ECONOMIA DOMESTICA

Chiamparino apre la cassaforte
Più fondi a imprese e innovazione

Illustrato oggi in Regione il piano industriale di Finpiemonte. Oltre 100 milioni a favore del sistema produttivo dopo l’ok di Bankitalia (con l'obiettivo di arrivare a 600 entro il 2020). Gatti: "Siamo tra i principali istituti finanziari in Italia"

Più soldi e più strumenti finanziari. FinPiemonte - la “nuova Cassa depositi e prestiti” della Regione o, se si vuole, la “banca” che Sergio Chiamparino può finalmente dire di avere senza incorrere in imbarazzanti equivoci – ottenuta all’inizio del mese da Bankitalia l’autorizzazione all’esercizio dell’intermediazione finanziaria per conto dell’ente pubblico si prepara a giocare un ruolo di maggiore peso quale supporto all’economia piemontese. Proprio dal settore produttivo piemontese non sono mancate in questi giorni puntualizzazioni e qualche segnale di delusione raffrontando “le cifre di cui si era parlato” con i numeri, decisamente più contenuti, illustrati oggi dal vertice della finanziaria alle commissioni regionali prima e terza in seduta congiunta. “Non è così. – ribatte il presidente di FinPiemonte  Fabrizio Gatti – Basta vedere alla voce fondi di cofinanziamento bancario per turismo, commercio, artigianato e cooperazione per scoprire che si passa da una media annua di circa 15 milioni ad esattamente il doppio, elevabile fino a 50 milioni”.

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Su quanto esposto da Gatti ai consiglieri regionali, presente anche l’assessore alle Partecipate Giuseppina De Santis, arriva per primo l’apprezzamento del presidente della commissione Attività Produttive, Raffaele Gallo : “Il riconoscimento da parte di Banca d’Italia come intermediario finanziario non è solo un atto formale ma significa avere strumenti nuovi a sostegno delle attività produttive piemontesi. – spiega l’esponente del Pd a Palazzo Lascaris - Il piano illustrato è indubbiamente positivo perché  introduce strumenti più semplici e veloci per finanziare gli investimenti, superando le vecchie istruttorie per bandi  che spesso risultavano troppo complessi e che per molte imprese diventavano barriere burocratiche insuperabili”. Gallo ammette che “il sistema produttivo del Piemonte ha ancora bisogno di sostegno, gli indicatori economici ci mostrano un lieve ripresa economica ed è dovere della Regione Piemonte accompagnare le imprese ad uscire dalla crisi”. E non manca di citare quei numeri che, come illustrato da Gatti, portano all’aumento di oltre 100 milioni di euro la cifra a disposizione, con le varie misure previste, delle imprese per il 2017 rispetto alla disponibilità per il biennio 2015-2017.

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Si passa infatti dai 43 milioni per lo scorso anno e quello precedente, ai 159 stanziati per quello in corso. Più strumenti e maggiore flessibilità nella loro applicazione, così come pure aumenta la platea di beneficiari dei fondi di finanziamento e di garanzia. Solo per citarne alcuni: il supporto all’internazionalizzazione (10 milioni), quello per l’efficientamento dei sistemi di riscaldamento per  condomini (3), e molti altri ancora. “Finpiemonte è tra i principali istituti finanziari in Italia, con il nuovo piano industriale – ha sottolineato nel corso dell’audizione la De Santis - si dota di nuovi strumenti per la gestione dei fondi comunitari  e  individua nuovi modi per sostenere le attività produttive e l’innovazione piemontese”.

Tra le novità illustrate da Gatti ci sono anche i social bond indirizzati a finanziare progetti come quello contro la dispersione scolastica e altri legati al tema dell’immigrazione. “Siamo i primi ad adottarli, in Italia” ha sottolineato il presidente di FinPiemonte, il quale ha inoltre rimarcato la semplificazione delle procedure con il superamento delle lenta e farraginosa procedura dei bandi attraverso l’adozione di più rapidi e facili “avvisi”, divisi per categorie di interesse. Nel corso della seduta a Palazzo Lascaris è stato ulteriormente specificato il cambiamento prodotto dal via libera da parte di Palazzo Koch al nuovo ruolo di FinPiemonte. Due le principali linee di azione della “Cassa depositi e prestiti piemontese”: da una parte la realizzazione delle attività affidate, come l’assistenza tecnica su progetti specifici e la gestione delle agevolazioni, con particolare riferimento agli strumenti finanziari previsti dai fondi europei (private equity, minibond, riassicurazioni e tranched cover, fondo energia, eccetera), dall’altra il ruolo di intermediario finanziario, ma con la possibilità di  partecipare a fondi d’investimento per poi riversare sul sistema Piemonte risorse fresche al servizio dell’economia reale, con l’obiettivo di irrorare il tessuto imprenditoriale, gli enti pubblici e le imprese sociali. Con una meta fissata al 2020: aumentare il capitale complessivo a 600 milioni di euro.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    13:44 Martedì 21 Febbraio 2017 Guido21 Scappellamento a sinistra

    Come se fosse che con anche Eurofidi, che ora non serve più e buttiamo via tutto. Così facciamo banca per due, scappellamento a sinistra, che forse ci viene meglio. Basta che assessora, So-Tutto-Io, non supercazzoli come sempre.

  2. avatar-4
    13:44 Martedì 21 Febbraio 2017 seric Ho capito!!!!!

    Finalmente uno strumento per fare nuovi debiti! Bene, bravo Chiampa

  3. avatar-4
    21:37 Lunedì 20 Febbraio 2017 Antani Tutto chiaro, senza contare...

    ...che la supercazzola prematurata ha perso i contatti col tarapia tapioco

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