De Tomaso, “Dov’è il piano industriale?”

Il ministero del Lavoro ha avviato la procedura per la proroga della cassa, ma attende garanzie dai Rossignolo sugli investimenti. Perplessità sulla solidità del socio cinese

La proroga per il terzo anno della cassa integrazione straordinaria alla De Tomaso «dovrebbe essere supportata da idonee garanzie sull’effettività degli investimenti». Lo ribadisce il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, spiegando di essere ancora «in attesa di riscontri da parte dell'impresa» su questo tema e assicurando che la sua attenzione è concentrata sulla «salvaguardia occupazionale». Il ministro che ha incontrato sabato scorso, seppur irritualmente, i lavoratori di Grugliasco a Biella, a margine del confronto su Prysmian, e sette giorni prima a Torino, negli Uffici del Lavoro di Torino, la famiglia Rossignolo accompagnata dall’avvocato Emanuele Gamna non ha più ricevuto notizie ed è ancora in attesa di riscontri da parte dell’impresa.

«La Cigs per ristrutturazione – riferisce il suo entourage - è stata già autorizzata per un biennio che avrebbe dovuto consentire il rilancio dell’impresa a fronte di circa 91 milioni di investimenti programmati negli anni 2010-2011». In realtà, gli investimenti  sono stati effettuati nella misura parziale di 25 milioni circa, di cui 5 per formazione.

«La proroga per il terzo anno - spiega ancora il ministero - dovrebbe essere supportata da idonee garanzie sull’effettività degli investimenti in una misura idonea al mantenimento dell’attività produttiva e della conseguente salvaguardia occupazionale». A preoccupare è l’identità del nuovo investitore: a quanto è dato sapere Qiu Kunjian, a capo della Car Luxury Investment, società italiana del gruppo cinese Hotyork Investment Group, è un commerciante che opera nella distribuzione e non un industriale. Insomma, vi sono ancora troppi lati oscuri, ma a pagarne le conseguenze non devono essere i lavoratori.

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