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Qualcosa di personale
a Palazzo Lascaris

Riorganizzazione del Consiglio regionale per risparmiare e rendere più efficiente la macchina burocratica. Prevista la soppressione della direzione Comunicazione, finora retta dal berlusconiano Tomatis. Forza Italia sulle barricate, ma Laus tira dritto

Ai mandarini, si sa, non piace cadere dall’albero. E forse per questo appena a Palazzo Lascaris si è parlato di riorganizzazione della pianta organica, a partire dalle figure apicali, tutti si son messi sul chi va là. Per informazioni chiedere a Mauro Laus, presidente del parlamentino piemontese, il quale ha deciso di tagliare una delle tre direzioni del Consiglio in un’ottica di riduzione dei costi. Apriti cielo. Anche perché il mandarino che rischia di finire per terra è Domenico Tomatis, direttore della Comunicazione in via Alfieri, che nella sua carriera ha seguito l’ufficio stampa dell’allora potente gruppo di Forza Italia con il berlusconiano Enzo Ghigo; e non a caso l’attuale numero uno di FI Gilberto Pichetto ha già annunciato le barricate.  

La scelta di Laus muove dalla constatazione che il numero di direttori del Consiglio è sproporzionato sia rispetto a quelli della Giunta sia al personale. Basti pensare che su 298 dipendenti ci sono 8 dirigenti e 3 direttori. Per questo, in un primo tempo, Laus aveva proposto una direzione unica, anche perché le funzioni dei direttori del Consiglio non sono comparabili a quelle dei grand commis dell’esecutivo: altra mole di lavoro, altre responsabilità. Ma è bastato che circolasse la voce per dare la stura a una serie di resistenze, anche perché non sfugge che una serie di carriere all’interno della macchina amministrativa siano state propiziate proprio dalla politica, abituata, negli anni, a lottizzare le poltrone dei papaveri di via Alfieri.

A metà marzo scadono i contratti di due direttori su tre: Michele Pantè, a capo del settore amministrazione, personale e sistemi informativi, e Tomatis (Comunicazione): quale dei due non rinnovare? Laus ha scelto Tomatis, nell’ambito di una riorganizzazione concordata con l’ufficio di presidenza, che ora verrà sottoposta ai capigruppo come il compimento di un lavoro articolato su due filoni: il contenimento dei costi della politica e delle spese del palazzo, un programma che finora ha portato alla soppressione di altre figure come quella del capo di gabinetto del presidente. L’obiettivo è eliminare i doppioni attualmente esistenti, come sul Protocollo, e rendere più funzionale ed efficiente la macchina del palazzo. Confermatissima, invece, Aurelia Jannelli, che al ruolo di segretario generale somma la responsabilità della direzione del Processo legislativo: ottima intesa con Laus e un rapporto privilegiato con il capogruppo Pd Davide Gariglio, di cui è stata compagna di studi.

Ma quando si è avuto il sentore che la riorganizzazione si stesse chiudendo con buon esito in tempi relativamente rapidi si sono lrvati gli scudi, a partire dai berlusconiani, con il capogruppo Pichetto, ma anche nella maggioranza, come dimostra la presa di posizione di Marco Grimaldi (Sel), il quale ha chiesto una sorta di proroga utile allo stesso Tomatis per ricollocarsi o avviarsi alla pensione, a cui mancano due anni; una richiesta che si è scontrata con il netto rifiuto da parte di Laus che vuole procedere senza ulteriori intoppi. Anche perché si tratta, nel complesso, di un notevole risparmio se si calcola che un direttore costa 219mila euro all’anno per una indennità netta in busta paga di 5.200 euro, senza contare i premi di produzione; mentre un dirigente pesa alle casse attorno ai 150mila euro, con un netto di 3.900 euro al mese.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    19:02 Giovedì 16 Febbraio 2017 tandem Poche storie, la democrazie del PD è questa...

    E' già successo in Giunta, si sopprimono le direzioni comunicazione perchè non si vuole una comunicazione istituzionale ed imparziale, ma solo quella politica emanata da fedeli portaborse di partito, questa è la realtà mascherata da risparmio di spesa....

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