di queste risorse (2,56 milioni) provengono da fondi regionali. Soddisfatte tutte le domande del 2015, grazie all’assestamento di bilancio che ha stanziato oltre 4 milioni, i nuovi finanziamenti andranno a tutte le Unioni che hanno visto accogliere la loro domanda del bando 2016. Sono ben 16 i casi di Unioni che ricevono contributi superiori ai 100mila euro, poiché svolgono un numero considerevole di funzioni associate. Complessivamente un quarto delle Unioni finanziate svolgono più di 5 funzioni in forma associata. I contributi raggiungono anche 8 Unioni che sono nella fase di avvio della gestione associata e che vengono così accompagnate in questi primi passi. Prosegue, anche con ingenti incentivi economici, la politica di aggregazione delle funzioni tra i piccoli comuni, in un territorio, quello piemontese, caratterizzato da 1.200 comuni, in cui quasi nove su dieci hanno una popolazione inferiore ai 5mila abitanti.

L'ELENCO DEI CONTRIBUTI

Insomma, un processo quasi obbligato quello dell’associazione delle funzioni che permette di ammortizzare i costi, pur mantenendo vivo il Comune. Un percorso meno radicale delle fusioni, che pure vengono incentivate da piazza Castello. Nel 2016 sono stati istituiti i nuovi Comuni di Lessona e Campiglia Cervo nati, rispettivamente, dalla fusione di Lessona e Crosa e di Campiglia Cervo, Quittengo, San Paolo Cervo, in provincia di Biella, e il nuovo municipio di Borgomezzavalle, nato dalla fusione di Viganella e Seppiana, nel Verbano Cusio Ossola. Un processo che, tuttavia, si è talvolta scontrato con il volere dei residenti, come nel caso della fusione tra Cassano Spinola (1763 residenti) e Gavazzana (191) nell’Alessandrino: al referendum confermativo dello scorso novembre l’80 per cento dei cittadini di Gavazzana ha detto no alla soppressione del proprio municipio e stoppando la fusione.

“Complessivamente emerge, rispetto al 2015, un aumento del numero di Unioni beneficiarie dei contributi e anche del numero di funzioni delegate dai comuni alle Unioni”, commenta il vicepresidente Aldo Reschigna. “In Piemonte gli enti locali stanno dando quindi segnali di aver compreso la sfida dell'aggregazione intercomunale per fornire servizi migliori ai propri cittadini. E’ un processo positivo che intendiamo sostenere e incoraggiare anche in questo 2017”.

“Incentivare le gestioni associate vuol dire puntare su una sostanziale riorganizzazione degli Enti locali, con i piccoli Comuni che imparano sempre di più a lavorare insieme, in un ambito più vasto, migliorando i servizi ai cittadini, creando interazione tra enti che fino a ieri non dialogavano e tra amministratori non sempre abituati al confronto e allo scambio di progettualità, idee, sistemi di lavoro – dice il presidente dell’Uncem, l’Unione dei comuni montani Lido Riba -. Il Piemonte sta facendo grandi passi in avanti”.

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