SANITA' & POLITICA

Niente referendum sugli ospedali

Il Consiglio regionale respinge la richiesta di consultazione popolare sulla delibera di riorganizzazione ospedaliera. "Sottratto un pezzo di sovranità agli elettori piemontesi", attacca il centrodestra

La tanto contestata riforma ospedaliera non sarà sottoposta al vaglio dei piemontesi. Il Consiglio regionale del Piemonte ha, infatti, respinto la richiesta di referendum di iniziativa popolare per abrogare la delibera 1-600 di riorganizzazione della rete ospedaliera varata dalla giunta Chiamparino nel 2014. La richiesta, supportata da una raccolta di firme promossa dal “Comitato di difesa degli ospedali”, capeggiato dal consigliere regionale Gian Luca Vignale (Mns), era già stata giudicata inammissibile lo scorso 16 febbraio dalla Commissione regionale di Garanzia. Alla discussione che ha preceduto il voto dell’Aula è stata dedicata la gran parte dei lavori di oggi in aula.

Il motivo del diniego della consultazione popolare, hanno spiegato nei loro interventi gli esponenti della maggioranza e l’assessore alla Sanità Antonio Saitta, è che per la legge regionale non si possono sottoporre a referendum provvedimenti regionali eseguiti in applicazione di leggi dello Stato. Ed è proprio questo, a giudizio del centrosinistra, il caso del riordino degli ospedali varato dalla Giunta regionale del Piemonte. “È –  ha sottolineato Saitta –  che altre strade non erano possibili”

L’opposizione di centrodestra stigmatizza quella che a loro pare una mancanza di coraggio, sottraendo ai piemontesi la possibilità di esprimersi sulla gestione della sanità regionale. “In Consiglio – ha spiegato Vignale – portavamo la voce di oltre tremila cittadini e amministratori locali che chiedevano di poter raccogliere le 60 mila firme necessarie per l’indizione di una consultazione referendaria, su una delibera che ha stravolto la sanità piemontese. Purtroppo  questa maggioranza ha, nuovamente, preferito nascondere la testa sotto la sabbia, negandosi al confronto con i cittadini e chiudendosi in motivazioni tecniche, frutto della paura o della certezza di perdere il referendum”.

Il governo Chiamparino ha cantato “Bella Ciao” alla democrazia, attacca Gilberto Pichetto, capogruppo di Forza Italia. “La loro allergia e idiosincrasia nazionale per i referendum e le consultazioni elettorali si é abbattuta anche a livello locale proibendo ai cittadini di esercitare un diritto che é previsto dallo Statuto della Regione”. Il timore di un esito sfavorevole, sospetta l’esponente azzurro, ha indotto il Pd e il centrosinistra a schierarsi contro l’indizione del referendum. “Credo sia un diritto dei piemontesi potersi esprimere – conclude Pichetto – perché una delibera come quella della revisione della rete ospedaliera qualifica una Giunta e la sua maggioranza, e quindi deve essere valutata e giudicata dai cittadini. Oggi il centrosinistra ha sottratto un pezzo di sovranità agli elettori”

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1 Commenti

  1. avatar-4
    22:23 Martedì 28 Marzo 2017 tandem Sfascisti arroganti....

    Hanno sfasciato la sanità piemontese e hanno paura delle responsabilità. Saitta a casa!

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