Protezionismo contro i cittadini

Da Uber a Flixibus fino a Gtt simboli di un’Italia protezionista contro i cittadini. In questi giorni assistiamo alla protesta dei tassisti contro il rinvio dell’approvazione di norme che, a loro dire, dovrebbero andare a regolare la materia del trasporto pubblico con licenza taxi ovvero a impedire qualsiasi forma di novità che permetta di aprire e liberalizzare un mercato regolato e dominato da sempre dalle potenti lobby politiche che si appellano allo spauracchio liberalizzazione uguale giungla senza regole!

Da subito sono necessarie due precisazioni, primo fra tutte: non intendo prendere di mira la categoria nello specifico, ma penso che la vicenda sia utile per comprendere come queste e altre posizioni protezionistiche vadano a sfavore di tutti noi cittadini consumatori che ne paghiamo il caro prezzo. In seconda battuta dico subito che mi rendo perfettamente conto dei sacrifici che queste persone hanno fatto per acquistare a caro prezzo una licenza, spesso e volentieri ricorrendo anche a mutui sul proprio patrimonio personale, vittime essi stessi proprio di quel sistema protezionista, legato alle licenze pubbliche che essi oggi stanno difendendo con il blocco delle città.

Penso sia bene ricordare che nel lontano 1998 il Governo Prodi decise da un giorno all’altro di liberalizzare tutte le licenze commerciali di medio/piccole dimensioni e che un’intera categoria di commercianti si ritrovò in mano una licenza dal valore nullo, anche in questo caso precedentemente pagata con sacrifici e duro lavoro, senza però protestare o bloccare le vendite e soprattutto senza che alcun partito politico si schierasse a loro favore, figuriamoci figure istituzionali come sindaci di grandi città, trasversali a tutti i partiti, che si affrettano a scendere in piazza a fianco dei tassisti nella speranza di un proprio tornaconto elettorale.

Aggiungiamo la vicenda, sempre di questi giorni, che riguarda il servizio di trasporto autobus low cost, Flixibus, di cui potremmo usufruire ancora per poco se alla Camera verrà confermato l’emendamento, inserito nel decreto “milleproroghe” da alcune sapienti e interessate manine, che ne sancisce di fatto l’illegalità a favore di ben determinate lobby del trasporto locale che nessun interesse hanno per un mercato concorrenziale che faccia emergere il miglior servizio a prezzi più bassi. Eppure basterebbe prendere ad esempio uno dei pochi settori dove si registra un tasso di concorrenza elevato: le telecomunicazioni! Penso che nessuno possa dichiararsi insoddisfatto dell’apertura del mercato degli ultimi anni che ha permesso a tutti noi di ottenere offerte sempre più vantaggiose a colpi di telefonate e giga gratuiti.

Ancora, abbiamo tutti letto la scorsa settimana proprio su questa colonne l’affermazione di Cristina Pronello (presidente dell’Agenzia per la mobilità), a proposito di Gtt, secondo la quale il sistema dei trasporti torinese “… è un mercato chiuso, la concorrenza sarebbe fondamentale per migliorare …”.

 Se i rappresentanti politici decidessero per esempio di mettersi una volta tanto dalla parte di noi cittadini e lasciassero da parte per un momento il proprio tornaconto elettorale a breve, si renderebbero conto che un mercato concorrenziale favorirebbe di gran lunga l’emergere di nuovi servizi a più alta qualità e a prezzo ridotto oltre a incentivare gli operatori presenti sul mercato al rinnovamento che altrimenti in nessun caso metterebbero in atto essendo gli unici a offrire il servizio.

In questi giorni Torino è interessata da continui blocchi della circolazione dei mezzi a causa delle elevate concentrazioni delle polveri inquinanti, perché non incentivare il trasporto pubblico liberalizzando un settore caratterizzato da tariffe troppo elevate per i comuni cittadini? Ovviamente si possono prevedere forme di compensazione per quelli che hanno speso i loro risparmi nell’acquisto di licenze, ma il prevalere dell’interesse di pochi, seppur politicamente importanti, non può prevalere su quelli di tutti noi consumatori.

Coraggio cari politici, abbiate la forza di fare un passo in avanti, qualche settimana di protesta in cambio della gratitudine e del consenso della maggior parte dei cittadini, noi di SiAmoTorino crediamo da sempre nella concorrenza.

*Guglielmo Del Pero, SiAmoTorino

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