ECONOMIA DOMESTICA

L’auto rimette in moto il Piemonte

Cresce ancora la produzione industriale sul territorio regionale (+2,2%) grazie all'ottima performance del distretto di Torino, trascinato dal settore automotive. Soffrono il tessile e l'abbigliamento. L'indagine di Unioncamere

Cresce la produzione industriale del Piemonte e a trascinare la ripresa è il distretto di Torino, il quale a sua volta gode del rilancio dell’automotive. A livello regionale l’incremento, nell’ultimo trimestre del 2016, è del 2,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono sette i trimestri consecutivi di crescita della manifattura piemontese, cui dà un contributo decisivo il capoluogo con un incremento del 4,9%, il balzo più significativo rispetto a tutte le altre province. È quanto risulta dalla 181ª indagine congiunturale realizzata da Unioncamere: “Sebbene lentamente - commenta il presidente Ferruccio Dardanello - il Piemonte prosegue il suo cammino di ripresa. I dati ci consentono di tirare un sospiro di sollievo. Non possiamo ancora parlare di un trend di crescita sostenuta ma stiamo consolidando la ripresa, in atto dal 2015. Sono quasi due anni che la produzione non arretra e questo ci permette di essere fiduciosi, e con noi tutti gli imprenditori”.

Considerando complessivamente l’andamento dell’intero 2016, emerge come la produzione dell’industria manifatturiera piemonteseabbia realizzato una variazione tendenziale media annua pari al +2,2%, consolidando quella del +0,7% registrata nel 2015. L’incremento della produzione industriale si associa ai risultati positivi registrati da altri indicatori come gli ordinativi interni (+2,1%) e quelli esteri (+3,7%). In media, il fatturato totale delle imprese manifatturiere intervistate cresce del 2,3% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2015, con la componente estera che registra una dinamica in linea a quella generale (+2,1%); il grado di utilizzo degli impianti si porta al 66,5%, dal 64,3% del IV trimestre 2015. Insomma, non si vola ma si procede e di questi tempi è già una buona notizia.

I grandi gruppi - L’analisi conferma le tendenze rilevate nel periodo luglio-settembre: le grandi imprese (oltre i 250 addetti) registrano l’incremento più sostenuto (+9,2%), mentre l’output prodotto aumenta dell’1,3% per le piccole imprese (10-49 addetti) e dello 0,2% sia per le micro aziende (meno di 9 addetti) che per le realtà di medie dimensioni (50-249 addetti).

Male il tessile e l'abbigliamento - A livello settoriale, l’incremento dei livelli produttivi non ha coinvolto tutti i comparti di attività economica. Con uno sviluppo del 22,4% rispetto al IV trimestre 2015, i mezzi di trasporto si confermano il settore trainante. Il risultato messo a segno dal comparto è scaturito in primo luogo dall’ottima dinamica della fabbricazione di autoveicoli; anche la produzione di componenti autoveicolari ha registrato un incremento, mentre i livelli produttivi dell’aerospazio sono apparsi, ancora una volta, in flessione. Alle industrie dei mezzi di trasporto seguono quelle del legno e del mobile che, nel IV trimestre 2016, evidenziano un incremento della produzione di circa 10 punti percentuale. Appaiono positive, sebbene inferiori al dato medio regionale, le dinamiche manifestate dalle industrie alimentari (+1,2%), dalle industrie chimiche e delle materie plastiche (+1,0%) e da quelle dei metalli (+0,5%). I livelli produttivi delle industrie meccaniche (+0,1%) e di quelle elettriche ed elettroniche (+0,1%) risultano stabili rispetto al periodo ottobre-dicembre 2015. Flette, infine, la produzione delle industrie tessili e dell’abbigliamento (-2,3%) e degli altri settori di attività manifatturiera (-2,9%).

Soffrono Biella e Vco - La crescita della produzione industriale non ha riguardato la totalità dei tessuti produttivi locali. Anche nel IV trimestre 2016, il comparto manifatturiero piemontese trova in Torino la provincia trainante: le imprese del territorio hanno registrato, infatti, un incremento dei livelli produttivi del 4,9% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2015. Seguono Cuneo (+2,5%) e Novara (+2,3%), per le quali si segnalano risultati in linea con la media regionale. Appaiono positive, benché al di sotto del trend di sviluppo medio piemontese, le dinamiche manifestate dalle province di Asti (+1,7%) e Alessandria (+1,3%). I settori manifatturieri del biellese e del vercellese, invece, registrano rispettivamente cali tendenziali della produzione industriale dell’1,3% e dell’1,7%, mentre una flessione ancora più marcata ha caratterizzato i livelli produttivi del Verbano Cusio Ossola (-3,2%).

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