POLITICA & GIUSTIZIA

Murazzi, la movida giudiziaria è finita

La Corte d'Appello assolve 11 dei 14 imputati nel processo sui presunti favori dell'amministrazione di Torino ai gestori dei locali lungo il Po. Resta in ballo l'ex city manager Vaciago, ma il procedimento è destinato alla prescrizione

Sono diventate definitive le assoluzioni per undici dei quattordici imputati del processo per i presunti favori ai gestori dei locali dei Murazzi. La decisione è della Corte d’appello di Torino, che ha certificato l’inammissibilità del ricorso della procura contro la sentenza di primo grado, pronunciata il 23 marzo 2016. Fra gli assolti in via definitiva “perché il fatto non sussiste” figura il vicedirettore generale della Città di Torino, Giuseppe Ferrari. Era stata la stessa procura generale a ritirare il ricorso in quanto il processo sarebbe caduto in prescrizione. “Sono soddisfatto. Questa sentenza mi conferma la fiducia che ho sempre avuto nella giustizia”. È il commento di Ferrari, il quale ha ricordato che il suo incarico a Palazzo Civico “scade fra venti giorni” e che il seguito “dipende dalla volontà” della sindaca Chiara Appendino.

Il processo ai Murazzi prosegue soltanto per l’ex city manager Cesare Vaciago - per il quale il pg ha chiesto la condanna a un anno e sette mesi - l’ex direttore del Patrimonio Giovanni Oggioni e la dirigente del settore Contratti Daniela Mosca. La Corte d’appello ha dichiarato inammissibile l’appello della procura nei confronti degli altri undici imputati, anche loro assolti dal tribunale il 23 marzo 2016, perché il sostituto procuratore generale Andrea Bascheris ha rinunciato a procedere nei loro confronti in quanto i reati contestati sono già prescritti. Con questa decisione dei giudici la loro assoluzione è diventata definitiva. Invece l’abuso d’ufficio contestato a Vaciago, Oggioni e Mosca, per aver lasciato a Michele Cutroni le arcate 23-25 nonostante non ne avesse titolo, non è ancora prescritto e per questo si procederà soltanto contro di loro.

A settembre il sostituto procuratore Andrea Padalino, che partendo dai controlli sul rumore e gli abusivismi dei locali notturni aveva scoperto le regole amministrative violate e le centinaia di migliaia di euro di affitti non pagati tra il 2007 e il 2013, aveva depositato il suo lunghissimo appello contro le assoluzioni chiedendo ai magistrati di secondo grado di rivedere la sentenza del tribunale di Torino perché “affetta da gravi lacune ricostruttive”.

Voleva che venisse annullata la sentenza nei confronti di tutti gli imputati assolti, fatta eccezione dell’ex assessore Alessandro Altamura per il quale aveva chiesto l’assoluzione già nel primo grado.

Il pm aveva anche chiesto alla corte di riconsiderare alcuni aspetti del processo che i giudici hanno trascurato, come le testimonianze di Sandro Golzio e dell’ex assessore al Patrimonio Mario Viano. Nel 2009 i due uomini avevano espresso i loro dubbi sulla delibera voluta da Vaciago per concedere gli sconti ai concessionari dopo le loro proteste per le condizioni delle arcate: “Ciò rende evidente la debolezza della motivazione del Tribunale sul punto”.

Secondo il pm il tribunale aveva mostrato anche “una particolare benevolenza verso i pubblici ufficiali” che si manifesta quando viene “inibita qualsivoglia forma di censura in merito alla discrezionalità dell’azione amministrativa”, specialmente quando ha determinato “forme ingiustificate di favoritismo”. Questa attitudine verrebbe dimostrata, ad esempio, dal termine “simpatia” utilizzato da Vaciago in una mail per descrivere la sua attenzione verso le istanze di alcuni concessionari, per la precisione Michele Cutroni del “Puddhu bar”, “occupante sine titulo” dell’arcata 23-25 dei Murazzi. La vicenda “costituisce la massima espressione del modus operandi di Vaciago e con esso di tutti i soggetti preposti a garantire il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione”, scrive Padalino. Cutroni doveva essere cacciato già nel 2007 e invece è rimasto dettando - insieme agli altri concessionari - le condizioni alla Città.

Ora nel processo si affronterà soltanto questo episodio, l’unico su cui non si è ancora abbattuta la tagliola della prescrizione in quanto le violazioni sarebbero andate avanti fino al 1° marzo 2013. Per gli altri quattro episodi contestati il sostituto procuratore generale Bascheris stamattina ha chiesto di non procedere e di continuare soltanto per quello che riguarda Vaciago, Mosca e Oggioni. La Corte non ha potuto fare altro che prenderne atto.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    12:05 Mercoledì 05 Aprile 2017 rubatà hahahaha

    ......... ciucciati il pedalino .....

  2. avatar-4
    17:12 Martedì 04 Aprile 2017 tandem Da “La pratica legal” (La pratica legale) di Angelo Brofferio

    “Guaj a col ch’a s’ancaprissia / ëd volèi giusta la giustissia!”.......

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