TRAVAGLI DEMOCRATICI

Cuneo, il Pd si affida a un sondaggio

Neppure il summit romano al Nazareno dirime le beghe locali. Il partito deciderà se appoggiare o meno il sindaco uscente (di centrosinistra) Borgna dopo averne testato la popolarità tra gli elettori. Gruppo dirigente senza bussola

“A Cuneo bisogna vincere al primo turno”. La frase è stata ripetuta più volte nella saletta al secondo piano del Nazareno dove oggi pomeriggio è approdata la grana delle comunali nel capoluogo della Granda. Da lì dopo circa un’ora in cui sono stati affrontati i problemi che da mesi rimbalzano da Cuneo a Torino e che alla fine sono approdati sul tavolo del responsabile nazionale per gli enti locali del Pd, Matteo Ricci, protagonisti e comprimari della vicenda sono usciti con l’ennesima road map, ma con innegabili anche se non ufficialmente confermabili passi in avanti verso l’obiettivo cui sta lavorando da tempo il segretario regionale Davide Gariglio: superare o meglio ancora sgretolare (senza che nessuno resti sotto le macerie) il muro alzato dal partito cittadino nei confronti di un’alleanza elettorale a sostegno dell’attuale sindaco Federico Borgna e superare l’anomala situazione attuale che vede il Pd in minoranza in un Comune governato dal centrosinistra attraverso liste civiche (organiche alla maggioranza di Sergio Chiamparino in Regione).

Insieme a Gariglio, all’incontro con Ricci, anche i segretari cittadino e provinciale del partito, Graziano Lingua e Momo Di Caro, il responsabile enti locale regionale Andrea Pacella e i tre parlamentari del territorio: Mino Taricco, Chiara Gribaudo e Patrizia Manassero. Quest’ultima, come è noto, resta per i dem cunenesi (o meglio per una parte, visto le divisioni che da tempo segnano il partito in città) colei su cui puntare come candidata alla successione – e, allo stato dei fatti, avversaria – di Borgna. Una soluzione rigettata – non rispetto alla persona, ma alle dinamiche che la scelta comporterebbe facendo imboccare nuovamente una ad alto rischio di sconfitta per il Pd – dal partito a livello regionale, con l’avallo del provinciale e dello stesso nazionale da cui più volte sono arrivati segnali favorevoli a una corsa a fianco (e non contro) l’attuale primo cittadino. Pur ribadendo che “il Pd nazionale non vuole assolutamente fare pressioni o condizionare scelte che spettano ai territori” come conferma allo Spiffero il responsabile enti locali nella segreteria di Matteo Renzi, Ricci indirizza a Borgna attestati di stima, per essere “un sindaco apprezzato, che amministra bene una città, che appartiene al centrosinistra e ha un ottimo rapporto con il Pd”.

A Gariglio che ha illustrato una situazione peraltro già nota, almeno a grandi linee, al Nazareno, e al resto della delegazione piemontese, il sindaco di Pesaro ha ribadito alcuni concetti che poi sono gli obiettivi per il cui raggiungimento si lavorerà, o meglio si continuerà a farlo forse con qualche ostacolo in meno davanti. Primo: puntare a vincere al primo turno, anche nell’eventualità (oggi, dopo la bocciatura del referendum sull’articolo 18, forse più remota rispetto a ieri) di un election day, ma anche tenendo conto delle elezioni politiche che potrebbero arrivare nel giro di qualche mese. Secondo, ma non certo per importanza: riunificare il centrosinistra in un capoluogo importante per il Piemonte dove, come ha osservato Gariglio, “si sono ottenuti ottimi risultati alle europee, ma ancor più in occasione del referendum” (Cuneo è una delle poche città in cui ha vinto il Sì) e quindi c’è un patrimonio che non può essere dilapidato per questioni che con buona volontà e dialogo sono “superabili”. Terzo: approcciare una vicenda che, negli ultimi tempi, è stata contrassegnata anche da toni piuttosto aspri, partendo da un quadro della situazione il più chiaro possibile da tracciare (anche) con un’azione di ascolto della cittadinanza, degli stakeholder e attraverso un sondaggio commissionato dal Pd regionale.

In questi giorni un ampio campione di residenti viene testato sui temi classici con cui si misura il gradimento dell’operato di un’amministrazione locale: la qualità dei servizi, gli interventi fatti e quelli auspicati, il rapporto con il governo della città, a partire dal sindaco. Ma la rilevazione propone ai cuneesi anche domande più tipicamente da vigilia di campagna elettorale: una serie di nomi, da quello di Borgna a quello della Manassero passando per il candidato del M5s Manuele Isoardi. Testarne la notorietà, misurarne l’apprezzamento, è un altro aspetto non certo irrilevante del sondaggio. A sua volta ulteriore passo sulla strada tracciata dal Pd regionale e, da ieri, nazionale (anche se gli endorsement nei confronti dell’attuale sindaco sono stati ripetuti negli ultimi mesi) verso quella ricomposizione del centrosinistra – e prima ancora del Pd – per risolvere la grana cuneese, che poi solo cuneese non è. Le stesse parole di apprezzamento per l’atteggiamento costruttivo e la disponibilità al dialogo espresse da Ricci nei confronti della senatrice sono parse tutt’altro che di maniera. Se la diplomazia e il dialogo sembrano aver scalzato lo scontro, quell’obiettivo ripetuto più volte oggi a Roma – “riunire il centrosinistra e vincere al primo turno” – per risultare raggiungibile non può prescindere da un altro paletto messo nella riunione al Nazareno: “Evitare due candidati”. E se un’altra regola non scritta dice che il sindaco uscente che si ricandida non si mette in discussione…

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