ECONOMIA DOMESTICA

Marchionne, Pasqua con gli Agnelli

Da Amsterdam, all’assemblea di Fca, Elkann conferma l’avvio della successione: “Un tema molto serio, ce ne stiamo già occupando”. Per il momento si guarda all’interno del gruppo. In pole Altavilla e Bigland. Primo trimestre difficile

Quello della successione a Sergio Marchionne alla guida di Fca è “un tema che prendiamo molto sul serio. Lavoriamo con Sergio e con tutto il cda per individuare la persona giusta”. Il presidente Fca, John Elkann, rispondendo alla domanda di un azionista nel corso della assemblea dei soci convocata ad Amsterdam è tornato ad affrontare la questione di chi sarà al comando operativo, tra due anni scarsi, del gruppo. “John ed io facciamo lunghe discussioni in merito - conferma il manager dei due mondi -. Ci sono ancora due anni, ma ce ne stiamo già occupando. È un lavoro che affronto con grande serietà”, ha aggiunto l’ad, confermando che sarà una successione interna. “Sapete che io investo in questa società e ci tengo che i risultati ci siano - ha concluso Marchionne -. Non ho nessuna intenzione di vendere azioni. Abbiamo numerose persone che si candidano per questa posizione, cercheremo di fare la scelta giusta”.

Tra i possibili sostituti i nomi più papabili sono quelli di Alfredo Altavilla, uomo-Fiat dal 1990, attuale responsabile Fca area Emea, di Reid Bigland, attuale amministratore delegato Alfa Romeo e Maserati e di Michael Manley, stratega dell’operazione Chrysler e nominato nel 2015 da Marchionne a capo dello sviluppo di alcuni brand dell’azienda americana. In seconda fila vi sono Cledorvino Belini, che sovrintende alle attività sudamericane, e il direttore finanziario Richard Palmer. La decisione sarà condizionata dall’alleanza industriale che Fiat-Chrysler riuscirà o meno a realizzare in questi mesi.

Sul piano dei conti, il primo trimestre 2017 di Fiat Chrysler “è stato, come previsto, il più debole dell’anno. L’avevamo messo nel conto. Tutto questo non cambia gli obiettivi finali per il 2018”, ha affermato il numero del Lingotto. Marchionne fa riferimento al trimestre del mercato americano, periodo in cui si è registrata una flessione “legata soprattutto alla fine della produzione della Chrysler 200 e all’andamento del mercato delle flotte aziendali”. Il confronto con i primi tre mesi dello scorso anno “può ingannare” perché negli Stati Uniti pesa il riequilibrio nella vendita di flotte, dopo i risultati del 2016, mentre “noi ci siamo rifiutati di inquinare i canali di vendita”, ha continuato il top manager. Il mercato Usa, comunque, è “ancora sopra 17 milioni di auto ed è già un miracolo se si considera che si tratta del quarto anno consecutivo”.

Nel 2016 Fiat Chrysler Automobiles ha registrato un anno “record, abbiamo superato gli obiettivi finanziari e, cosa ancora più significativa, i nostri target sono stati rivisti al rialzo per ben due volte nel corso dell’anno”, ha proseguito Marchionne nel suo intervento al Radisson Blu Hotel dell’aeroporto di Amsterdam, Schiphol. “Tutti i segmenti hanno registrato risultati positivi e superiori alle attese dell’inizio dell’anno”, ha aggiunto. Il top manager ha passato in rassegna i nove nuovi modelli lanciati dal gruppo nel 2016, tra cui il Suv Levante di Maserati e l’Alfa Romeo Giulia.

Marchionne annuncia “entro l’anno un importante intesa tecnologica”. Alleanze bilaterali, su progetti specifici, come quella in corso con Google sulla guida autonoma. “Abbiamo fatto una proposta simile anche ad Apple”, rivela il manager, che esclude invece maxi-operazioni sul tipo di quelle evocate in passato con Volkswagen o General Motors. Chiaro che se Mary Barra bussasse alla sua porta non solo le aprirebbe, ma le preparerebbe anche quel caffè - scherza - che due anni fa l’ad di Gm non si era neppure sognata di offrirgli. Nessuna discussione aperta anche con Volkswagen, così come con Opel o Psa, con le quali c’erano stati discorsi in passato, perché “un ritorno a ipotesi di quel tipo ci metterebbe in una posizione peggiore di quella in cui siamo”. La spiegazione è nel cambio di strategia attuato da Fca verso i segmenti premium, a più alto valore aggiunto. Avanti, dunque, con il piano 2014-2018, nell’ambito del quale Marchionne esclude la vendita al colosso coreano della Samsung di Magneti Marelli. “Quel discorso non c’è”, dice a proposito dei rumors di mercato che davano per imminente l’operazione.

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