KERMESSE

Natale a Torino, un danno coi fiocchi

Il Comune di Torino contro gli organizzatori: "Chiederemo l'applicazione delle penali per le loro inadempienze". Tante le contestazioni, da Parco Dora a piazza Carlo Alberto. Il caso di piazza Castello. La regia del sindaco ombra Giordana

Prima hanno fatto il danno ora chiedono i danni. Sul Natale coi fiocchi, kermesse natalizia organizzata dal Comune di Torino e caratterizzata da un fitto calendario di eventi “è intenzione dell’amministrazione andare avanti con l’applicazione di penali per le inadempienze riscontrate”. Lo riferisce l’assessore al Commercio Alberto Sacco, confermando quanto già anticipato allo Spiffero alla fine del 2016 a margine della conferenza di fine anno della sindaca Chiara Appendino. Dunque in via Milano ci si prepara a una disputa legale con il Cat – Confederazione artigiani di Torino – cui Palazzo Civico aveva affidato l’organizzazione della rassegna natalizia nell’ottobre scorso, attraverso un contestato bando. Un'assegnazione che subito aveva scatenato feroci polemiche da parte dell’opposizione, in particolare con il consigliere dem Enzo Lavolta, riassunte poi in un esposto in Procura del senatore Stefano Esposito. Insomma, storia di un fallimento annunciato.

Regista di questa operazione è il Capo di Gabinetto del sindaco Paolo Giordana, il quale ha seguito in prima persona, attraverso i suoi uffici, ogni passaggio assieme al fido Fausto Sorino, staffista dell’ex assessore Mimmo Mangone durante il mandato di Piero Fassino, già militante democratico, e ora tra i funzionari più vicini al sindaco ombra della giunta pentastellata. Così si sarebbero rinsaldati vecchi legami costruiti in uno dei suoi precedenti incarichi, proprio anegli uffici del Commercio. Una situazione ben chiara anche alla Procura che nei prossimi giorni, dopo una sorta di guarentigia natalizia, potrebbe farsi viva. Così il Natale coi fiocchi per i torinesi è diventato il “Pacco di Natale”. E, sorpresa, gli organizzatori non sono riusciti a trovare gli operatori per allestire i mercatini in periferia.

“Ogni evento - ha detto l’assessore Sacco - è stato monitorato da dieci funzionari comunali che hanno documentato tutto anche fotograficamente. Siamo quindi pronti ad agire”. Eventi e mercati annullati o spostati di luogo o data, discrepanze fra il progetto presentato o le informazioni contenute nell’opuscolo pubblicitario e quanto invece è stato realizzato. “Tutte le difformità emerse sono state di volta in volta contestate - ha spiegato Sacco - ed è stato deciso di applicare le penali previste e andremo avanti su questa strada”. Ci sono poi da verificare in questo quadro le responsabilità di Palazzo Civico, che ha seguito passo passo queste vicende, a partire dal braccio di ferro ingaggiato con la Soprintendenza.

Alla chiusura del bando, l’amministrazione esultava, sottolineando come rispetto all’ultima edizione di Natale coi fiocchi, per la quale erano stati spesi 250mila euro, la giunta pentastellata era in grado di garantire un programma culturale e di eventi introitando anche 15mila euro. Ma si sa, spesso chi meno spende peggio spende e i nodi presto vengono al pettine.

Dove, secondo l’amministrazione, gli organizzatori non sarebbero stati ai patti? Certamente in piazza Carlo Alberto dove i vigili urbani “hanno imposto lo sgombero dell’attività non ammessa che non è stata ripristinata” ha spiegato Sacco, facendo riferimento alla seconda casetta che “non era adeguata a essere di servizio alla pista”. Inoltre, per quanto riguarda la parte commerciale “si prevede di contestare il mancato allestimento di corso Marconi, Parco Dora (mercatino e mancato allestimento della casa di Babbo Natale e annesso palco) e di Piazza Statuto. La motivazione addotta dall’organizzatore per giustificare il mancato allestimento dei mercatini tematici per assenza di operatori commerciali nelle aree suddette, non può essere accolta dall’amministrazione, poiché le aree erano state scelte in fase di gara dall’operatore stesso e inserite nel progetto tecnico oggetto di valutazione”. Non solo: “Dal punto di vista del programma culturale – ha proseguito Sacco - viene contestato il mancato allestimento a Parco Dora della casetta di Babbo Natale e del palco che avrebbero costituito il villaggio. Poiché il mercatino non si è realizzato, la sola pista di pattinaggio con le giostre è risultata di scarsa attrattiva in una zona di già limitato passaggio. Sono contestati dal punto di vista culturale, la mancata realizzazione di attività culturali al Parco Dora, l’attività di Lanterna di Natale il 17 dicembre in corso Marconi, un concerto in corso Marconi il 30 dicembre, la maratona delle Befane il 6 gennaio. Tutte le altre attività sono state recuperate e ricollocate in altra area o data generando una difformità tra le informazioni dell’opuscolo distribuito in 35mila copie”. Nel caso di altri eventi l’organizzazione ha modificato gli orari senza neanche darne conto all’amministrazione.

Ciò che non torna è invece la versione che dà l’assessore Sacco sui mercatini di piazza Castello. Il bando inizialmente prevedeva la possibilità di svolgere solo attività culturali, ma poiché seguendo le indicazioni della Soprintendenza, è stato trasferito lì il progetto proposto per Piazza Carlo Alberto e piazza Cln, è stata concessa un’attività commerciale limitata a prodotti alimentari confezionati e all’artigianato di eccellenza, vietando la somministrazione di prodotti da consumarsi in loco. Ecco, in questo caso, secondo l’amministrazione tutto si è svolto secondo le regole. A quanto risulta allo Spiffero, invece, tralasciando “l’eccellenza artigiana” ammirata sui banchi, la somministrazione di cibi e bevande non confezionate è stata evidente come testimoniano anche le foto a corredo di questo articolo.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    21:53 Lunedì 16 Gennaio 2017 giacomo_b Cui prodest? ai posteri l'ardua sentenza!

    eccellenze artigiane? è come confondere un barolo con un tavernello senza nulla togliere a qs ultimo! recuperare sul bilancio comunale quindicimila euro? per cosa? per un pacco alla città ed ai turisti che, non essendo scemi, paragonano gli eventi culturali sopravvissuti a quelli della più scalcinata festa di Via o alle feste ferragostane di un qualunque paesino alpino da 1000 abitanti? è triste ammetterlo ma ci andiamo molto vicini! quanto ai conti il guadagno si fa calcolando tutti i costi: quando sono costate le ore extra dei vigili? i 10 funzionari? quanto non è stato percepito dal comune come occupazione del suolo pubblico? per ottenere quali eventi? per il prossimo anno come eventi culturali propongo di organizzare le selezioni di Italia's got talent! sono proprio curioso di vedere come procederà il Comune e se mai si vedrà un euro di penale (ammesso che il CAT esista ancora al momento di pagare). Alla luce delle dichiarazioni del compagno Bertola spero che qualche potere forte della giunta non vada a suggerire all'assessore Sacco, l'unico che ad onor di cronaca ci ha messo la faccia, di fare in modo che l'unica condanna sia quella dell'oblio (prima che qualcuno indaghi meglio).

Inserisci un commento