CONGRESSO PD

“Riformismo di popolo”
Fassino detta la linea

L'ex sindaco di Torino aggiorna in chiave renziana la vocazione maggioritaria del Pd veltroniano. E la platea gli tributa gli onori da "padre nobile". Messaggio alla sinistra: "Senza di noi non si arriva a governare il Paese"

“Non fatemi commuovere all'inizio del discorso...”. Accolto da un’ovazione della sala renziana del Lingotto, pari almeno a quella che ieri ha salutato l’endorsement di Sergio Chiamparino, Piero Fassino si conferma come figura centrale per i futuri assetti del Pd, ben più di certi capi corrente. All’ex sindaco di Torino, infatti, viene riconosciuta non soltanto la caratura del politico di rango, quanto soprattutto una sorta di primogenitura, da padre nobile del partito democratico. E l’ultimo segretario dei Ds ha proprio centrato il suo intervento sui destini di un Pd che pare abbia smarrito la bussola, rischiano già di mandare in soffitta la breve stagione riformista segnata da Matteo Renzi.

“Noi siamo venuti qui con una speranza che è anche un obiettivo: riprendere la nostra iniziativa politica per evitare il rischio di implosione e stagnazione e il declino del Paese – ha esordito –. Siamo qui con la consapevolezza che il lancio del progetto del Pd è oggi l’unica speranza che possiamo offrire per combattere l’insicurezza generata dalla crisi”. Nessun amarcord per Fassino, neppure per quella vocazione maggioritaria che vide i natali proprio qui, nell’ex fabbrica degli Agnelli. “Noi abbiamo bisogno di partire da qui, abbiamo bisogno di un partito, abbiamo bisogno di un partito che è democratico non per una connessione di poteri ma perché mette insieme i valori e perché mette nell’unità la stessa forza con cui sostiene le sue passioni. Noi siamo tornati qui – ha spiegato – non per nostalgia o per la rincorsa del tempo perduto, siamo qui perché da qui è partito quel progetto che oggi se lo guardiamo, è ancora più valido di dieci anni fa”.

La vocazione maggioritaria “continua ad essere indispensabile, non è autosufficienza, ma una forza aggregante per costruire un campo più largo”, ha proseguito rivolgendosi in particolare a quelle forze che stanno aggregandosi a sinistra, attorno al’ex sindaco di Milano. “Se è vero quello che dice Pisapia che il Pd non esaurisce il campo progressista, è vero anche senza Pd quel campo non avrebbe la speranza di diventare maggioranza del Paese”. Lapalissiano, ma incontrovertibile. “Oggi ancora di più abbiamo bisogno di un grande partito, dopo il referendum c’è un rigurgito di frammentazione, gli eco della scissione, chi ci propone di tornare alle antiche case, quindi ancora di più c’è l’esigenza di scommettere sul Pd. L’obiettivo resta la vocazione maggioritaria, i pericoli di frammentazione sono davanti a noi ed ancora più grande è il rischio di un sistema politico che genera incertezza. Questo ci induce a rilanciare con forza un progetto che abbia al centro una legge elettorale che deve garantire la rappresentanza, ma anche stabilità al Paese”.

Va aggiornata l’agenda politica, ma anche il quadro dei valori tradizionali di una forza di sinistra deve tener conto del contesto sociale ed economico. “La sinistra ha costruito la sua forza su un trinomio: sviluppo, lavoro, diritti. Un messaggio forte in cui si sono identificati milioni di donne e uomini. Sono parole messe in discussione dalla crisi di questi anni, si è rotta la linearità, siamo passati a una società dei lavori con meccanismi di insicurezza e incertezza che si ripercuotono sulla vita quotidiana”. A partire dalla questione dell’immigrazione, “vissuta da una grande parte della popolazione con scetticismo, quando non con paura” il Pd negli ultimi tempi ha misurato sulla propria pelle “la difficoltà a intercettare l’inquietudine della popolazione che non si sentiva rappresentata, che non sapeva da chi essere rappresentata. Il populismo, la destra richiedono una risposta alla chiusura, alle frontiere, ai muri. Noi abbiamo un’altra idea, una sinistra che non abbia paura. Che abbia la capacità di misurarsi con la realtà. Perché siamo nati per cambiare il mondo, la storia è in movimento. Se siamo qui è perché noi siamo il cambiamento”, ha aggiunto.

Un progetto politico deve però fare i conti con il consenso: “Il riformismo dall’alto è un riformismo senza popolo. La riforma è condivisione, cittadinanza attiva, è partecipazione democratica. Perché il cambiamento va gestito. La politica riformista non si fa senza un forte soggetto riformista che la fa vivere”. Standing ovation. E nell’applausometro del Lingotto la sfida con l’altro ex ragazzo di via Chiesa della Salute finisce pari.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    14:28 Lunedì 13 Marzo 2017 dedocapellano Piero Fassino fai due passi indietro..... per il bene del PD!

    Fassino è quel Fassino che è riuscito in una missione difficilissima:"perdere a Torino contro una candidata quasi sconosciuta e priva di esperienza come Chiara Appendino"! i casi sono due : o il prode Fassino era d'accordo con la Appendino oppure è ora che si faccia veramente da parte.......non per l'età ma per la incapacità di valutare le situazioni per quello che sono!

  2. avatar-4
    23:21 Domenica 12 Marzo 2017 ALIENO1951AC NULLA DA IMPARARE DALLA SFILATA DEI PILASTRI VECCHI E NUOVI DEL PD TORINESE

    SI SONO FATTI SFILARE LA FIAT DALL'ITALIA E NON NON HANNO CHIESTO NEPPURE 100 MILIARDI DI EURO DI RISARCIMENTO DAL 1899 AD OGGI RICEVUTI DALLO STATO ITALIANI DI CONTRIBUTI... E' COME SE UN LADRO TI SFILA IL PORTAFOGLIO E TU NON SOLO GLI VAI DIETRO A RINGRAZIARLO, MA LO VAI ANCHE A TROVARE IN AMERICA PER BACIARGLI LA PANTOFOLA... A MIRAFIORI DA 55.000 PRIMA A 2.500 CIRCA OPERAI OGGI... LASCIANDO PERDERE IL VALORE ILLIMITATO KNOW-HOW... PER FORTUNA UN PEZZETTO DI GM E' A TORINO PER IL FUTURO DEI NS. GIOVANI... QUANTI CIAPAQUAIE AL LINGOTTO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. avatar-4
    17:47 Domenica 12 Marzo 2017 tandem Fassino che prevede? Siamo a posto. .....

    Le previsioni di Fassino sono ormai famosissime e molto apprezzate dai nemici del PD. "Senza di noi non si arriva a governare il Paese"? Renzi dovrebbe consultare un esorcista... :-)

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