SANITA'

Lea, Saitta prepara la delibera

La procedura non sarà calata dall’alto. “Dobbiamo mettere nelle condizioni ogni azienda di affrontare questo cambiamento significativo dei servizi”. Il Piemonte tra le regioni capofila, dopo Emilia Romagna e Veneto. Il nodo delle risorse

A un mese dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sono soltanto due le Regioni ad aver recepito formalmente i nuovi Lea, i livelli essenziali di assistenza, ovvero quelle prestazioni garantite dal servizio sanitario nazionale in attesa di un aggiornamento da oltre 15 anni. Ben presto, tuttavia, alle virtuose e sollecite Emilia Romagna e Veneto potrebbe aggiungersi anche il Piemonte. “Contiamo di portare in giunta la delibera nel giro di due settimane” dice l’assessore alla Sanità Antonio Saitta confermando quei tempi ridotti che posizionerebbero il Piemonte tra i primi enti a mettersi al passo con i nuovi parametri introdotti dal dicastero di Beatrice Lorenzin, dopo un lungo lavoro di concerto con la conferenza delle Regioni la cui commissione Sanità è coordinata dallo stesso Saitta. Il quale ammette come l’importanza “non sta tanto l’approvazione di una delibera con cui si recepisce un testo dello Stato, di fatto un atto formale e dovuto e tutto sommato semplice nella sua realizzazione, quanto ciò che ad essa sta dietro, bensì nel procedimento che deve consentire l’applicazione corretta e diffusa dei nuovi Lea”.

Proprio la diffusione su tutto il territorio è l’obiettivo individuato da Saitta con il direttore della sanità regionale Renato Botti nel tracciare la road map dei nuovi Lea di cui la delibera di recepimento è, appunto, solo un passaggio. “Diversamente da come si è operato in altre regioni, noi abbiamo ritenuto fondamentale partire dal basso, anziché dall’alto, ovvero – spiega l’assessore – assicurare che ogni azienda sanitaria sia nelle condizioni di poter affrontare questo cambiamento significativo e decisamente migliorativo rispetto al passato. Per noi garantire l’uniformità dell’applicazione dei nuovi parametri su tutto l’intero territorio regionale è stato ed è un punto imprescindibile”.

ECCO LE NOVITA' NEI LEA

Ancora un paio di settimane per gli ultimi aggiustamenti, quindi, e poi il varo dei nuovi Lea sarà ufficiale anche in Piemonte. Regione che pur essendosi scrollata dalla spalle, solo recentemente, il pesante fardello del piano di rientro, proprio su alcune materie innovate dalla riforma dei livelli essenziali di assistenza si è trovata ad aver giocato d’anticipo. È il caso, per esempio, della fecondazione eterologa, ma non solo. E proprio il fatto di “non dover partire da zero” come era stato osservato da corso Regina al momento del via libera al tanto atteso decreto, ha consentito alla Regione di posizionarsi – se i tempi indicati saranno rispettati – tra le prime in Italia.

Intanto proprio in tema di Lea, il Piemonte può già vantare il secondo posto a livello nazionale, dopo la Toscana, nella classifica per la qualità misurata nel 2015. Un balzo di ben 5 punti rispetto all’anno precedente e che ha portato la sanità piemontese a quota 205 su un massimo di 225, peraltro mai raggiunto da nessuna regione. Certo il percorso complesso, non foss’altro che per un mancato aggiornamento durato tre lustri, di applicazione dei criteri e del cambiamento di classificazione di alcune patologie (una per tutte, la celiachia passata dalle malattie rare a quelle croniche) non si esaurirà certamente con il varo in giunta della delibera.

Alcuni nodi non sono stati ancora sciolti e il più intricato, ovviamente, resta quello delle risorse. Saitta, anche negli incontri tra Regioni e Governo non ha mai nascosto la sua forte perplessità sulla sufficienza degli 800 milioni stanziati a fronte del miliardo e 200 milioni stimati e chiesti in conferenza. Il rischio che l’ingaggiare un braccio di ferro avrebbe potuto comportare sui tempi aveva, tuttavia, fatto propendere per una soluzione mediata: si parte con la cifra definita dall’esecutivo con la disponibilità a rivederla al rialzo in sede di commissione di verifica composta da Regioni, ministero della salute e Mef. Per scoprire se la richiesta delle Regioni era fondata non ci vorrà molto. Per avere i primi riscontri su vantaggi ed eventuali criticità nell’applicazione dei nuovi Lea che coinvolge tutta la filiera sanitaria partendo dai medici di famiglia, probabilmente si farà ancora prima.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    14:38 Giovedì 20 Aprile 2017 già... Articolo 32

    Dunque si spendono milioni per comprare ovociti all'estero e per permettere a vecchie sterili manager in carriera di avere anche loro il figlio gratis in provetta. Roba da ricchi, visti i tempi che corrono. Tutto questo per poi lasciare milioni di malati di cuore senza Follow-up. Bravi compagni e bravi democristiani.

  2. avatar-4
    10:00 Giovedì 20 Aprile 2017 tandem Usque tandem abutere patientia nostra o Saitta......

    Le consultazioni di Saitta le conosciamo, ascolta solo chi gli da ragione, ne parla con la sua badante Carlina, e poi fa le solite scempiaggini....

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