Turismo, un tesoro dissipato

L’Italia è da riformare? Sì, e su questo sono tutti d’accordo. L’Italia si può riformare? Pensare di no è arrendersi, ma certo non è possibile farlo con strappi violenti e improvvisi, che non risultano comprensibili né digeribili. E allora siamo condannati ad una lunga e dolorosa agonia? No, c’è una strada possibile, ed è quella del lavoro e della credibilità, della meritocrazia e della concretezza. Tutti argomenti che per l’attuale classe politica, incapace di visioni e di strategie di medio e lungo periodo, non sono sufficientemente interessanti, troppo difficili e con scarsa resa in termini di voti immediati.

Prendiamo uno degli argomenti cardine per il futuro della nostra nazione, il tesoro con cui si può dare una speranza reale ai nostri figli e una crescita reddituale di lungo termine: il turismo. Nonostante i proclami enfatici che di volta in volta sentiamo pronunciare, le classifiche internazionali sono impietose. Abbiamo la fortuna di vivere un paese con tracce storiche ad ogni incrocio, in cui la geografia mette a disposizione paesaggi e climi unici, con città mete agognate dai turisti di ogni angolo del mondo. Eppure perdiamo il confronto ovunque. Soprattutto dove più la potenzialità è alta e più sarebbe utile, il Sud. Guardate la cartina qui sotto. È uno studio del Corriere da cui emerge chiaro che l’Italia turistica ha una forma completamente asincrona e incoerente. Alcune delle più belle tra le nostre regioni sono praticamente inesistenti.

Cambiare è possibile? Sì, con interventi immediati e con interventi strutturali. Con interventi a livello nazionale, regionale e comunale. Soprattutto, con la voglia di farlo, con la testardaggine di chi è convinto di potercela fare e con l’esperienza di chi nel turismo lavora ed ha esperienza. Alcuni esempi concreti, partendo dagli interventi immediati: la soglia di povertà per una famiglia viene calcolata nel 2015 in circa 1.000 euro al mese. Una attività che produca un reddito inferiore è quindi da considerarsi residuale. Innalzamento quindi della soglia massima per le attività occasionali a 1.000 euro al mese (per un totale massimo di 12.000).

È  necessario dare impulso alle micro e piccole attività, in grado di fornire piccoli livelli di reddito fondamentali per superare i momenti di crisi. Quindi liberalizzazione per BeB, social-eating, car-sharing e così via, con normative semplificate e legislazioni non punitive come quelle attuali. In contemporanea, rafforzamento della legalità con la lotta all’abusivismo (contro le Spa di lusso sconosciute al fisco, per esempio). Attività di coordinamento della proposta turistica. Non è possibile che una provincia come Torino, ad esempio, abbia dei punti turistici di alto livello e con numeri importanti, come la Gam e la Venaria Reale, e non riesca ad organizzare i flussi turistici in modo da avere ricadute non solo su altre eccellenze del settore, ma anche e soprattutto sull’insieme delle attività della zona.

In questo senso è fondamentale la componente del trasporto, che in ambito locale può essere migliorato ed incentivato dall’adozione di sistemi quali i risciò elettrici, in grado di decomprimere il livello di traffico e di fornire servizi puntuali ai turisti. Evitare spese centralizzate e milionarie come quelle del sito Italia.it, studiato e realizzato con i tempi e i modi della politica, nato cioè già vecchio. Utilizzando livelli di cifre simili, affidiamo la valorizzazione delle nostre eccellenze turistiche tramite veri e propri contest, in grado di attirare i nostri migliori giovani, valutati sui risultati, sulla diffusione al di fuori dei nostri confini, sull’incremento dei turisti, sugli articoli ripresi ed evidenziati dalla stampa estera (facciamo notare che tutte queste attività sono calcolabili in modo assolutamente obiettivo e puntuale).Revisione profonda e completa del piano dei trasporti del Sud. Il nostro meridione deve essere una meta facilmente raggiungibile. Quindi potenziamento e liberalizzazione dei piccoli aeroporti e coordinamento per includerli nei circuiti internazionali.

Liberalizzazione e potenziamento dei porti per renderli punti di attracco favorito dalla navigazione. Permessi di attracco nei porti principali (Venezia in particolare) solo nel rispetto di precise norme ecologiche e in cambio di ulteriori attracchi lungo la nostra penisola. Utilizzo della tecnologia per mettere in circuito comune le nostre eccellenze, per potenziare l’offerta di prodotti e servizi e per coordinare le varie iniziative. Potenziamento dell’offerta in lingue diverse da italiano e inglese. Piano quinquennale di decontribuzione in Aree selezionate legate alla fornitura di servizi e prodotti verso cittadini extraeuropei, per attirare un maggior numero di turisti stranieri. Il controllo dei risultati, su base annuale, potrà permettere di estendere in caso positivo, le stesse decontribuzioni a livello nazionale. Decontribuzione per gli investimenti di tipo immobiliare se collegati alla messa in sicurezza di opere non certificate o alla demolizione di opere abusive. Creazione di un circuito della legalità per cui convenga costruire in modo corretto e non abusivo.

Potremmo proseguire, ma non è questa la sede per un piano completo. Quello che vogliamo mettere in evidenza è che è possibile, se c’è la volontà, di intervenire immediatamente per dare fiato alla nostra economia, per aumentare la crescita del settore, per porre le basi per un futuro migliore. Noi lavoriamo per fare in modo che già domani ci siano nuove occasioni di lavoro e di investimento, ma ancora di più che il futuro per i nostri figli sia possibile qui, non all’estero. E siamo pronti a farlo con tutti color che vorranno unirsi a noi, in nome del bene comune, per un’Italia più forte, per un’Italia migliore. 

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