POLITICA & GIUSTIZIA

“Ce lo ha chiesto la Procura”
Ma i giudici smentiscono

L'assessore Rolando afferma pubblicamente che il raddoppio delle risorse per le manutenzioni deliberato dal Comune di Torino è stato imposto dal Palazzo di Giustizia. Spataro nega: "Mai detto nulla di simile". Anche il pm Pacileo esclude interferenze

«Ce lo chiede la procura». Se altrove, per far passare politiche finanziarie impopolari, si citavano lettere, memorandum e direttive arrivate da Bruxelles al coro di «Ce lo chiede l’Europa», al Comune di Torino si è diffuso un altro refrain: invocare la magistratura e con lei il timore che incute. A farlo è stato l’assessore al Bilancio Sergio Rolando il 5 aprile scorso, durante un incontro con le Circoscrizioni 3 e 4: «Noi abbiamo raddoppiato i fondi per le manutenzioni per un semplice motivo: ce lo ha chiesto la procura della Repubblica. Ce l'ha chiesto amichevolmente”, ha sottolineato. Il racconto è stato un po’ più dettagliato: “Ha detto agli ingegneri che tutti i giorni frequentano il Palazzo di Giustizia: “Guardate che voi venite da anni in cui la manutenzione straordinaria è in calo. Dovete alzarla perché se non la alzate io comincio a prendermela con i consiglieri, gli assessori e la sindaca”».

Una frase che stona, soprattutto se davvero venisse dalla procura, «la quale è sempre solita seguire procedure rigorose e determinate», ha ricordato Gavino Olmeo, ex assessore comunale, oggi consigliere dei Moderati nella Circoscrizione 3, che - insospettito - ha presentato un’interpellanza sottolineando “il carattere quanto meno ambiguo” delle dichiarazioni di Rolando su “presunte ingerenze della Procura”. Per questa ragione ha chiesto alla presidente Francesca Troise di verificare le informazioni fornite dall’assessore.

Stando a quanto risulta allo Spiffero, però, la procura si è ben guardata dall'imporre indirizzi sulla gestione delle risorse comunali, né tantomeno minacciato azioni contro la giunta, anche perché si sarebbe trattato di una grave prevaricazione nei confronti del potere politico, eletto proprio per prendere, autonomamente, quelle decisioni. “Di sicuro io non ho mai detto nulla di simile”, afferma il procuratore capo Armando Spataro. Smentisce frasi di quel tenore anche il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo il quale, indagando sul crollo del soffitto alla scuola per l’infanzia “Linus” avvenuto nel settembre scorso, ha avviato una ricognizione sulle scuole torinesi effettuata dai vigili del fuoco. A lui molte persone convocate in procura come testimoni avevano confermato la contrazione delle risorse per le manutenzioni e così ha convocato il responsabile del settore finanziario di Palazzo civico Anna Tornoni chiedendo lumi sulle ripartizioni dei bilanci di questi anni: “Di certo io non posso dare nessuna indicazione di aumentare le spese in un settore e non in un altro”, dichiara il pm Pacileo. Insomma, alla base c’era una semplice richiesta di chiarimenti che però deve aver spaventato talmente tanto gli amministratori comunali da essere diventato un “diktat”, o forse un’utile giustificazione alle decisioni politiche.

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