Travagli contabili

8 febbraio. La Sindaca di Torino Chiara Appendino si complimenta con la Sindaca di Roma Virginia Raggi che, il 30 gennaio, è riuscita ad approvare il bilancio del Comune di Roma 2017-2019. In allora, forse non immaginava i travagli attraverso i quali lei sarebbe passata per arrivare allo stesso traguardo. E già perché a fine aprile i conti del Comune di Torino 2017-2019 sono ancora in alto mare e, per quanto si sa, ci resteranno ancora un po’.

Ogni giorno scappa fuori una magagna. Una volta sono i bilanci delle partecipate che non concordano con quelli del Comune (questione sollevata dal notaio Alberto Morano, ex candidato a Sindaco per la lista civica Morano, sostenuta da Lega Nord e Fratelli d’Italia). Un’altra volta sembrerebbe che il bilancio non contempli alcuni debiti che però ci sarebbero (questione sollevata dal capogruppo Pd Stefano Lo Russo e ancora dal notaio Morano). Un’altra volta ancora l’opposizione tutta presenta un ricorso al Tar per un uso di risorse ritenuto non corretto. Sta di fatto che, mentre il Comune di Roma (e anche quello di Milano che ha già approvato a febbraio il suo bilancio) può lavorare al programma a pieno campo, il Comune di Torino continua ad essere in panne (forse avrebbe giovato un po’ più di quella due diligence annunciata qualche mese fa, con grande enfasi, sui conti lasciati dall’ex sindaco di Torino Piero Fassino).

Per poter avere una gestione piena, la legge stabiliva che il bilancio di previsione dei comuni 2017-2019 fosse approvato entro il 31 marzo. Poiché il Comune di Torino non l’ha fatto, ora vive in quella specie di limbo che, contabilmente, si definisce gestione provvisoria. Cioè può soltanto fare spese obbligatorie tassativamente regolate dalla legge, pagare il personale, saldare i debiti venuti a scadenza, le rate di mutuo, i canoni, le imposte e le tasse, e sostenere quelle spese che devono essere fatte per evitare che derivino danni patrimoniali certi e gravi al Comune stesso. Quindi, mani legate e nessuna spesa che esuli da queste.

Si dice che quest’anno i comuni hanno avuto difficoltà a predisporre il bilancio di previsione 2017-2019 essendo entrate in vigore le nuove norme contabili previste per loro dal decreto legislativo 118/2011 e successive modificazioni e integrazioni. E si sa che l’applicazione di regole nuove crea sempre qualche problema. Di conseguenza, almeno la metà dei comuni italiani non ha approvato il bilancio entro il 31 marzo (ma, com’è ovvio, l’altra metà l’ha fatto). E’ stato però anche osservato che questa scadenza per il 2017 - più rigida e anticipata rispetto a quella degli anni passati nei quali spesso si andava ben oltre - è stata voluta dal Governo per spingere le amministrazioni comunali a darsi da fare per tempo per capire un po’ meglio quali sono le loro reali condizioni finanziarie. Infatti spesso (a Torino come un po’ in tutt’Italia) i quadri finanziari dei comuni sono truccati con artifizi contabili vari per farli apparire “sani”, nascondendo le malattie sotto il tappeto. In ogni caso, lassenza del bilancio ritarda la realizzazione dei programmi che la nuova Amministrazione civica aveva annunciato per caratterizzare la propria azione. E potrebbe anche esporre a pesanti sollecitazioni da parte di autorità a ciò preposte (Prefetto) perché si provveda all’approvazione di questo indispensabile documento contabile, senza il quale proseguirebbe la quasi-totale paralisi della gestione,

Tra l’altro, non sembrano favorire una via d’uscita a questo impasse i contrasti tra l’Amministrazione e il Collegio dei revisori dei conti del Comune, accusato - per i rilievi formulati sul bilancio 2017-2019 - di giudizi più favorevoli nei confronti dei bilanci prodotti dall’Amministrazione precedente. Certamente può apparire di difficile interpretazione il giudizio formulato dai Revisori che esprimono parere favorevole sulla proposta di bilancio, tuttavia premettendo ben 14 riserve, quasi tutte corrispondenti a censure di irregolarità – talora anche gravi – formulate sul documento contabile. Ci si può chiedere se il Collegio intenda poi formulare una seconda verifica per accertare se i suggerimenti correttivi sono stati tenuti in conto nella stesura definitiva del bilancio, e così confermare – e questa volta appieno - il parere favorevole. Imputare però di favoritismi un organo istituito dalla legge per controllare e garantire la legalità, può far apparire i suoi comportamenti come contrari ai principio di imparzialità, regola assoluta per chi è investito di funzioni di controllo del Comune di Torino o di qualsivoglia altra amministrazione, pubblica o privata che sia.

A conti fatti, è auspicabile che tutte le situazioni critiche prima descritte trovino quanto prima una composizione positiva. Sarebbe anche auspicabile che qualche amministratore pubblico, verificandosi circostanze con queste caratteristiche, si ricordasse che non sta gestendo denaro suo ma dei cittadini e desse a costoro qualche informazione di come stanno veramente le cose (si sprecano le conferenze-stampa per insulsaggini e si tralasciano per le questioni di spessore). Diversamente, riempirsi soltanto la bocca di trasparenza senza praticarla è comportamento antidemocratico e, comunque, contrario ai principi stabiliti dalla legge in materia.

Se si escludono le autorità ecclesiastiche, è comunque d’obbligo osservare come tutto questo pasticcio – che certamente non giova alla vita della Città - avvenga in un elevato disinteresse della comunità cittadina (comprese le associazioni di categoria), di soggetti vari e di altri portatori di interessi.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    17:49 Martedì 16 Maggio 2017 patty Per il 'filosofo' : farei volentieri a cambio.

    Forse non m'intenderò così tanto di bilanci pubblici, eppure far quadrare i numeri di una famiglia e di un'impresa è assai difficile... Non so a quali condizioni faccia riferimento MaxWeber, resta il fatto che l'articolista cita cattiva gestione, scarsa trasparenza, mancata programmazione. ecc ecc; resta il fatto che i revisori dei conti hanno fatto 14 (!) rilievi, che gettano ombre inquietanti sul presente e sul futuro del Comune di Torino. Suppongo siano persone assai esperte di bilanci pubblici. Per cui se Lei ha qualche responsabilità al Comune di Torino, più che al mio blaterare ed alle prediche della Curia, dovrebbe prestare attenzione ai conti. Senza fare (s)conti ad una giunta palesemente inadeguata.

  2. avatar-4
    00:24 Giovedì 11 Maggio 2017 maxweber E basta, patti

    E basta, patti, predisponilo tu un bilancio decente in queste condizioni. Ogni commento che fai è solo fondato su prediche tipiche di chi blatera tanto e non si sa né che cosa fa né che cosa è capace a fare

  3. avatar-4
    21:10 Mercoledì 10 Maggio 2017 patty Suvvia Manacorda, un poco di coraggio... dica la verità

    La verità è che in un anno una giunta non è nemmeno in grado di predisporre un bilancio decente, non è in grado di amministrare un comune

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