PALAZZO CIVICO

Appendino ha poco da sindacare

Mentre l'ala più dialogante del Pd offre una sponda alla sindaca e invoca una trattativa con il governo, c'è chi si mette di traverso. Esposito con la Boschi: "Quei soldi non ci spettano". Sindacati in piazza

“Quei soldi non ci spettano, e io mi metterò di traverso a qualunque tentativo di inscenare un mercato delle vacche”. La querelle intorno ai 61 milioni che Chiara Appendino reclama al governo come indennizzo dei tagli sulle compensazioni Ici-Imu assume un carattere nuovo dopo le dichiarazioni di Maria Elena Boschi e soprattutto la nota di Luigi Marattin, consigliere economico di Palazzo Chigi, che spiega perché l’esecutivo non darà quelle risorse alla Città. A schierarsi con i due, in modo netto, è il senatore dem Stefano Esposito, che oggi ha partecipato alla manifestazione dei sindacati di fronte a Palazzo Civico, culminata con un ulteriore strappo tra i rappresentanti dei lavoratori e l’amministrazione grillina, dopo che il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci ha negato la sospensione dei lavori per permettere ai capigruppo di ricevere la delegazione di Cgil, Cisl e Uil.

Si apre così una faglia anche all’interno dello stesso Partito democratico, dove c’è una componente che invoca l’apertura di una trattativa per permettere a Città e Governo di raggiungere un compromesso, capitanata dal ministro Graziano Delrio, dallo stesso Piero Fassino che avviò per primo la battaglia legale quando era sindaco. Aprire un confronto, trovare una mediazione che accontenti tutti e soprattutto evitare che la sindaca grillina possa scaricare su Roma e sull’esecutivo a trazione dem una serie di misure impopolari previste dalla manovra appena approvata. Questa la linea di chi, almeno formalmente, si mostra al fianco della prima cittadina, oggi peraltro a Milano per impegni istituzionali. Una cosa comunque è certa: semmai dovesse esserci un “risarcimento” il Comune può scordarsi che piovano da un giorno all’altro nelle sue casse 61 milioni (se va bene ne arriverà una parte inferiore a un terzo di quella somma) e soprattutto che quelle risorse – a oggi virtuali – possano essere utilizzate per tappare i buchi del bilancio 2017. Con buona pace di chi attende la fine di questa querelle per vedere annullati gli effetti dei tagli su Cultura, Tari, ecc.

Intanto, mentre l’opposizione ha ormai formalizzato il ricorso al Tar contro un vizio di forma nell’approvazione di una delibera propedeutica al bilancio – quella sull’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per far quadrare i conti – da Pd e Centrodestra emerge l’intenzione di evitare ogni emendamento o discussione all’atto di approvare i conti del Comune, che approderanno in aula verosimilmente il prossimo 18 aprile: “Ci limiteremo a non votare il provvedimento” fanno sapere alcuni consiglieri.

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