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“Così si ammazza il Csi”

Regione contro i tagli del Comune di Torino al consorzio informatico. L'assessore De Santis: "Mettono in pericolo la sopravvivenza della società". Sullo sfondo le perplessità dei grillini sulla privatizzazione

“Il comportamento del Comune di Torino sul Csi mette a serio rischio la sopravvivenza del consorzio”. Sul consorzio informatico pubblico, interessato da un processo di parziale privatizzazione, attraverso una procedura chiamata “dialogo competitivo”, si sbriciola la concordia istituzionale che regna tra Palazzo Civico e Regione Piemonte. Ad attaccare l’amministrazione pentastellata è l’assessore alle Partecipate Giuseppina De Santis, la quale, rispondendo a un question time del consigliere grillino Federico Valetti, ha contestato i tagli di Chiara Appendino sul Csi, una sforbiciata sul contributo che passa da 21 a 16,5 milioni. Una mazzata che la società guidata da Riccardo Rossotto potrebbe non riuscire a sostenere, proprio mentre è impegnata in un complesso processo di dismissione.

Indipendentemente dall’esito del negoziato per la cessione di quote del consorzio (ammesso che la procedura procederà così come è stata immaginata), con una riduzione di quasi cinque milioni “si mettono a rischio posti di lavoro” fanno sapere dagli uffici dell’assessorato regionale.

A monte di un atteggiamento quasi ostile ci sarebbero le perplessità che, sin dall’inizio della privatizzazione, ha manifestato l’amministrazione torinese, prima con la giunta Fassino e ora con il nuovo corso a Cinque Stelle. Nei giorni scorsi, inoltre, è arrivato anche un altolà dell'Anticorruzione, interpellata unilateralmente da via Milano, in cui è stata definita l'impossibilità di affidare direttamente i servizi che oggi il Csi svolge per gli enti locali, quando sarà avvenuta la privatizzazione.

Il tutto mentre la società sta preparando l’assemblea di giugno in cui i soci dovranno stabilire il modello di dialogo su cui far confrontare i tre soggetti interessati a subentrare: un raggruppamento di imprese guidato da Dedalus, quello capitanato da Ericsson e il colosso Engineering. Il vero tema, secondo la Regione, è che da un lato il Comune, attraverso la sua assessora Paola Pisano,  si sta mettendo di traverso alla privatizzazione, dall’altro non ha ancora proposto una strategia alternativa per un ente con 1.100 dipendenti che da anni traballa. E il tempo, giunti a questo punto, non è più una variabile indipendente sui destini di corso Unione Sovietica.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    10:55 Mercoledì 29 Marzo 2017 tandem Al di la.....

    Al di la di chi sia a favore o contro, è incredibile l'incapacità della politica, in generale, di prendere una decisione. Sono ormai anni che va avanti questo balletto, serve non serve, lo chiudiamo, ce lo teniamo ecc ecc. Di certo il non decidere crea più sperpero che non prendere una decisione, qualunque essa sia....

  2. avatar-4
    00:16 Mercoledì 29 Marzo 2017 Raringas La vogliamo smettere con questa pantomima?

    Ecco di nuovo il mantra del C.S.I. che lo vogliono chiudere, che lo vogliono aprire, ma chi se ne importa se la posta elettronica alla Regione la darà il C.S.I. o Google o se della rete se ne occuperà il C.S.I. o Telecom!!!! Queste cose si comprano da chi le offre al prezzo più basso, non da chi mi sta più vicino o fa i girotondi in piazza. Se tutto quello che può fare il C.S.I. è mettersi in competizione con aziende specializzate che danno questi servizi allora per forza è da chiudere. Allora il C.S.I. ha sbagliato strada, ha giocato con le tecnologie invece di pensare su che strada svilupparsi. Sapete quanta gente nel settore metalmeccanico ha mandato via la Fiat FCA? E cosa volete che siano qualche centinaio di informatici obsoleti in più? Dobbiamo tenerci della gente assunta in base a clientele? E sai che novità, siamo in Italia, mica in Germania. Si può sempre dargli una pala e mandarli a spalare la neve d'inverno in montagna. Così la Regione risparmia sul gasolio degli spazzaneve. E lasciate un pò di spazio a chi sa lavorare.

  3. avatar-4
    23:15 Martedì 28 Marzo 2017 allaAlla Sedotti e abbandonati

    Ma poveri dipendenti del csi, prima con Rovaris sembravano emanazione diretta del pci-pds-pd, poi con Decapitani e Moriondo sono diventati Lega dura e senza paura, poi speravano di trovare dei nuovi genitori adottivi nel M5S, che però purtroppo ohimè li sta abbandonando dopo le promesse elettorali. ma si sa, quando l'ego è spropositato, ti porti da solo in palmo di mano e sei il fiore all'occhiello dell'informatica nazionale magari ti sopravvaluti un cicinin e quindi.... ohibò ohilà ma l'Appendino ci chiuderà? Ubbiribì Ubbiribà che cattiva la sindacà. che strano però, quindi non basta avere i protettori politici ma bisogna pure sapere lavorare? Incredibile! Vergogna !!1! Uccipicchiola ma nessuno lo aveva detto alle maestranze prone e supine del csi, altrimenti si preparavano per tempo, magari magari studiavano. Ma e ora adesso che facciamo? Tutti sul pd di nuovo che ci difende in consiglio comunale. Grazie La Volta che sei il paladino dell'informatica pubblica unita a banda larga open source del csi gogamigoga La Volta pensaci tu... ah ma tu La Volta ci volevi chiudere prima della sindaca? Ah ma allora ci prendi in giro? Ah ma allora non ci vuole più bene nessuno? Ridatece, anzi ridateje, Berlinguer!!!!!!!!!

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