UNA DI NOI

A Profumo costa 6 milioni la Compagnia di Appendino

Stanziamento record a favore del Comune per il progetto ex Moi. Un projet manager scelto e pagato dalla fondazione sovrintenderà i lavori in municipio. Il presidente si compra così la benevolenza della sindaca? Il board storce il naso

La giravolta ormai è nota e passata alla storia del grillismo torinese riscritta appena dopo la vittoria: da bersaglio quale simbolo del vituperato “Sistema Torino”, Francesco Profumo è diventato per Chiara Appendino il presidente “che sta facendo un buon lavoro e con cui si lavora bene”. Te credo, direbbe con più invidia che polizze, la sua collega romana Virginia Raggi. Soprattutto visto il sostanzioso aiuto appena deciso dal numero uno della Compagnia di San Paolo, attento a conservare e rafforzare il suo rapporto con la prima cittadina e, quindi, la sua poltrona in corso Vittorio. Anche a scapito di far storcere il naso e aggrottare i sopraccigli com’è in effetti avvenuto tra più di un componente del board della fondazione.

Al Comune - saldamente in mano alla madamin pentastellata, che non ancora scesa dalle barricate già sfoggiava il tailleur d’ordinanza e gli endorsement dell’establishment - servono soldi? Eccoli: sei milioni per dar sostanza al progetto di ricollocazione dei migranti che occupano le palazzine dell’ex Moi. In municipio non si può derogare al blocco delle assunzioni? Nessun problema: la persona che serve, in Comune arriverà. Assunta e, naturalmente, pagata dalla Compagnia. Che sarà mai? Bazzecole, quisquiglie, pinzillacchere, avrebbe detto Totò. Non, però, chi nel teso comitato di gestione chiamato al varo di queste misure, qualche dubbio lo ha sollevato. Sei milioni per la pur nobile impresa di rimettere all’onor del mondo l’ex villaggio olimpico e trovare una sistemazione a chi ne abita da anni abusivamente gli stabili non sono bruscolini. Anzi, come ha osservato qualcuno a margine della riunione, sono esattamente il doppio della cifra messa a bilancio per interventi del genere. Insomma, per gli altri tre che Profumo ha deciso di impiegare su gentile invito della Appendino, occorrerà trovare una soluzione. E la più probabile sarà quella di stornarli da altre destinazioni, ovvero toglierli a qualcuno o per qualcosa e metterli a disposizione della Città.

Facile immaginare le reazioni, ben al di fuori dalle ovattate sale e pure un po’ lontano dal capoluogo, magari in quei territori i cui politici di riferimento non hanno mancato negli anni di criticare la Compagnia per essere troppo Torinocentrica a scapito di altre lande della regione. Giusto esattamente un anno fa quando si discuteva di nomine in Compagnia, il deputato del Pd Enrico Borghi, aveva lanciato una dura reprimenda contro il metodo applicato per le erogazioni: “Dovranno essere ripartiti in base al merito e non al solito gioco delle conventicole” aveva detto, riferendosi a quel sistema che negli anni aveva portato Torino a utilizzare la Compagnia come una sorta di bancomat personale, egemonizzando gli interventi destinati al territorio:  l’80 per cento delle erogazioni destinate al capoluogo, solo il 6 per cento alle altre province piemontesi.

Quanto sia stata accolta l’esortazione del parlamentare ossolano affinché “Torino la smetta di monopolizzare i finanziamenti della Compagnia” è difficile a dirsi. E se la conventicola a Palazzo di Città è cambiata, madre badessa è comunque riuscita nello spazio di un paternoster a far proseliti in quel sistema prima messo all’indice. Incominciando, appunto da Profumo. Il quale non solo ha deciso per i sei milioni, con i tre da recuperare da qualche voce di bilancio, ma ha fatto pure un altro miracolo. Per ora riuscito a metà. Fatto il bando, peraltro non pubblico (non essendo questo un obbligo per un soggetto come la fondazione) il che già non pare essere stato gradito da qualcuno in coro Vittorio, ora non resta che scegliere tra i tre giunti al termine della selezione sarà assunto per occuparsi del progetto dell’ex Moi e, più ad ampio raggio, del tema legato all’immigrazione. Nulla di strano se non fosse che il dipendente della Compagnia lavorerà in municipio. E che il prescelto sarebbe quello “gradito” dal Comune. Proprio lì dove il blocco delle assunzioni avrebbe rappresentato un ostacolo per coronare il progetto della Appendino che della questione complessiva tornerà a confrontarsi con Profumo e con il prefetto Renato Saccone il prossimo 21 febbraio.

Un po’ più di tempo, due mesi, è stato concesso a Profumo dal comitato di gestione della Compagnia per dare il completo via libera alla delibera relativa al nuovo dipendente: due mesi entro i quali il presidente dovrà dettagliare in maniera esaustiva e convincente tutti gli aspetti di quell’assunzione che a detta di alcuni rischia di apparire fatta per conto del Comune. Dove la sindaca ha nuovi e sostanziosi motivi per poter ben dire che “con il presidente della Compagnia si lavora bene”. Te credo.

print_icon

4 Commenti

  1. avatar-4
    21:36 Mercoledì 22 Febbraio 2017 giacomo_b come diceva Enrico Mattei

    i partiti li uso nello stesso modo in cui uso il taxi, «salgo, pago la corsa, scendo». Ma Profumo non era il primo a doversene andare? e' stato fatto un forfait comprensivo di ripensamento o c'è un listino? Quanto costa una dichiarazione a favore dell'alta velocità, si paga a parole o a contenuto? per ottenere una variante urbanistica? per ripulire i quartieri sempre più sporchi e squallidi mi dite qual' è lo sportello dove si paga? quanto costa far aggiungere nel bando che sconta l'occupazione suolo pubblico per bancarelle dozzinali nelle piazze auliche anche uno sconto sulle grate del mio garage che sono nel marciapiede?

  2. avatar-4
    16:32 Venerdì 17 Febbraio 2017 tandem Evoluzione sistemica...

    Questo è il "sistema Torino" 2.0. Difficile rimpiangere fissano, è stato solo inutile rimuoverlo....

  3. avatar-4
    16:09 Venerdì 17 Febbraio 2017 Sonego alla faccia della benevolenza!

    suvvia anche voi che titolo sessista, come se con molto meno l'aitante numero uno potesse trovare tutta la compagnia che vuole...

  4. avatar-4
    15:47 Venerdì 17 Febbraio 2017 seric Hai capito!

    Alla faccia del Sistema Torino che non ci piace! Meno male che è arrivato il M5s a estirpare il Sistema Torino ahahahahahhahha

Inserisci un commento