SANITA' & POLITICA

Riforma ospedaliera,
stop al referendum

La Commissione di garanzia del Consiglio regionale ha dichiarato inammissibile la consultazione popolare per abrogare la delibera di riorganizzazione. Boeti: “Era un’iniziativa velleitaria”. La palla all’aula. Vignale: “Si dia la parola ai piemontesi”

La Commissione di Garanzia ha valutato inammissibile il referendum abrogativo sulla delibera 1-600 di riorganizzazione della rete ospedaliera del Piemonte. Acquisito il parere, anche l’ufficio di presidenza di Palazzo Lascaris ha bocciato l’iniziativa, promossa da alcuni comitati locali, in particolari di quei centri maggiormente penalizzati, e fatta propria dall’opposizione di centrodestra capitanata dal consigliere di Forza Italia Gian Luca Vignale. A favore del referendum si sono espressi l’azzurra Daniela Ruffino e il grillino Giorgio Bertola, mentre i tre democratici Mauro Laus, Nino Boeti e Angela Motta si sono espressi in modo compatto per il no. Ora sarà necessario un pronunciamento dell’aula, giacché l’ufficio di presidenza non ha raggiunto un verdetto unanime, ma è difficile immaginare che il voto del parlamentino piemontese possa riservare sorprese.

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“Non capisco di cosa abbiano paura – afferma Vignale – . Chiediamo solo di poter raccogliere le 60mila firme necessarie per la consultazione popolare e di permettere ai piemontesi di esprimersi”. Vignale parla di “bavaglio messo dal Pd ai piemontesi”, un Pd “lontano anni luce dai bisogni quotidiani dei cittadini”.

Di tutt’altro parere il vicepresidente Boeti, secondo il quale “il parere della Commissione di Garanzia è un’ottima notizia, che conferma quanto fosse velleitario e pretestuoso il tentativo di cancellare per via referendaria una delibera di Giunta, un atto amministrativo di esecuzione di norme legislative, pertanto non sottoponibile a consultazione referendaria. Nella passata legislatura - prosegue Boeti - il Pd si è opposto alle scelte della Giunta Cota in materia sanitaria, ma lo abbiamo sempre fatto attraverso il confronto politico. Ora la parola torna all'Aula e lì mi auguro si possa riprendere a discutere nel merito dei problemi, in modo franco e aperto, senza però dimenticarci di chi nel recente passato è stato il responsabile del disastro dei conti della sanità e della chiusura di eccellenze come il Valdese”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    22:04 Giovedì 16 Febbraio 2017 Pietro Luigi Garavelli L' avevo scritto .....

    Come avevo scritto da tempo su "Lo Spiffero", pur essendo semplicemente un medico e sindacalista e non un uomo di legge, il percorso più lineare mi sembra non tanto un referendum regionale sulla 1-600, quanto una iniziativa parlamentare sulla revisione della Balduzzi stessa per renderla più aderente alle caratteristiche delle popolazioni e dei territori. Sarà pertanto importante la scelta dei prossimi Senatori e Deputati che si impegnino in questo senso , perché la Salute è il bene più importante che abbiamo !

  2. avatar-4
    18:59 Giovedì 16 Febbraio 2017 tandem PD uguale Poca Democrazie

    Certo che chiamarsi partito democratico e aver paura della democrazie popolare è il massimo.....

  3. avatar-4
    18:36 Giovedì 16 Febbraio 2017 Sonego parola ai piemontesi!

    come mai il PD ha così paura di far esprimere i cittadini?

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