TRAVAGLI DEMOCRATICI

Un’opposizione coi baffetti

D'Alema cavalca l'onda del referendum e convoca a Roma i Comitati per il No. In ballo c'è la leadership della sinistra, dentro e fuori il Pd di Renzi. Appuntamento il 28 gennaio al Frentani. Dal Piemonte i colonnelli Corgiat e Placido

Partiranno da Torino e dalle altre province del Piemonte per rivendicare il loro No. O meglio quel “No che costruisce il centrosinistra” dal titolo dell’assemblea nazionale della nuova Cosa di Massimo D’Alema. L’appuntamento è a Roma, il 28 gennaio al Centro congressi Frentani, sullo stesso palco da cui Roberto Speranza un mese fa lanciò la candidatura a segretario del Pd e Maurizio Landini tenne a battesimo la coalizione sociale, impresa ben presto abortita. A sinistra si va avanti per tentativi ed errori, ma questa volta i riflettori del centro congressi torneranno a illuminare quei baffi che a fatica nascondono il ghigno di chi, dopo aver consumato la propria vendetta, ora prova a capitalizzare al massimo il successo politico. L’ex premier è stato l’unico a metterci la faccia, nel Pd; a pronunciare il suo “No” in modo chiaro e inequivocabile, a fare campagna contro la riforma costituzionale e contro Matteo Renzi. Ha promosso i comitati Scelgo No in tutta Italia. E a lui ora dovrebbe guardare, secondo l'ex vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Roberto Placido “quel 25 per cento di elettori democratici che hanno dichiarato di aver votato no al referendum” o quei “4 milioni di elettori che secondo l’Istituto Cattaneo hanno abbandonato il Pd”. Placido è stato tra i più attivi a Torino, mentre nell'hinterland a tessere le fila è stato l'ex sindaco di Settimo Torinese Aldo Corgiat. Placido e Corgiat, il gatto e la volpe, un tempo leader di una sinistra che era il fulcro del partito piemontese, il pilastro su cui poggiava il segretario regionale Gianfranco Morgando, mentre ora sono pronti a prendersi la rivincita su un Pd che col tempo li ha messi all’angolo. “Il partito vive dinamiche di continuo posizionamento secondo logiche di potere, senza una discussione” è l’analisi di Corgiat, il quale lamenta un’assenza di politici a fronte di “molti uomini di potere che hanno impresso al partito un processo degenerativo che ci porterà a sfracellarci”.

In questa partita è una regione centrale il Piemonte, non solo perché al Nord è stata tra quelle che hanno fornito il contributo più significativo alla sconfitta referendaria del premier, ma anche perché qui ci sono alcuni uomini chiave della macchina messa in piedi da Massimo D’Alema. Tra questi, il saluzzese Stefano Schwarz, scelto per coordinare i comitati a livello nazionale, affiancando il professor Guido Calvi, ma non solo. Al Frentani ci sarà un pezzo della gauche tradizionale piemontese, che oggi vive con un piede dentro e uno fuori dal Pd. Personaggi come l’ex vicesindaco di Cuneo Giancarlo Boselli, il biellese Wilmer Ronzani, già parlamentare e consigliere regionale, l’assessore di Omegna (Vco) Alessandro Buzio - figlio dell’ex sindaco del capoluogo cusiano, Alberto, il quale si è impegnato per il No assieme ad altri compagni storici di quel territorio come Marco Travaglini e Sergio Vedovato - l’ex capogruppo dem della Provincia di Torino Pino Sammartano. In tutto saranno una cinquantina a muovere verso la capitale. “Siamo stati gli unici del Pd a metterci la faccia, ad avere coraggio” rivendica Placido, che evoca senza nominarli quei parlamentari e dirigenti, i quali pur votando “no” hanno preferito una posizione più prudente. Deputati e senatori come Andrea Giorgis e Federico Fornaro che, infatti, per il momento restano alla finestra, ancorati a Pier Luigi Bersani.

Sbaglia, però, chi pensa che questa iniziativa rappresenti l’opa ostile di D'Alema al Pd e a Renzi. L’obiettivo, piuttosto, è la leadership di quell’area che si estende dalla sinistra dem a Sinistra Italiana, su quel “campo progressista” tracciato da Giuliano Pisapia, che oggi assomiglia tanto a una landa desolata senza leader né voti, dove imperversano tanti colonnelli privi di truppe. Serve una rotta e a indicarla sarà ancora una volta il lìder Massimo. Anzi in realtà lo ha già fatto, nell’editoriale pubblicato il 31 dicembre scorso sulla rivista della sua fondazione, Italianieuropei, dove ha delineato i connotati di una sinistra che torni a occuparsi di “ridurre le diseguaglianze, combattere la povertà, restituire dignità al lavoro”. E che la nuova Cosa dalemiana abbia un respiro più ampio del Pd lo testimoniano gli ospiti che si presenteranno al Frentani: da Arturo Scotto e Alfredo D'Attorre - impegnati nell’accidentato processo costitutivo di Sinistra Italiana - ai possibili competitor di Renzi al prossimo congresso, il già citato Speranza e il governatore della Puglia Michele Emiliano. Personaggi cerca di autore.. 

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