PARTECIPATE

Case popolari, Atc si sdoppia
Braccio di ferro con la Regione

L'Agenzia di Torino lavora alla nascita di una fondazione per attrarre risorse private e vuole trasformarsi in ente economico. Si chiude l'iter di accorpamento delle società controllate, ma restano le sofferenze di bilancio. L'allarme dei sindacati

C’è chi la definisce una finta privatizzazione, chi ipotizza un tentativo di allentare il nodo con la Regione Piemonte. Le tre agenzie per le case popolari vogliono trasformarsi in ente pubblico economico, acquisendo, di fatto, una maggiore autonomia dal punto di vista contabile (e non solo) rispetto ai propri soci. Sembra una questione puramente tecnica ma non lo è. Sul tema è in atto da alcune settimane un braccio di ferro con la ragioneria di piazza Castello, che finora ha manifestato più di una perplessità di fronte a un’operazione che imporrebbe l’approvazione di una legge regionale ad hoc.

Tutto ruota attorno al decreto 118/2011 e all’introduzione di più stringenti principi di armonizzazione dei sistemi contabili che prevedono il consolidamento dei bilanci degli enti pubblici con le società da essi partecipati. Questo presume che i conti delle Atc finiscano sotto la lente dei servizi finanziari della Regione e che vengano certificate le corrispondenze tra crediti e debiti, ripuliti i conti da quelle poste di difficile esigibilità e ripianate eventuali perdite.

È in particolare l’Atc di Torino a premere sull’acceleratore per svincolarsi dalla Regione e lo chiede dopo due anni in cui gli sforzi di razionalizzazione delle spese del presidente Marcello Mazzù sono riusciti solo in parte a mettere in sicurezza i bilanci (LEGGI). Basti pensare che una delle controllate di Atc, Ma.Net, presieduta da Noemi Gallo, è stata capace di bruciare riserve per 2,5 milioni tra il 2013 e il 2016, prima di chiudere definitivamente i battenti attraverso l’incorporazione in Exe.Gesi, un’altra azienda della galassia Atc, in un’operazione che si sta perfezionando in questi giorni e che costerà un altro milione a corso Dante. Per evitare licenziamenti, Mazzù ha imposto a tutti i dipendenti di Ma.Net, assorbiti da Exe.Gesi, la riduzione degli stipendi, al termine di una dura trattativa con i sindacati. Altre tre società controllate da Atc – Gim, Getica e Projet.To - sono state recentemente accorpate in “Case”, ma il costo del personale continua a essere una delle criticità, così come la montagna dei crediti iscritti a bilancio e difficili da recuperare, da parte degli inquilini, ma anche nei confronti della stessa Regione.

I rappresentanti dei lavoratori sono preoccupati per le possibili modifiche societarie di Atc, nei confronti delle quali hanno espresso “totale contrarietà”.  La trasformazione di Atc in ente pubblico economico avrebbe, infatti, delle ricadute anche sul personale, dando maggiori margini di manovra agli amministratori in entrata ma soprattutto in uscita. Da una parte c’è chi potrebbe ottenere dei vantaggi grazie all’applicazione del contratto di Federcasa al posto di quello finora adottato degli enti locali, dall’altra potrebbero esserci meno tutele, soprattutto in termini di mobilità interna agli enti strumentali della Regione. “È una trasformazione che ci permetterà di aumentare l’efficacia e l’efficienza dell’ente” assicura Mazzù, che auspica tempi relativamente brevi per l’approvazione della nuova legge regionale, che dovrà vedere la luce al più tardi entro il prossimo autunno.

Parallelamente Mazzù sta anche lavorando alla nascita di una fondazione collegata ad Atc in grado di reperire risorse private, per esempio attraverso donazioni, siglare partnership con altri enti, attivare modelli di finanziamento innovativo come i social impact bond, coinvolgere il mondo dell’imprenditoria privata in progetti finalizzati alla rigenerazione urbana e sociale e generare nuovi servizi per gli utenti, come il microcredito. Un soggetto che usufruirebbe del personale di Atc, ma allo stesso tempo potrebbe implementarne l’attività. Insomma, "a costo zero" assicura Mazzù che domani sarà a Lucca, dove recentemente è nata una fondazione sul modello ipotizzato dall'Atc di Torino.

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