Amianto, la battaglia continua

Il 28 aprile, Giornata mondiale dedicata alle vittime dell’amianto, per l’intera comunità di Casale Monferrato rappresenta non solo una data fortemente simbolica, ma un’occasione ulteriore, la più importante, per non dimenticare cosa ha rappresentato l’amianto per questa parte del Piemonte (così come per altre) e per tenere viva l’attenzione su  un problema che ha ferito nel profondo e per decenni Il casalese, ma che riguarda l’intero Paese.

Ognuno di noi porta con se una storia, un dramma causato dall’amianto. Le nostre famiglie sono tutte coinvolte. Come potremmo dimenticare, o anche solo non attribuirle compiutamente il tragico peso, una piaga così grande per il nostro territorio. Come non ricordare, una ad una, le migliaia di vittime, le loro storie di tragica sofferenza? Quanti di noi hanno visto ammalarsi familiari, amici, colleghi.

Purtroppo l’amianto continua a insinuarsi nelle nostre vite. Vorrei nominare ognuna delle 2.272 parti lese che hanno combattuto e stanno combattendo per chiedere giustizia. Il Piemonte ha il triste primato, secondo solo alla Lombardia dei casi di mesotelioma: se in Italia si parla di circa 1.600 casi all’anno, il Piemonte conta circa 210/220 casi annui. Dall’inizio dell’anno ad oggi, i casi accertati risultano 46, a cui aggiungere i casi di placche polmonari e asbestosi. In Piemonte, l’amianto ancora oggi miete tra le 50 e le 70 vittime all’anno. Un numero spaventoso. Un territorio ferito. Non si può più pensare lasciare abbandonati a se stessi i territori e le comunità. Dobbiamo pensare al futuro.

Il tempo per un’economia basata esclusivamente sulla logica del profitto, come è stato per decenni, è finito. Abbiamo il dovere di incanalare tutte le nostre energie, quelle dei territori e della società civile, su un’economia fondata sulla sostenibilità ambientale e sociale. Dobbiamo ripensare i modelli di sviluppo: una conversione ecologica come opportunità di benessere dei cittadini e di occupazione. Le città, i territori devono ripensarsi nell’ottica di innovazione e sostenibilità. Sono linfa vitale per la circolazione delle idee, per la partecipazione, la creatività. Queste sono la nostra ricchezza e le nostre risorse, quello che ci permetterà di lasciare alle future generazioni un territorio più sano, vivace, pronto ad affrontare le trasformazioni del nostro tempo. Fare questo, significa ridurre le distanze tra la periferia e il centro. Significa dare a tutti le stesse opportunità. Significa lavorare per l’uguaglianza sociale.  Ma è possibile solo se lavoriamo insieme, se anche i piccoli comuni delle aree interne sono coinvolti in un processo di gestione associata.

La parola chiave è “Insieme”. Solo insieme si vincono le battaglie più difficili, come insieme stiamo vincendo quella contro l’amianto. La ferita del Casalese può essere rimarginata, anche se la cicatrice rimarrà per sempre. Sono stati fatti grossi passi avanti, grazie alla tenacia di tante persone che non hanno ceduto nei momenti di  difficoltà. Oggi, più della metà del territorio è risanata grazie ai 65 milioni di euro stanziati nel triennio 2015-2017 per la bonifica di tutti i siti contaminati del nostro territorio. Siamo ad un passo dal raggiungere l’obiettivo per Casale Monferrato di diventare la “Città più bonificata d’Italia” nel 2018. Lo dobbiamo al ministro Andrea Orlando che ha fortemente voluto, prima al dicastero dell’Ambiente, quindi a quello della Giustizia, una legge sugli ecoreati. Legge di cui il Paese aveva urgenza, che tutela i cittadini, il loro diritto alla salute e il loro diritto a non dover scegliere fra il diritto alla salute e quello al lavoro. Lo Stato, costituendosi parte civile, ha permesso la riapertura del processo “Eternit bis”. Mai più nessun territorio dovrà subire quello che è stato l’amianto per Casale Monferrato. E la giornata di oggi deve essere un monito per tutti noi: solo uniti, insieme possiamo vincere. Con l’impegno di ognuno di noi, come singoli cittadini, come amministrazioni è possibile consegnare alle prossime generazioni un territorio bonificato, sano, all’avanguardia, preparato alle sfide della contemporaneità. Un modello per il Paese e per l’Europa.

*On. Cristina Bargero, Pd

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