SANITA' & GIUSTIZIA

Appalto senza gara, la Corte chiede il conto

La procura contabile chiede un risarcimento di oltre 50mila euro all'ex dg dell'Asl To1 Briccarello. Affidò il servizio di tesoreria 350mila euro senza una procedura pubblica. Prossima udienza il 9 febbraio

Giovanna Briccarello può tirare un sospiro di sollievo. Il conto salato, se le sarà presentato, arriverà un po’ più tardi. Stamattina la Corte dei conti ha deciso un rinvio per concedere alle parti altre due settimane per depositare memorie ed eventuali repliche nel processo in cui il procuratore regionale Giancarlo Astegiano chiede all’ex direttrice generale dell’Asl To1 di restituire allo Stato ben 52.500 euro per l’affidamento diretto del servizio di tesoreria dell’azienda sanitaria a Unicredit, stabilito nell’ottobre 2013. Altri 25mila euro, invece, sono stati chiesti all’ex direttore amministrativo Flavio Nalesso.

L’ex dg ed ex senatrice della Lega Nord, aveva stipulato un accordo con l’istituto di credito per il servizio di tesoreria valido dal 1° ottobre 2013 fino al 30 settembre 2017, un servizio  per un costo di circa 350mila euro l’anno, più il ricavato delle singole operazioni effettuate ai “punti gialli” dell’azienda sanitaria. I vertici dell’Asl To1 avevano deciso di fare così perché alcuni mesi prima era andata deserta la gara per il servizio di tesoreria dell’Asl To1, To5 e del San Giovanni Bosco. Tuttavia la decisione di Briccarello e Nalesso aveva sollevato alcune perplessità: solitamente il servizio di tesoreria viene svolto gratuitamente dalla banche, o quanto meno per importi bassi, mentre in questo caso le cifre erano molto alte, al punto che avrebbero dovuto richiedere addirittura una gara aperta. Niente di tutto ciò era avvenuto. Così, per conto della procura contabile, il nucleo investigativo dei carabinieri ha condotto gli accertamenti e la Briccarello ha fatto marcia indietro annullando la sua delibera pochi mesi dopo la firma. Per questa ragione il conto totale richiesto ai due ex dirigenti (Briccarello assistita dall’avvocato Amedeo Rosboch e Nalesso difeso da Giovanni Eula) è passato dal milione e 300mila euro calcolati all’inizio agli 87.500 euro contestati ora, pari all’importo pagato a Unicredit per quei primi mesi di servizio.

La vicenda, però, non può ancora dirsi definita. Nei primi giorni di gennaio gli avvocati hanno consegnato dei nuovi documenti a difesa dei due imputati e la corte, presieduta da Cinthia Pinotti, ha dato altri quindici giorni di tempo per depositare nuove memorie e le eventuali repliche. Prossima udienza il 9 febbraio, quando finalmente dovrebbe avvenire la discussione nel merito. Poi i giudici avranno sessanta giorni di tempo per emettere la loro sentenza.

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