ECONOMIA DOMESTICA

Voucher, irresponsabile abolirli

Artigiani, commercianti, pmi: tutte le organizzazioni della piccola impresa contro la decisione di cancellare i buoni-lavoro. "Un governo lontano dal paese reale", "A pagare saranno i soggetti più deboli". Api invita a farne incetta e usarli fino a fine anno

Un “grave errore”, frutto di una “decisione irresponsabile” che marca una netta “distanza della politica dalle esigenze delle imprese”. Questi i toni con cui le principali organizzazioni imprenditoriali accolgono il decreto legge per l’abolizione dei voucher varato oggi dal Consiglio dei ministri. “La cancellazione totale dei voucher per tutte le imprese e per le famiglie è un grave errore da parte di questo Governo, una resa a chi ha voluto ideologizzare lo strumento buoni-lavoro secondo un’idea novecentesca del mercato del lavoro che non ha più riscontro nella realtà”, afferma Dino De Santis, presidente Confartigianato Torino. E a chiamare direttamente in causa la Cgil, promotrice del referendum, è anche il collega Corrado Alberto, presidente di Api: “Quanto deciso dal Governo è la negazione di una razionale politica economica e industriale. È sorprendente che si dia ascolto e spazio a chi (dovrebbe tutelare il lavoro e i lavoratori e invece adotta scelte e comportamenti che vanno esattamente nella direzione contraria. Lo sottolineo: occorre chiedersi i motivi del comportamento di un sindacato che in questo modo priva i lavoratori di uno strumento che garantiva chiarezza, pagamento dei contributi e assicurazione per gli infortuni”. In Piemonte il numero annuo si attesta sui 200 mila voucher e vengono utilizzati soprattutto nelle province di Cuneo, Alessandria, Asti e Torino e usati in gran parte in agricoltura, nel commercio di vicinato e dai piccoli artigiani soggetti alle intemperie della stagionalità.

Un dietrofront, quello dell’esecutivo Gentiloni, che contraddice le pur timide ispirazioni riformatrici: “Siamo stupiti che il Governo che ha varato il Jobs Act e ha avuto il coraggio di mettere in discussione il totem dell’articolo 18 - osserva De Santis - finisca per cedere per paura di un referendum. Più volte ci siamo espressi a favore di un corretto utilizzo dei voucher, siamo consapevoli che ci siano stati abusi e che fosse opportuno riportarli alla loro natura originaria di strumenti per remunerare prestazioni saltuarie ed occasionali. Ma i voucher servono alle micro e piccole imprese per coprire esigenze di lavoro improvvise e non programmabili che non giustificano altre forme di contratto stabile e in questi anni hanno offerto opportunità di occupazione e di guadagno regolamentato e tracciato. Evidentemente se si crede che un piccolo imprenditore o una famiglia non potendo ricorrere ai voucher, assumerà i lavoratori a tempo indeterminato o con altre forme contrattuali stabili, sbaglia. Quindi a pagare saranno ancora una volta i soggetti più deboli”. Per questo Api invita ad acquistare quanti più voucher possibile per poterli usare da qui alla fine dell’anno e quindi rispondere comunque ai picchi di lavoro. 

Il governo ha ceduto allo “spauracchio” della Cgil, facendosi intimidire da una consultazione che le forze politiche della maggioranza temevano come un nuovo 4 dicembre, ma ha assunto una decisione “irresponsabile”, afferma  il segretario di Cna Torino, Paolo Alberti. “Migliaia di persone impegnate in lavori saltuari perderanno future opportunità di lavoro o precipiteranno nell’economia sommersa. E ci dicono che stanno lavorando nell'interesse del Paese”. Parole amare come quell’interrogativo affidato a un post su Fb dalla presidente dell’Ascom e vicepresidente di Confcommercio nazionale, Maria Luisa Coppa: “Perché la politica è così distante dalle esigenze delle imprese, specialmente delle piccole e medie imprese?”.

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