CAMPANILE SERA

Lascia il “destro” convertito al Pd

Lo volevano sindaco di Chivasso per il centrosinistra, ma l'ex aennino Zollo, dopo due giorni di polemiche getta la spugna. Un'altra grana per la Pentenero

Una candidatura durata 48 ore e un’uscita di scena polemica, attraverso una missiva di poche righe al segretario della Federazione di Torino Fabrizio Morri. Non sarà Roberto Zollo – ex presidente del Consiglio comunale di Chivasso in quota An – a guidare la coalizione di centrosinistra alle prossime amministrative. “Prendo atto del veto preconcetto e ideologico (probabilmente strumentale per ragioni politiche che non hanno nulla a che vedere con la città di Chivasso) imposto dalla segreteria provinciale e regionale del Pd sulla mia candidatura alle prossime primarie aperte del centrosinistra e pertanto, non essendoci le condizioni per proseguire in tal senso ritiro la disponibilità a riguardo” scrive Zollo in una lettera piccata ai vertici democratici. Una comunicazione giunta questa mattina, dopo che lo stesso Morri ha ribadito ieri sera la sua contrarietà a una consultazione di coalizione “laddove, con questa candidatura, la coalizione non c’è più” visto il niet di Sel e dei Moderati.

Insomma, c’è stata una vera e propria sollevazione contro l’ex braccio destro del senatore Andrea Fluttero, storico esponente della destra locale, secondo molti l’ispiratore assieme all’assessora Gianna Pentenero e al segretario del circolo cittadino Gianni Pipino, dell’operazione Zollo. Ed era difficile anche immaginare una reazione diversa da parte di una coalizione di centrosinistra, che ambirebbe a trovare al proprio interno il candidato a sindaco e non nello schieramento avversario. A poco è servita la lettera con cui Zollo ha rivendicato la folgorazione per Matteo Renzi e il sostegno, nel 2012, all’attuale sindaco di centrosinistra Libero Ciuffreda. Che Zollo sia un uomo di destra lo ha ribadito lui stesso in una intervista alla Nuova Periferia dello scorso agosto, “mi riconosco nel centrodestra”, quando già si parlava di una sua candidatura a sindaco, ma nello schieramento opposto a quello del Pd. Altro che Renzi.

Ieri, nel suo intervento, il segretario Morri – in questa partita in piena sintonia con il numero uno regionale Davide Gariglio - è tornato a rivolgere il suo appello alla Pentenero: “Ripensaci, perché la tua sarebbe una candidatura molto probabilmente vincente”, pur sapendo che si tratta di un tentativo disperato:  “Non credo che accetterà – dice Morri in un colloquio telefonico allo Spiffero -. Però sbaglia, perché nella vita ogni tanto serve un po’ di generosità”. Una città che non trova pace, Chivasso: nel 2011 l’elezione di Gianni De Mori, poi l’inchiesta Minotauro e l’arresto del leader dell’Udc cittadino Bruno Trunfio (in cella con il padre Pasquale, capocosca locale, e il fratello Giusep­pe) che al secondo turno delle scorse amministrative è stato determinante per la vittoria del centrosinistra. De Mori si dimette nel 2012 per motivi di salute, legati anche allo stress di sei mesi turbolenti, gli succede il medico Ciuffreda, il quale fa sapere a tutti che non avrebbe affrontato un secondo mandato. Il tempo c’è stato per trovare un’alternativa, ma dopo tanti “no grazie” l’unica disponibilità a candidarsi con il Pd è arrivata da un esponente di destra. La prossima settimana il gruppo di contatto chivassese sarà a Torino, in via Masserano, per un altro incontro con Morri, il quale avverte: “La libertà dei territori è sacrosanta, ma spero che questa volta si trovi una soluzione condivisa”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    15:46 Venerdì 17 Febbraio 2017 seric Ma come si fa?

    a candidare uno di destra e pensare che i tuoi elettori poi lo votino. Mah

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