STELLE CADENTI

L’alternativa è poco Chiara Appendino sotto “processo”

Un'affollata assemblea "autoconvocata" di elettori e supporter grillini critica aspramente il "semestre nero" dell'amministrazione. Poca discontinuità con Fassino e scelte incoerenti con le promesse elettorali. Assente la sindaca, nell'arena il vice Montanari

“Siamo tantissimi” esulta il vicesindaco Guido Montanari, “e se continuate ad amministrare così saremo sempre di più” minaccia uno degli oltre duecento cittadini delusi dall’amministrazione pentastellata di Torino, riuniti in assemblea in una sala strapiena al civico 57 di via Moretta, nel cuore di Borgo San Paolo. Il Movimento 5 stelle prova a metterci il cappello, a fare proprio “un momento di incontro che deve essere l’inizio di una lunga serie” prosegue il numero due dell’amministrazione comunale, ma durante la riunione non fa che emergere continuamente lo scontento di associazioni e comitati che in campagna elettorale avevano sostenuto Chiara Appendino e che ora sono disorientati di fronte a questo primo “semestre nero”, espressione accettata dallo stesso Montanari.

“È una definizione a cui mi adeguo, si può dire così perché la situazione che abbiamo trovato era un po’ più complicata di quella che immaginassimo ma questa amministrazione ha intenzione di portare avanti le aspettative dei cittadini, di chi è qui oggi”. La platea rumoreggia, mostrandosi poco convinta delle spiegazioni, di come alcune scelte dei primi sei mesi di governo siano state sofferte e compromesse soprattutto dai conti. “Questo è il tema più duro - ha proseguito Montanari - con i 30 milioni di buco che abbiamo trovato e la soluzione era prendere delle decisioni o tagliare l’equivalente in servizi o non chiudere il bilancio: ciò significava essere commissariati e quindi dare una botta definitiva a quel barlume di speranza che i 5 Stelle hanno portato nel Paese”. Alle critiche sulle scelte urbanistiche Montanari ha risposto ricordando che “con un paio di operazioni molto brutte abbiamo chiuso il bilancio anche se so bene che non era quello che volevamo fare”. 

Dall’associazione amici di via Revello ai centri sociali, dai Cobas al collettivo figli di Micciché, Pro Natura, gli animalisti che al grido "mai più animali in gabbia" minacciano di bloccare corso Casale se il Comune non negherà l'autorizzazione a Zoom sul parco Michelotti. E' lunghissimo l’elenco degli autori del cahiers de doléances. Giunta e gruppo consigliare grillino si presentano in forze per provare a parare il colpo, ma non possono far altro che incassare. Assente la sindaca, a casa a preparare la torta per il primo compleanno della figlia Sara, con Montanari ci sono gli assessori Stefania Giannuzzi (Ambiente) e Marco Giusta (Integrazione), il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci, il capogruppo Alberto Unia, i consiglieri Deborah Montalbano, Viviana Ferrero, Monica Amore, Chiara Giacosa, Federico Mensio e altri ancora. C'è pure il senatore Alberto Airola. Alcuni intervengono, ma la platea fatica ad accettare giustificazioni.

Urbanistica ed emergenza abitativa sono i due temi indubbiamente più sentiti. Emilio Soave, storico dirigente di Pro Natura, stigmatizza lo “sfruttamento del territorio per questioni di bilancio”, intervengono tanti cittadini occupanti di alloggi, da San Paolo a Falchera. Tra gli osservatori anche la capogruppo della sinistra Eleonora Artesio, qualche infiltrato, come il consigliere Pd della III Circoscrizione, Valentino Magazzù.

Parlano i tre assessori. “Capisco che quando non si parla di temi concreti salga il brusio” punzecchia il moderatore dopo l’intervento di Giusta. “Sembra di essere in campagna elettorale” si lamenta Daniele dei Sì Cobas, “la verità è che finora l’alternativa è stata molto ambigua, altro che chiara”. Mancata condivisione delle scelte e decisioni lontane dal programma sono le tante critiche che arrivano all'amministrazione. “Mi aspettavo di più”, “non c’è stata nessuna discontinuità”, la storia dell’eredità di Piero Fassino non regge più. L’unica che è riuscita a fornire qualche informazione a chi si aspettava risposte sull’emergenza casa è stata la Montalbano, che ha elencato le soluzioni in fase di studio in Comune, ma anche quelle che il M5s sta portando avanti in Regione e al parlamento a partire da un'iniziativa comune contro gli sfratti: “Sì, ma non basta, dobbiamo arrivare ai fatti”, chiosa un partecipante dopo il suo intervento. 

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento