ISTITUZIONI

Federalismo, “il Pd non è credibile”

Replica al curaro del segretario della Lega Molinari: “Ma Gariglio è lo stesso che faceva campagna a favore di una riforma che avrebbe ridotto l’autonomia delle Regioni?”. E sul referendum di Lombardia e Veneto rilancia: “Lo faremo anche noi”

“Ma il segretario del Pd che dice di essere disponibile a un aumento dell’autonomia della Regione è lo stesso che faceva campagna elettorale per toglierla con le riforme, per fortuna bocciate il 4 dicembre?”. Non è tardata la replica, infarcita di una buona dose si sarcasmo, del segretario piemontese della Lega Riccardo Molinari al suo omologo piddino Davide Gariglio che, in un colloquio con lo Spiffero, aveva sostenuto la validità di un ampliamento delle competenze delle Regioni, criticando invece duramente il ricorso al referendum fatto da Veneto e Lombardia.

A Gariglio che non nega l’ingresso tra i temi della campagna elettorale per le regionali del 2019 anche del possibile trasferimento all’ente di piazza Castello, “dopo tutto il percorso fatto per l’aggiustamento dei conti e la messa in sicurezza della Regione”, di competenze ora in capo allo Stato, Molinari mette davanti “una evidente contraddizione”. Per il numero uno del Carroccio piemontese “è a dir poco bizzarro che a parlare di federalismo sia l’esponente di un partito che con la legge Delrio ha provocato il disastro nelle Province e con altri provvedimenti ha tolto, altro che concedere, autonomia e risorse finanziarie alle Regioni”. Anche sulla decisione dei governatori Roberto Maroni e Luca Zaia di indire un referendum, fissato al 22 ottobre, l’esponente leghista ribatte addossando ai governi la responsabilità di non aver concesso quanto richiesto e “costretto Veneto e Lombardia a ricorrere alla consultazione popolare non certo per farne strumento di propaganda, bensì mezzo di pressione politica per ottenere quanto le popolazioni chiedono”. 

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