Sistema Torino, esiste davvero?

Per quasi lunghi 20 anni si è detto che c’era un “sistema Torino” che, di fatto, governava in modo trasversale la città. Poi finisce il ventennio del centrosinistra, arrivano i 5 stelle e riparte la polemica attorno ad un inedito e rinnovato “sistema Torino”.

Ora, non frequentando salotti, non contando amicizie fra i cosiddetti “poteri forti”, non avendo particolare dimestichezza con le stanze del potere, non sono affatto titolato a sproloquiare sul cosiddetto “sistema Torino”. Mi attengo, per evitare di dire strafalcioni, a due sole riflessioni. Forse un po’ secche ma se non altro di facile comprensione.

La prima arriva da una mia precedente esperienza istituzionale. Mi riferisco, nello specifico, ad una stagione che ha segnato una svolta anche nella politica torinese e subalpina. Alla gestione dell’intera fase olimpica Torino 2006 che ho avuto l’onore e l’onere di seguirla come parlamentare dell’Ulivo nell’apposita commissione della Camera e che, con altri colleghi dell’epoca - di entrambi gli schieramenti - si instaurò una piena collaborazione. Una collaborazione che diede vita alla cosiddetta “coesione istituzionale”. Attenzione, una collaborazione politica ed istituzionale trasparente, aperta, basata sulle “cose” da fare e nel pieno rispetto della fisiologica dialettica parlamentare tra maggioranza ed opposizione. Una pagina importante, credo, per la politica subalpina che ha saputo riscoprire una coesione/collaborazione sino ad allora non particolarmente praticata se non in condizioni drammatiche ed emergenziali del passato ben note. Una prassi, questa, che comunque centra nulla con il decantato “sistema Torino”.

La seconda riflessione riguarda un terreno a me estraneo e sconosciuto. E cioè i rapporti consolidati nel tempo che creano “sistema” tra i vari settori di una società, qualunque essa sia: da quello politico a quello imprenditoriale, da quello informativo a quello finanziario, da quello burocratico a quello culturale. Ora, questo versante, se esiste, è estremamente difficile disarticolarlo e smontarlo perché è costituito più da rapporti personali che da rapporti istituzionali o protocollari. E i rapporti personali, seppur trasversali ancorché del tutto legittimi, fanno parte dell’arredo di un territorio.

Ecco, ho voluto richiamare solo questi due semplici elementi non per arrivare alla conclusione - giammai - se esiste o non esiste un “sistema Torino”. Al di là delle appartenenze politiche e di schieramento. Ma per dire semplicemente che l’unico modo credibile e trasparente per riaffermare la centralità della politica e del confronto democratico resta sempre e solo quello di far prevalere i singoli orientamenti politici e programmatici attraverso la dialettica istituzionale. Nel pieno rispetto delle differenze e anche nel rigoroso rispetto delle amicizie e delle frequentazioni maturate nel tempo. Il tutto senza ridicole censure pregiudiziali ma anche senza nascondere l’evidenza.

*On. Giorgio Merlo, direzione nazionale Pd

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    09:40 Giovedì 11 Maggio 2017 tandem Beata innocenza.....

    Senza dubbio Merlo è una persona onesta, ma che metta in dubbio l'esistenza del " Sistema Torino" e, se esiste sia una limpida consorteria che opera a favore dei cittadini, mi pare proprio una ingenuità. Capisco che il ritorno ai vertici di casa PD, dopo il passaggio nei Moderati, richieda atti di fede, ma non esageriamo....

Inserisci un commento