AZZURRI

Forza Italia fa melina,
l’arrocco di Villa Arzilla

Berlusconi vuole rinnovare “al 90%” il partito ma l'intendenza locale fa resistenza passiva. La vecchia guardia teme e si mette di traverso. Nel mirino Porchietto che però ha costruito una rete di relazioni che arrivano sino alla corte di Arcore

Se le parole possono essere pietre, quelle pronunciate da Silvio Berlusconi parlando ai giovani hanno avuto l’effetto di un macigno gettato nello stagno fangoso del partito piemontese. “Voglio presentare una Forza Italia rinnovata al 90%. C’è già in corso una selezione dei giovani con noi da anni che hanno le caratteristiche necessarie per andare a coprire incarichi di alta responsabilità” ha detto l’ex cavaliere gettando nel panico quel club di Villa Arzilla che in Piemonte coincide con gran parte dell’apparato dirigente berlusconiano, a partire dal coordinatore Gilberto Pichetto, per proseguire con l’altro ragazzo (ai tempi fulgidi dello scudocrociato) Ugo Cavallera. Non sono un mistero le ambizioni parlamentari di entrambi che a dispetto dell’età da panchine preferiscono la panchina da mister (uno regionale, l’altro nel suo feudo alessandrino) pronti a tornare in campo, ovviamente “se me lo chiedono”, e tenendo per questo i muscoli caldi in vista della politiche. Due evergreen cui potrebbe aggiungersi un altro pressoché coetaneo come l’ex assessore regionale Angelo Burzi.

La svolta generazionale annunciata da Berlusconi, nella sua declinazione di rinnovamento, tocca pure – con l’effetto di un fascio di rovi – gli attuali parlamentari incominciando dal senatore Lucio Malan su cui pende la spada di ben cinque legislature all’attivo. Un’atmosfera a dir poco tesa, insomma, quella provocata dall’uscita del sultano di Arcore e la cui risposta che arriva dal Piemonte è illuminante: mentre da tutte le altre regioni i coordinatori hanno già preso a inviare nomi e curricula così come richiesto da Palazzo Grazioli, ad Andrea Ruggeri, il sempre più potente nipote di Bruno Vespa (e compagno di Anna Falchi) cui Silvio ha affidato il casting (non solo per selezionare, come in passato, i volti più validi da mandare in tivù per Forza Italia), da Pichetto non è ancora arrivato neppure un nominativo. Ancora effetto dello shock per la finta scagazzata di piccione che ha mascherato un borseggio ai danni dell’ex omino coi baffi, semplice conferma del bogianen o, come si vocifera, imbarazzo e tentativi di prendere tempo per non creare ulteriori tensioni nella nomenclatura azzurra piemontese?

Perché le tensioni, quelle, non mancano. Non da oggi, ma certo l’approssimarsi delle elezioni non può che alzarne il livello. Così quella che nei giorni scorsi è stata promossa e poi descritta come una riunione in cui fare il classico punto della situazione tra parlamentari e consiglieri regionali non è riuscita a celare la motivazione reale: tentare (senza successo) di frenare la galoppata, più o meno in solitaria, di Claudia Porchietto verso la mai nascosta meta della candidatura alla presidenza della Regione nel 2019, passando da un seggio parlamentare da conquistare il prossimo anno.

Attorno al tavolo oltre alla stessa Porchietto, c’erano l’europarlamentare Alberto Cirio, anch’egli attratto da Piazza Castello e forse pure da un seggio a Montecitorio (ma va bene pure Palazzo Madama) vista l’erosione del suo collegio messa in atto con metodo dal lombardo Stefano Maullu, la senatrice Maria Rizzotti, ovviamente Pichetto e Daniela Ruffino, pure lei data pronta per un’avventura romana nel caso Osvaldo Napoli decidesse di farsi bastare lo scranno in Sala Rossa e incarichi nel partito (come in Anci) che continuano a vederlo percorrere la rotta Torino-Roma come se nulla fosse cambiato rispetto a quando era onorevole. Nessun processo per carità, solo una morbida moral suasion alla quale la Porchietto avrebbe fatto orecchie da mercante. A suscitare più di una preoccupazione, in quasi tutti – sia pure a vario titolo – i presenti all’incontro, oltre all’iperattivismo della consigliera sarebbero non di meno le alleanze e gli endorsement di alto profilo che la Porchietto va incassando. Il sostegno che avrebbe ottenuto ai suoi piani di battaglia da parte della Rizzotti è roba che chi ben conosce il link diretto che la senatrice ha con Berlusconi non sottovaluta affatto. Non meno rilevanti i contatti con l’ex ministro Maria Stella Gelmini e con il fondatore del movimento Idea, nonché della fondazione Magna Carta, ovvero il senatore Gaetano Quagliariello, tornato nelle grazie del Capo. Appoggi pesanti, alcuni dei quali molto vicini a Silvio, su cui Porchietto può basare la lunga (ma poi mica troppo) marcia di avvicinamento alla candidatura per la guida della Regione verso cui lanciarsi dal trampolino parlamentare.

Certo pure per lei, in teoria, ci sono le forche caudine di quel rinnovamento “al 90%” annunciato da Silvio che ai giovani azzurri ha detto: “Dovete essere i nostri protagonisti del futuro, i nostri nuovi volti che andranno in tv a difendere le nostre idee”. Una prova che per la Porchietto potrebbe risultare meno complicato superare rispetto ad altri, proprio in virtù di quella tela di sostegno che va tessendo da tempo e che, alla fine, non è sfuggita a chi non riesce a nascondere di temerla. E per questo ha cercato (e cercherà ancora) di frenarla. A quanto pare senza riuscirvi.

Tant’è che mentre dal vertice piemontese di Forza Italia non è partita alcuna segnalazione per il casting delle candidature, aprendo il rischio di vedere nuovamente la regione come un campo di atterraggio per paracadutati, ad arrivare a Torino ieri sera per incontrare, guarda un po’, proprio la Porchietto è stata Laura Ravetto. La parlamentare è eletta in Lombardia, ma le sue origini cuneesi potrebbero essere di conferma a voci che si rincorrono, tra brividi lungo la schiena, negli ambienti azzurri piemontesi e che la indicherebbero come probabile capolista a Cuneo. Ancora non si sa quando e con quale sistema elettorale si voterà, ma nel frattempo ci si attrezza con le diverse variabili. Di certo c’è il filo rosa che unisce Ravetto a Gelmini e che tornerebbe anch’esso utile alla consigliera regionale. Un filo assai consono a dar vita a un twin set per l’arrembante Porchietto. Mica sciarpe e berretti per quelli di Villa Arzilla.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    10:00 Giovedì 16 Marzo 2017 daniele galli Caro Gil trattasi di cuore ingrato

    come i gatti, giunto alla settima vita, il Cavaliere, forse ispirandosi a Dorian Gray, ringiovanisce il partito e se stesso. Lo slogan elettorale vertirà su "Più fotogenia per tutti"

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