POLITICA & GIUSTIZIA

Corgiat a processo sulla via della Seta

La procura di Torino ricorre contro l'assoluzione dell'ex sindaco di Settimo Torinese, accusato di turbativa d'asta nell'operazione per la privatizzazione dell'azienda dei rifiuti

Torna in aula l’ex sindaco di Settimo Torinese Aldo Corgiat, il quale forse aveva festeggiato troppo presto la sua assoluzione nell'aula consiliare della sua città, assieme ad amici e supporters. Oltre all’esponente del Pd - tra i protagonisti della scissione, seppur formalmente ancora in possesso della tessera - dovranno tornare davanti ai giudici il direttore di Seta Teresio Asola, il presidente del Consorzio di Bacino 16 Pier Luigi Avataneo, il presidente della commissione di gara Stefano Maggio e i membri Piero Cena, Matteo Tricarico e Susanna Dell'Aglio, insieme agli imprenditori Paolo Brambilla, Antonio Ciccone, Alessandro Facciolo, Francesco Margiotta, Paolo Perino e Antonio Stillitano. Tutti loro erano stati assolti l’8 febbraio 2016 dal tribunale di Torino al termine del processo sulla presunta turbativa d’asta commessa nel 2012 per trovare un socio privato capace di comprare il 49 per cento di Seta, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti nei comuni della cintura nord del capoluogo piemontese. Tuttavia la procura ha fatto ricorso e domani  comincia il processo davanti alla Corte d’appello.

 A firmare il ricorso è stato sostituto procuratore Andrea Padalino, che aveva coordinato l’inchiesta sui contatti tra amministratori pubblici e imprenditori finalizzati alla ricerca del socio privato di Seta. Il pm contesta l’assoluzione perché a suo avviso il tribunale non ha valutato la vicenda nella sua interezza e non ha “valorizzato i numerosi e significativi elementi probatori emersi”. Anzi, secondo il procuratore, il tribunale avrebbe compiuto un’ “opera meticolosa e certosina di sistematica sottovalutazione di molteplici aspetti della vicenda”.

Da quelle prove - scrive Padalino nel ricorso - “emerge in maniera palmare la messinscena orchestrata da Corgiat, vero dominus dell’intera vicenda”, mentre Francesco Margiotta sarebbe stato il suo “braccio operativo” che intrattiene i contatti con i possibili acquirenti. Tra questi ce n’è uno, che non è stato accusato dalla procura, che il senatore Stefano Esposito definisce “un ottimo pagatore della politica” nel corso di una conversazione con l’ex sindaco settimese. Si tratta di Pietro Colucci, a capo della Waste e della Smc, “ora diventata socio di Seta”: “Il sospetto che Colucci abbia forse saldato un debito con quella politica di cui è buon pagatore, pare lecito”, scrive Padalino. Colucci non è stato coinvolto nel procedimento.

Molte sarebbero le violazioni, ritenute mere violazioni amministrative e non pensali dal giudice Andrea Natali, autore della sentenza di assoluzione. Tra queste ci sarebbe anche la partecipazione della Pianeta, società partecipata del Comune che è consorziato di Seta. “Questa è una delle tante violazioni al disciplinare di gara sintomatica dell’accordo collusivo tra i soggetti pubblici e quelli privati”, continua il pm.

Le difese sono pronte a battersi per confermare l’innocenza dei loro clienti: “Difficile dire che è stata turbata o impedita una gara in cui non si è presentato nessuno - afferma l’avvocato Alfredo Caviglione, difensore dell’ex sindaco di Settimo Torinese -. A Corgiat non si può contestare niente, tuttalpiù ha cercato di ampliare al massimo la platea di interessati”.

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