PROFONDO ROSSO

Il misterioso debito di 5 milioni
Appendino e il salto della Quaglia

Il caso controverso della caparra anticipata da Ream, presieduta dal numero uno di Crt, per l'operazione Westinghouse. L'assessore al Bilancio aveva finora negato l'impegno alla restituzione, ma un carteggio tra Palazzo civico e la società lo smentisce. Un altro buco nei conti? - LE DUE LETTERE

Cinque milioni appesi a una lettera della quale non vi è traccia, mentre nell’opposizione c’è già chi intravvede una nuova voragine – se non “un vero e proprio falso” – nel discusso bilancio di previsione del Comune di Torino. La missiva è quella con cui, secondo l’assessore al Bilancio Sergio Rolando, la Ream avrebbe lasciato intendere di rinunciare ai 5 milioni anticipati nell’operazione sull’ex area Westinghouse. Una caparra che la società individuata dalla Fondazione Crt per dare corpo al piano di riqualificazione aveva anticipato nel dicembre 2012 a Palazzo Civico, in cambio del diritto di superficie, prima che una gara assegnasse il progetto – che prevede, tra gli altri interventi, la costruzione di un supermercato e un centro congressi – alla Amteco-Maiora che fa capo a Esselunga, per 19,7 milioni. Alla fine del 2016 il Comune sblocca l’operazione, assegna al nuovo soggetto la costruzione del complesso e incassa quei 20 milioni che risultano decisivi alla chiusura del bilancio 2016. Qui si apre un altro capitolo della vicenda, giacché, secondo quanto risulta allo Spiffero, Amteco Maiora non avrebbe onorato l'impegno che prevedeva il versamento della somma entro il 31 marzo 2017, mentre sulle procedure di assegnazione pende un ricorso al Tar di Nova Coop. E la cauzione che aveva versato Ream? Andrà restituita, giacché i lavori sono stati affidati a un altro soggetto. Sembra pacifico, ma a quanto pare non lo è.

La questione era già stata discussa in fase di assestamento, quando l’assessore Rolando, rispondendo a specifica domanda del capogruppo Pd Stefano Lo Russo, tranquillizzava: “Abbiamo una lettera che consente ragionevoli certezze sul fatto che questi fondi non verranno chiesti”, cioè una comunicazione attraverso la quale Ream rinuncerebbe – almeno nell’immediato – a quei 5 milioni anticipati per una operazione dalla quale poi è stata esclusa. Passano i mesi e di quei soldi non v’è traccia neanche nel bilancio di previsione 2017: saranno stati abbonati? Forse i buoni uffici di Chiara Appendino con Giovanni Quaglia, numero uno di Ream e intanto designato al vertice della Fondazione Crt, anche grazie al silenzioso assenso della sindaca,  sono serviti per tamponare, almeno momentaneamente? Neanche per sogno.

Le lettere ci sono ma dicono esattamente il contrario di quel che sostiene Rolando. Lo scorso 7 dicembre il presidente della Ream Quaglia, prima ancora di fare il suo ingresso trionfale in via XX Settembre, reitera la sua richiesta con l’auspicio che “possa essere evasa a partire dal prossimo gennaio 2017”. Insomma, Appendino deve pagare e possibilmente anche in tempi celeri. Lei risponde il primo marzo (quasi tre mesi dopo) sfoggiando anche una certa confidenza: “Caro Giovanni… ”. Non solo la sindaca conferma l’esistenza di un debito, ma anzi assicura che “a partire dal prossimo mese di giugno, così come da accordi, inizieranno i contatti tra i nostri e i Vostri uffici per definire le modalità e le tempistiche”.

LEGGI LA LETTERA DI QUAGLIA
LEGGI LA LETTERA DI APPENDINO

Riassumendo, c’è un debito di 5 milioni nei confronti di una società di cui l’amministrazione comunale è perfettamente a conoscenza, ma allo stesso tempo quel debito viene negato pubblicamente dall’assessore Rolando il quale, a quanto pare, non lo avrebbe inserito a bilancio.

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