ECONOMIA

Fisco amico anche in Piemonte

S'insedia il nuovo direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate, Giovanni Sanzò: "Più confronto e meno contenziosi". Accertamenti mirati e lavoro di supporto al contribuente. Nel 2016 recuperati 1,4 miliardi. E per le aziende arriva il bollino blu

Un fisco amico, attento ai contribuenti. Questa la linea dell’Agenzia delle Entrate che guiderà l’azione del nuovo direttore regionale Giovanni Achille Sanzò, di ritorno a Torino dopo le esperienze di direttore provinciale di Trento e Bolzano, e poi ai vertici delle direzioni regionali di Puglia, Abruzzo e Veneto.

Occhi puntati sulla compliance, sull’adempimento spontaneo del contribuente dopo le verifiche su eventuali irregolarità, e meno sui contenziosi, come voluto dalla direttrice nazionale Rossella Orlandi, a capo dell’agenzia del Piemonte fino al 2015, anno in cui ha sostituito Attilio Befera negli uffici centrali di Roma. Anche Sanzò preferisce il confronto alla contrapposizione: “Posso dirlo con cognizione di causa - spiega -: quello che era il concetto del passato, la contrapposizione tra fisco e contribuente, è cambiato tanto. Il mondo fiscale-tributario è molto complesso e applicare una norma non è sempre facile”. Non si tratta di contraddittori tra due parti, ma di confronti: “Bisogna fare in modo che il cliente esponga la sua situazione e che si trovino migliori soluzioni possibili”.

Seguendo questa pratica in Piemonte l’Agenzia ha inviato 25mila lettere di compliance per evitare il contenzioso: “In queste lettere noi dell’amministrazione finanziaria diciamo di essere a conoscenza di una certa situazione fiscale e chiediamo al contribuente di sapere se i dati sono corretti o se ci sono delle correzioni documentate”. Al termine, sostiene Sanzò, “c’è una percentuale molto alta di contribuenti che capiscono la correttezza delle norme applicate”. L’apertura è rivolta anche alle aziende, che potranno contare sul tutoraggio offerto da alcuni dipendenti dell’Agenzia delle entrate come “consulenti” in maniera fiscale: “Periodicamente ci si incontra con rappresentanti dell’azienda per dire come migliorare lì dove ci sono delle criticità”. Alla fine, se l’azienda è sana, arriva anche un “bollino blu”.

Gli accertamenti sono meno diffusi. “Da un po’ di anni l’Agenzia delle entrate punta più sulla qualità che sulla quantità - continua il nuovo direttore -. Si tratta di fare più accertamenti di rilievo e meno accertamenti dai frutti più magri”. Per farlo gli agenti partono dall’analisi del rischio: “Si analizzano i soggetti che hanno degli indici di evasione, ci si dirige su di loro e poi viene effettivamente riscontrata l’evasione”.

Nel complesso, il lavoro svolto in questi anni sotto la guida dei suoi predecessori è buono: “L’indice di vittoria per valore è dell’87 per cento. Dimostra la bontà dei nostri accertamenti, eseguiti non soltanto per fare numero”. Nel 2016 in Piemonte sono stati recuperati quasi 1,4 miliardi di euro dal contrasto all’evasione fiscale e di questi ben 349 milioni arrivano dalla voluntary disclosure, facendo della nostra regione la seconda in Italia per capitali rimpatriati.

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