Sanità “a gratis”

Girovagando tra i canali Tv, in un raro momento di pausa, sono incappato in un talk show che si occupava della sanità italiana evidenziandone il degrado, anche nel nord Italia, mandando in onda un servizio sul disastrato pronto soccorso delle Molinette di Torino. L’esito mostrato dal servizio giornalistico, per chi non è obnubilato dalla propaganda collettivista, non può che apparire scontato. Per quanto possa dispiacere della situazione, perché prima o poi chiunque di noi avrà necessità di cure mediche, la realtà è questa.

Gli stati nazionali per la loro stessa struttura, che è totalitaria nel senso di volersi occupare di tutto e tutti, oltre alle inevitabili conseguenze sulla contrazione della libertà individuale, sono destinati agli esiti fallimentari mostrati dal servizio in Tv. Per occuparsi di tutti i problemi “dalla culla alla tomba”, come nota espressione, la spesa pubblica non può che aumentare continuamente, con le ovvie conseguenze di una tassazione ipertrofica che distrugge il tessuto economico e l’inefficienza e inefficacia dell’azione statale con i collaterali di sprechi e corruzione. Sarò ripetitivo, ma credo che sia evidente ai più, che se un lavoratore si trovi cento euro in più o meno in busta paga regolerà di conseguenza i suoi consumi. Sul fronte dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione statale risulta che al crescere delle funzioni diminuiscano in maniera crescente: nessuna organizzazione può occuparsi di tutto e di tutti.

Gli esiti disastrosi della sanità pubblica mostrati in Tv sono inevitabili se si continua ad espandere la spesa pubblica. L’esito finale dell’espansione delle funzioni pubbliche non può che essere il collasso dello Stato, con terribili conseguenze per i cittadini, come è avvenuto nell’Unione Sovietica e come sta avvenendo in Venezuela e come stava succedendo nei paesi scandinavi negli anni novanta quando sono corsi ai ripari con privatizzazioni, liberalizzazioni e riduzione delle tasse.

A queste considerazioni generali bisogna aggiungere quelle particolari sulla sanità pubblica italiana. Non ci è dato sapere se per ingenuità o per malafede, ma la giornalista televisiva su Rai 2 ripeteva il mantra che la sanità in Italia è gratis e da tutti accessibile, al contrario degli Stati Uniti dove essendo a pagamento non è a disposizione di tutti. Non mi pare che negli Stati Uniti i malati muoiono per strada e se fosse veramente un posto così terribile come viene descritto, non si capisce la necessità di completare il muro che separa Stati Uniti e Messico. A parte l’esistenza di programmi statali per poveri e anziani, nella tanta bistrattata America esistono una miriade di enti di beneficenza privati che forniscono cure mediche agli indigenti.

Fra le più grosse bugie che si raccontano in Italia c’è quella della sanità gratuita, come se le tasse versate al sistema sanitario nazionale da lavoratori ed imprese fossero noccioline e non denaro sonante. Se i dipendenti ricevessero il lordo in busta paga e poi versassero di loro mano le varie imposte, si renderebbero ben conto dell’esosità della tassazione e della “gratuità” della sanità italiana. Molti chiederebbero di avere i soldi indietro e sottoscriverebbero una polizza sanitaria risparmiando ed accedendo a cure mediche migliori e anzi, tenderebbero a curarsi di più al contrario di quello che succede ora, che fra ticket ed inefficienza del servizio sanitario, spesso si rimandano controlli medici.

Oltre a questo primo pagamento c’è il secondo che è il ticket che negli ultimi anni è andato crescendo. Ormai alcuni ticket sono così cari che è facile trovare analoga prestazione in strutture private a prezzi pari o addirittura inferiori. Sarà anche merito della crisi economica e della concorrenza, ma di fatto per molte prestazioni è più conveniente rivolgersi ai privati. Con le tasse che si pagano non si dovrebbero proprio pagare i ticket.

E non è finita qui. C’è una terza forma di pagamento della sanità pubblica, per quanto indiretta, legata alla sua inefficienza. Se anche nella efficiente sanità lombarda è necessario aspettare mesi per alcune prestazioni, si è costretti, volenti o nolenti, a rivolgersi a strutture private pur di avere un referto in tempi brevi. Per quanto possibile ognuno cerca di curarsi nel modo migliore possibile.

Se tutto questo vi sembra gratis…

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