POLITICA & GIUSTIZIA

“Diffamazione”. Indagata la grillina Castelli

Il provvedimento dopo la pubblicazione su facebook della foto di Fassino con una candidata del Pd alle scorse amministrative. Sotto il post ingiurie e insulti. Una trentina le persone che dovranno risponderne

La deputata Laura Castelli (M5s) è formalmente indagata per diffamazione dalla procura di Torino insieme a un’altra trentina di persone. Nei giorni scorsi è stato mandato agli interessati un avviso di proroga delle indagini. L’atto rientra in un procedimento del pm Barbara Badellino nato dopo la denuncia della militante del Pd Lidia Roscaneanu, 31 anni, che alle ultime elezioni amministrative si era candidata in una circoscrizione di Torino per il Partito democratico.

La parlamentare grillina condivise l’immagine, che ritraeva la donna insieme a Piero Fassino, avanzò una serie di allusioni e immediatamente attivisti e simpatizzanti fecero partire il linciaggio social. Dopo avere spiegato che Lidia lavorava nel bar interno del Palazzo di Giustizia di Torino, il cui appalto era stato affidato dal Comune “con ribasso sospetto” a “un’azienda fallita tre volte”, l’autrice si chiedeva “quali legami” ci fossero tra la ragazza e Fassino. Fra numerosi commenti lasciati dagli internauti comparvero insulti e volgarità a sfondo sessista e razziale. “Sei la badante di Fassino”, “sei l’amante di Fassino”, fino a raggiungere più espliciti e offensivi riferimenti sessuali, al punto che più di un esponente dem parlò apertamente di "macchina del fango".  Lidia Roscaneanu aveva spiegato che prestava servizio come cassiera (il bar ora è chiuso), che non sapeva nulla di appalti e che l’immagine postata dalla parlamentare era stata tagliata in modo che non comparisse l’altra candidata presente al momento dello scatto. Alle elezioni - disse - non si presentò per il disagio, avvertito anche sul luogo di lavoro, che le procurò la pubblicazione del post.  Però annunciò querela e oggi il pm Badellino ha messo sotto indagine una trentina di persone, tra cui l'onorevole grillina.

“Non ho mai insultato nessuno e, come sempre, ho provveduto a cancellare i commenti che contenevano insulti” si difende la Castelli. “Non ho accusato nessuno, ma riportato dei fatti - sostiene la parlamentare pentastellata -. Ho fatto il mio lavoro, denunciando un appalto irregolare, quello relativo al bar interno del Palazzo di Giustizia, sul quale per altro mi risulta ci sia una indagine aperta. Spiace che quel post sia stato cancellato da facebook, ma ribadisco di non avere insultato nessuno e sono sicura di non avere commesso reati”.

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